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Concetti Chiave

  • Édouard Manet, considerato un preimpressionista, si distaccò dalle rigide regole accademiche del suo maestro Thomas Couture, preferendo rappresentare la vita reale piuttosto che soggetti storici.
  • La sua vita mondana a Parigi e le frequentazioni con artisti impressionisti al Caffè Guerbois influenzarono il suo approccio artistico, anche se mantenne una certa prudenza rispetto alle istituzioni.
  • Nel 1863, a seguito di un severo rifiuto al Salon ufficiale, Manet partecipò al Salon dei Rifiutati, utilizzando questa opportunità per esporre le sue opere e guadagnare notorietà.
  • I suoi quadri suscitavano scandalo per i temi moderni e la tecnica innovativa, che abbandonava il chiaroscuro tradizionale a favore di stesure di colore veloci e piatte, ritenute volgari dalla società borghese del tempo.
  • Manet accettò con diplomazia il rifiuto da parte della commissione ufficiale, consapevole che i suoi soggetti non avrebbero incontrato il favore della borghesia, che cercava opere con un valore morale o politico.

In questo contenuto si parlerà di Édouard Manet, in particolare sulle sue lezioni accademiche e lo scandalo dei pittori rifiutati

Una vita agiata e le prime scelte forti

Édouard Manet si trova in una posizione particolare nel panorama artistico dell'Ottocento. Visto che era più grande d'età rispetto ai pittori che poi avrebbero dato vita al movimento vero e proprio, oggi lo consideriamo una specie di preimpressionista. La sua famiglia a Parigi era molto ricca e questo gli permise di studiare senza problemi nelle scuole migliori. Entrò infatti nell'atelier di Thomas Couture, un insegnante e pittore molto famoso che seguiva lo stile neoclassico.

Manet, però, fin da subito decise di fare di testa sua. Il suo modo di dipingere non c'entrava nulla con le regole rigide del suo maestro. Invece di perdere tempo con i soliti quadri storici o con le favole della mitologia, preferì raccontare la realtà dei suoi tempi. Iniziò a ritrarre soprattutto la vita notturna e i locali alla moda di Parigi. Dopotutto, quei posti erano gli stessi che frequentava ogni sera con i suoi amici. Questo stile di vita così libero e mondano, vissuto nei quartieri più trasgressivi della città, segnò purtroppo anche il suo destino: l'artista si ammalò di gravi infezioni veneree che lo portarono a una morte precoce.

I ritrovi al bar e i dubbi sulla sua innovazione

La vita di Manet era piena di incontri e discussioni. Cominciò a frequentare i giovani impressionisti e a vedersi con loro ai tavoli del Caffè Guerbois, un locale che era diventato il punto di ritrovo per tutti gli artisti ribelli di Parigi. Chiacchierando con loro, Manet si accorse che avevano lo stesso identico obiettivo: volevano essere del tutto liberi di esprimersi, senza dover obbedire alle regole severe dei professori e dello Stato.

Nonostante questa vicinanza, Manet non si comportò mai come gli altri. Rimase sempre un po' più prudente e legato alle istituzioni. Mentre i suoi amici decisero di rompere i ponti con il passato e di organizzare delle mostre private per conto loro, lui preferì continuare a cercare l'approvazione delle mostre ufficiali dello Stato. Molti esperti dell'epoca, infatti, pensavano che Manet non fosse un vero rivoluzionario nel modo di usare i pennelli, ma che la sua unica vera novità stesse nei soggetti moderni che sceglieva di mettere sulla tela.

L'anno dei Rifiutati e la protesta silenziosa

A quei tempi, la carriera di un pittore dipendeva tutta dal Salon, l'esposizione ufficiale gestita dal governo francese. Nel 1863 la giuria esaminatrice fu talmente severa da bocciare una quantità enorme di artisti, scatenando proteste feroci in tutta la città. Per calmare le acque e non far arrabbiare il popolo, intervenne direttamente l'imperatore Napoleone III. Decise di aprire una mostra alternativa, una specie di padiglione parallelo dove chiunque fosse stato scartato dal Salon vero poteva esporre comunque i propri quadri.

Questa mostra prese il nome storico di Salon dei Rifiutati. Anche Manet decise di approfittarne e portò lì le sue opere, finendo subito sulla bocca di tutti. A differenza di altri colleghi come Courbet, che fecero delle clamorose proteste politiche contro il governo, Manet scelse di non fare scenate e accettò la situazione con molta diplomazia.

Perché i suoi quadri facevano così arrabbiare la gente

Manet sapeva benissimo che i suoi lavori non potevano piacere alla commissione ufficiale. Era consapevole che le storie e i personaggi che dipingeva davano fastidio alla mentalità dell'epoca. La società borghese di metà Ottocento non poteva accettare che un artista perdesse tempo a dipingere scene di vita comune, senza metterci dentro un insegnamento morale, politico o religioso. Per loro, quelle tele erano semplicemente volgari e prive di valore.

A far infuriare il pubblico, però, non erano solo i temi, ma anche la tecnica usata. Manet dipingeva in modo rapidissimo, stendendo il colore a macchie piatte e veloci. Questo sistema cancellava quasi del tutto il chiaroscuro tradizionale e le sfumature morbide che davano l'effetto del volume. Le sue figure sembravano quasi finte e bidimensionali, inaugurando un modo di fare arte che avrebbe cambiato per sempre il futuro della pittura.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Édouard Manet nel panorama artistico dell'Ottocento?
  2. Manet è considerato una figura chiave come preimpressionista, poiché, pur essendo più grande d'età rispetto ai suoi contemporanei, ha scelto di rappresentare la realtà del suo tempo piuttosto che attenersi alle rigide regole accademiche.

  3. Come influenzò la vita notturna parigina il lavoro di Manet?
  4. Manet ritrasse la vita notturna e i locali alla moda di Parigi, luoghi che frequentava con i suoi amici, segnando il suo stile libero e mondano, ma anche contribuendo alla sua malattia e morte precoce.

  5. Qual era la differenza tra Manet e i giovani impressionisti?
  6. Sebbene Manet condividesse l'obiettivo di libertà espressiva con i giovani impressionisti, rimase più prudente e cercò l'approvazione delle mostre ufficiali, a differenza di loro che optarono per mostre private.

  7. Cosa accadde nel 1863 riguardo al Salon e come reagì Manet?
  8. Nel 1863, il Salon rifiutò molti artisti, portando all'apertura del Salon dei Rifiutati, dove Manet espose le sue opere, accettando la situazione con diplomazia anziché protestare come altri artisti.

  9. Perché i quadri di Manet suscitavano scandalo tra il pubblico?
  10. I lavori di Manet infastidivano la società borghese dell'epoca per i temi di vita comune e per la sua tecnica rapida, che abbandonava il chiaroscuro tradizionale, rendendo le sue figure bidimensionali e provocando reazioni negative.

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