Concetti Chiave

  • I mangimi per svezzamento devono essere appetibili e facilmente digeribili, con un alto contenuto di proteine, minerali e vitamine, specialmente in caso di svezzamento precoce.
  • I principali componenti dei mangimi includono cereali, soia, girasole, e integratori vitaminici e minerali, utilizzati in forme pellettate o sbriciolate.
  • L'alimentazione del suino in allevamento intensivo ha permesso ai paesi sviluppati di affrontare la fame proteica, puntando su proteine animali di alto valore biologico.
  • Strategie alimentari per animali non competitivi prevedono l'uso di erbivori e onnivori, ottimizzando l'alimentazione per sfruttare materie prime comuni con l'uomo.
  • L'allevamento del suino è passato da convertitore di alimenti fibrosi a convertitore di alimenti concentrati, grazie alla disponibilità di cereali a basso costo in Europa e Nord America.

Indice

  1. Caratteristiche dei mangimi per svezzamento
  2. Componenti e utilizzo dei mangimi
  3. Qual è l'alimentazione del suino in allevamento intensivo?
  4. Strategie alimentari per animali non competitivi
  5. Evoluzione dell'allevamento del suino

Caratteristiche dei mangimi per svezzamento

Hanno come principali caratteristiche l’appetibilità e la digeribilità. Tanto più precoce è lo svezzamento tanto più il mangime deve essere ricco di proteina, minerali e vitamine. Sono mangimi molto costosi ma l’animale ne mangia molto poco ed è fondamentale per l’accrescimento.

Componenti e utilizzo dei mangimi

Componenti: cereali, soia, girasole, lino disoleati, cruscami, carrube, melasso, medica disidratata, integratori vitaminici e minerali. Si utilizza normalmente mangime pellettato o sbriciolato, non in polvere. Nel periodo successivo il mangime è sostituito da uno meno ricco in rapporto all’età dell’animale e al tipo di foraggio.

Qual è l'alimentazione del suino in allevamento intensivo?

Quella trattata nella lezione è l’alimentazione del suino in allevamento intensivo, che è quello che ha permesso ai paesi sviluppati di affrancarsi dalla fame proteica (la fame energetica è facilmente soddisfabile tramite i prodotti agricoli, ma questi hanno un contenuto di proteina basso e di scarso valore biologico). Le proteine animali hanno notoriamente un buon valore biologico, ma tra tutte è necessario capire quali sono più facili da ottenere in una società con mezzi limitati a disposizione (es. società contadine, zone rurali dell’Africa) e lo si fa attraverso alcune strategie.

Strategie alimentari per animali non competitivi

Devono essere prediletti animali che non siano competitivi con l’uomo per quanto riguarda le materie prime alimentari, o magari sfruttando anche le stesse materie prime da cui si ricavano si alimenti per l’uomo che per gli animali; da questo punto di vista gli erbivori vanno meglio in quanto ricoprono una nicchia trofica differente rispetto all’uomo, ma anche gli onnivori possono essere sfruttati (trattandoli più come erbivori, infatti anticamente il suino veniva fatto pascolare). Un esempio è il fagiano, che ad oggi viene allevato per due indirizzi produttivi: uno è il fagiano da ripopolamento/pronta caccia, l’altro è il fagiano da carne; nel primo caso dato che devono essere allevati animali in grado di alimentarsi una volta portati in natura viene favorito uno sviluppo precoce della parte fermentante dell’intestino, utilizzando razioni fibrose simili a quelle che troveranno in natura, mentre per il fagiano da carne, dove l'interesse riguarda le caratteristiche della carcassa, si usano razioni concentrate.

Evoluzione dell'allevamento del suino

Il suino ha subito la stessa evoluzione: da animale convertitore di alimenti fibrosi si è trasformato in un convertitore di alimenti concentrati poiché la disponibilità di materie prime, in particolare di quelle che stanno alla base della formulazione dei mangimi per suini, è ampia (i cereali sono disponibili a basso costo per tutti in Europa e in Nord America). Questo permette di allevare suini rapidamente e di aver una carne di bassissimo costo (es. coppa di suino, che è un taglio abbastanza svalutato in quanto molto grasso, costa circa 5 €/kg) disponibile per tutti, mettendo tutta la popolazione al riparo dalla fame proteica assurda per questo tipo di animale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali caratteristiche dei mangimi per svezzamento?
  2. I mangimi per svezzamento devono essere altamente appetibili e digeribili, con un contenuto elevato di proteine, minerali e vitamine, specialmente se lo svezzamento avviene precocemente. Sebbene siano costosi, sono fondamentali per l'accrescimento dell'animale.

  3. Quali componenti sono utilizzati nei mangimi per suini?
  4. I mangimi per suini contengono cereali, soia, girasole, lino disoleati, cruscami, carrube, melasso, medica disidratata e integratori vitaminici e minerali. Si preferisce l'uso di mangimi pellettati o sbriciolati, evitando quelli in polvere.

  5. Come ha influenzato l'allevamento intensivo la disponibilità di proteine?
  6. L'allevamento intensivo del suino ha permesso ai paesi sviluppati di superare la fame proteica, poiché le proteine animali offrono un buon valore biologico e sono più facilmente ottenibili rispetto ad altre fonti alimentari.

  7. Quali strategie alimentari possono essere adottate per animali non competitivi?
  8. È consigliabile allevare animali non competitivi con l'uomo per le materie prime alimentari, come gli erbivori, che occupano una nicchia trofica differente. Anche gli onnivori, come i suini, possono essere gestiti in modo da sfruttare risorse alimentari simili a quelle umane.

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