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Prima lezione: organizzazione sanitaria

Combinare risorse in funzione di obiettivi che vengono prefissati all’inizio.

Modalità in cui viene effettuata la divisione del lavoro attraverso l’identificazione di responsabilità e la valutazione dei risultati. Uniformità anche del budget e delle strutture sanitarie.

Meccanismi di governo del sistema

Meccanismi di governo del sistema, domanda e offerta:

  1. Si introduce il concetto di programmazione: sulla base dei bisogni si definisce l’offerta.
  2. Libero mercato: sulla base della domanda si definisce l’offerta.

C’è sempre una domanda fissa di salute, ma noi dobbiamo programmare. Tutto questo nasce in una scarsità di risorse, concetto di razionalizzazione, di programmazione e di organizzazione. Poi però ci rendiamo conto che noi saremo dei professionisti e quindi sarà importante il concetto di professionalità, la competenza professionale, ma la parte organizzativa all’interno delle strutture sanitarie che si unisce alla professionalità è molto importante e fa la differenza anche in termini di efficacia.

Deve esserci una struttura organizzativa efficiente uguale per tutti.

Risorse dell’organizzazione

Risorse dell’organizzazione: tutte strutture importanti.

  • Il personale: risorse fisiche che offrono servizi.
  • Le tecnologie.
  • I materiali.
  • Gli spazi fisici.

Valutazione dell’ambiente

Dobbiamo valutare l’ambiente.

L’azienda per produrre una determinata cosa va a valutare:

  • Bisogni di salute: obiettivo finale. Il professionista traduce il bisogno di salute in una prestazione che chiaramente non deve essere discrezionale ma si deve rifare alle linee guida uguali per tutti. Un tempo c’era più discrezionalità da parte del professionista, adesso invece deve rispettare dei criteri che poi purtroppo, causa la scarsità di risorse, sono sempre più ristretti e quindi anche il prescrittore ha dei limiti e quindi non può fare tutto a tutti. Deve fare la cosa giusta alla persona giusta nel momento giusto.
  • Condizioni economiche, politiche, culturali e sociali.
  • Istruzioni e istituzionalismo: lo Stato, le norme, gli usi, i costumi.
  • Relazione con le altre organizzazioni e con le istituzioni.

I risultati

I risultati:

Il prodotto fornito è la salute: noi utilizziamo le risorse che sono gli input, come personale o la tecnologia, che entra all’interno della catena produttiva e noi tiriamo fuori questo output, che sono le prestazioni.

  • Outcome, esito delle prestazioni effettuate.
  • Output, prestazioni sanitarie erogate dell’organizzazione sanitaria, DRG.
  • Performance: è la prestazione totale che non dipende solo da quello che noi eroghiamo, ma anche da come lo eroghiamo e anche dall’elemento relazionale. È la cosa più importante ed è quello che l’utente percepisce di più. Questa prestazione però deve essere efficace, perché il sistema non deve essere solo efficiente ma anche efficace.

Leve organizzative

Leve organizzative: sono la struttura organizzativa, organigramma e pianta organica, più meccanismi operativi.

  • Configurazioni organizzative, anatomia: strutturazione dell’azienda, l’insieme dei ruoli e delle relazioni tra ruoli nella struttura.
  • Meccanismi operativi, fisiologia: le regole, i processi che caratterizzano il funzionamento delle organizzazioni, funzionigramma.

La struttura è il quadro statico dell’organizzazione, organigramma. I meccanismi operativi sono l’elemento dinamico: ognuno di noi deve seguire delle regole e deve svolgere un ruolo ben preciso.

Meccanismi operativi

Meccanismi operativi.

Sistemi di gestione degli obiettivi e delle informazioni:

  • Sistema di pianificazione strategica.
  • Sistema di programmazione e controllo, controllo di gestione e budget.
  • Sistema informativo.

Sistemi di gestione del personale

Sistemi di gestione del personale: è un meccanismo operativo.

  • Sistemi di ricerca, selezione, accoglimento e inserimento del personale.
  • Sistemi di addestramento e di formazione del personale.

Management: tutti i medici ora sono anche manager, perché hanno anche la responsabilità non solo di quello che fanno dal punto di vista professionale ma anche di quello che producono. Non si capisce forse intende risorse e budget dal punto di vista quantitativo delle prestazioni prodotte e soldi prodotti per l’azienda: significa buona amministrazione.

Management sanitario

Management sanitario: deve avere la capacità di prendere decisioni su basi e modalità scientifiche, guidando il SSN al soddisfacimento dei bisogni di salute, ai diversi livelli di responsabilità, nel rispetto dei vincoli finanziari secondo i criteri di efficacia ed efficienza. CHIEDE QUESTA DEFINIZIONE.

  • Efficienza: è il rapporto tra i costi, servizi, e i benefici, diminuzione della morbilità e/o mortalità. Quindi tra gli input e gli output. Più mi aumentano i fisioterapisti e più io devo produrre tot numero di prestazioni. Se io con gli stessi fisioterapisti faccio più prestazioni, oppure se mi si abbassano i fisioterapisti faccio le stesse prestazioni di prima, sono più efficiente. I benefici sono sempre in termini di salute.
  • Efficacia, indicatore di efficacia è il tasso morbilità-mortalità: capacità di raggiungere obiettivi prefissati, relativa all’utilizzo di tecnologie efficaci.
  • Valutazione dei risultati del sistema di cure in termini di salute.

Management: competenze

Management: competenze.

  • Abilità comunicative.
  • Capacità di gestione in funzione di obiettivi predefiniti.
  • Capacità di gestione del personale.
  • Conoscenza dell’economia, della finanza e della contabilità.
  • Pianificazione strategia e marketing.
  • Capacità di gestione dei progetti.
  • Capacità di assicurare la qualità.

Manager sanitario: chiunque si trovi in posizione di autorità o sia responsabile del lavoro di altre persone e dell’utilizzo di risorse, esempio tasso occupazione posti letto.

Legge D.Lgs. 502/92 e 517/93: introducono il concetto di responsabilità gestionale. Responsabilità sui risultati, capacità di conseguire i risultati coerenti con i compiti affidati o ancor meglio obiettivi. Tutti i dirigenti e i responsabili hanno degli obiettivi da conseguire.

Evoluzione normativa professioni sanitarie

Evoluzione normativa professioni sanitarie, leggi principali: prima del 92 la 833/1978 il sistema sanitario era completamente diverso e aveva una organizzazione diversa.

Art. 99 R.D. n. 1265/1934, Testo unico delle leggi sanitarie.

Art. 6 D.Lgs. n. 502/1992, “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della L. 421/1992”, così come modificato e integrato dal D.Lgs. n. 517/1993 e dal D.Lgs. n. 229/1999.

L. 833/1978

L. 833/1978.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale.

La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e libertà della persona umana.

Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L'attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini.

Nel servizio sanitario nazionale è assicurato il collegamento ed il coordinamento con le attività e con gli interventi di tutti gli altri organi, centri, istituzioni e servizi, che svolgono nel settore sociale attività comunque incidenti sullo stato di salute degli individui e della collettività.

Le associazioni di volontariato possono concorrere ai fini istituzionali del servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme stabiliti dalla presente legge.

Decreti legislativi e leggi principali

D.Lgs. 502/92 e 517/93; D.Lgs. 229/99: andare a leggere questi 3 decreti legislativi.

  • Legge n. 42/1999 “disposizione in materia di professioni sanitarie”: non tutti possono occuparsi di salute ma solo i professionisti sanitari. La legge 42/99 sostituisce definitivamente l'obsoleta nomenclatura che definiva gli infermieri come “professione sanitaria ausiliaria” con “professione sanitaria”.
  • Legge n. 251/2000: disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica. Per ogni profilo professionale ora tende ad essere gestito da un membro dello stesso ordine, mentre prima gestiva tutto il medico.

Tale Legge determina, nei suoi primi quattro articoli, la struttura generale attualmente utilizzata per la classificazione delle professioni sanitarie, individuando:

  • Le professioni infermieristiche e la professione sanitaria ostetrica, art. 1.
  • Le professioni sanitarie riabilitative, art. 2.
  • Le professioni tecnico-sanitarie, a loro volta distinte in un'area tecnico-diagnostica e un'area tecnico-assistenziale, art. 3.
  • Le professioni tecniche della prevenzione, art. 4.

Le parole chiave della Legge sono quindi:

  • Autonomia.
  • Responsabilità.

Ciò mette in crisi l’impianto tradizionale delle organizzazioni sanitarie, che presupponeva il principio gerarchico come fonte di regolazione dei rapporti tra medici e professioni sanitarie. Ruoli codificati simboleggiati anche dalla figura gerarchica apicale per eccellenza, quella del Primario. Questa figura è scomparsa dalla normativa fin dal 1995, essendo sostituita da quella del Direttore, cui vengono attribuiti compiti dirigenziali piuttosto che di supremazia gerarchico-professionale.

  • D.M. 29/03/2001 “Definizione delle figure professionali di cui all'art. 6, c. 3, del D.Lgs. n. 502/1992, e successive modificazioni, da includere nelle fattispecie previste dagli articoli 1, 2, 3, e 4, della L. 251/2000, art. 6, c. 1”.

Le Professioni Sanitarie, secondo la Legge 251/2000, sono 22. L'esatta collocazione di ciascun Profilo Professionale è stata individuata con il D.M. sanità 29 marzo 2001 n. 118, che le elenca raggruppandole secondo le classi stabilite dalla normativa.

  • DD.MM. 2 aprile 2001 “Determinazione delle classi delle lauree universitarie delle professioni sanitarie” e “Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie”. La formazione deve essere standardizzata e condivisa.
  • L. n. 43/2006 “Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali.
  • Tutto però nasce dal D.Lgs. 502/1992 e s.m.i.: è una legge che tocca vari temi tra cui il processo di “professionalizzazione” delle professioni sanitarie demandando al Ministro della Sanità l’individuazione delle figure professionali e la definizione dei relativi profili, Art. 6, D.Lgs. n. 502/1992, stabilendo che la loro formazione abilitante avvenga in sede universitaria, tramite corsi per l’espletamento dei quali Regioni e Università attivano appositi protocolli di intesa.
  • Legge n. 42/1999: abolisce i mansionari, non c’era una grossa autonomia prima, aumentando l’autonomia e la responsabilità del professionista sanitario, legge 24/2017 che introduce il concetto di responsabilità per gli esercenti sanitari, con poi la necessità di avere una assicurazione. Veniamo così equiparati al medico dal punto di vista della responsabilità professionale.

Questo è una parte di legge che si trova sulle slide: “Elimina la suddivisione del T.U. delle leggi sanitarie del 1934, accomunando le professioni sanitarie principali ed ausiliarie nell’unica dizione “professioni sanitarie”, art. 1, L. n. 42/1999, abolendo i mansionari, ma implementando lo spazio di autonomia all'interno dei profili professionali con maggiore responsabilità”.

  • Leggi n. 42/1999 e n. 251/2000, istituzione dei dirigenti.

Segnano il definitivo abbandono del ruolo “residuale” proprio di tali professionisti riconoscendogli pari dignità rispetto alle già esistenti professioni della salute. Quindi si lavora in équipe professionale e ognuno ha il suo profilo e la sua autonomia. C’è uno spazio maggiore di attuazione, sempre all’interno di un protocollo condiviso, nessuno fa quello che dovrebbe fare un altro.

Mansionario e profilo professionale

Il mansionario è stato abbandonato.

Atto regolamentare di carattere fortemente esecutivo, attributivo di specifici compiti e basato su una elencazione di attribuzioni alle quali l’esercizio professionale deve attenersi e quindi limitarsi.

Profilo professionale:

È un atto normativo di natura regolamentare che definisce il contenuto peculiare del tipo di prestazione, i titoli professionali richiesti e le specifiche abilitazioni stabilite dalla legge per l’esercizio della professione e che, concretamente, prevede un’ampia attribuzione di autonomia e responsabilità.

LEGGE n° 251/2000: introduzione della dirigenza delle professioni sanitarie. I professionisti sanitari devono essere diretti da professionisti dello stesso profilo.

DECRETO INTERMINISTERIALE del 2 aprile 2001, a quanto pare fa parte delle legge n. 251/2000.

Le professioni sanitarie svolgono con autonomia attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva, espletando le funzioni individuate dalle norme istitutive dei relativi profili professionali, nonché dagli specifici codici deontologici ed utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell'assistenza.

L. 251/2000

L. 251/2000:

  • È prevista la possibilità di una laurea, che costituirà una opportunità reale di dirigere i Servizi/Dipartimenti infermieristici e tecnici nelle strutture sanitarie, riconoscendo una professionalità specifica al personale del comparto, che non sarà più alle dipendenze dei medici dal punto di vista gestionale. Per diventare fisioterapista 3 anni.
  • Disciplina le professioni sanitarie allocandole nelle seguenti aree:
  • “Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica”.
  • “Professioni sanitarie riabilitative”.
  • “Professioni tecnico-sanitarie”.
  • “Professioni tecniche della prevenzione”.
  • Istituisce la nuova qualifica unica di dirigente del ruolo sanitario e la laurea specialistica, introdotta nel 2004-2005, ora magistrale.

Legge costituzionale n. 3 del 2001

La legge costituzionale n. 3 del 2001 ha ridisegnato le competenze di Stato e regioni in campo sanitario. La “tutela della salute”, assai più ampia della dizione “assistenza ospedaliera” dell’ordinamento previgente, rientra nell’ambito delle materie oggetto di legislazione concorrente tra Stato e Regioni; ai sensi della lett. m) dell’art. 117, comma 2, della Cost., è attribuita allo Stato la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale.

Con la legge 43/2006 vengono definite le professioni sanitarie come quelle professioni che in forza di un titolo abilitante rilasciato dallo Stato svolgono attività di prevenzione, assistenza, cura e riabilitazione.

La legge n. 43/2006 definisce l’iter formativo delle professioni:

  • L’obbligo d’iscrizione all’albo.
  • L’aggiornamento professionale.
  • La suddivisione dei professionisti e i requisiti minimi dei futuri coordinatori/dirigenti.
  • Istituisce gli ordini e gli albi per tutte le professioni sanitarie.
  • Disciplina la procedura partecipata fra Stato e Regioni per l’integrazione di professioni sanitarie già riconosciute e/o l’istituzione di nuove professioni.
  • Istituisce la funzione di coordinamento.

Accordo Stato-Regioni e CCNL

Accordo Stato-Regioni 1/8/2007.

Istituzione della funzione di coordinamento per i profili delle professioni sanitarie di cui all’art. 6 della legge n. 43/2006.

CCNL 10/4/2008 comparto art. 4.

Regolamentazione contrattuale del nuovo incarico di coordinamento. Dall’entrata in vigore scompaiono i vecchi incarichi di coordinamento che rimangono ad esaurimento.

Legge Lorenzin n. 3/18

Legge Lorenzin n. 3/18.

Istituzione di un ordine ultra-professionale finalmente a regime. Istituisce e si iniziano ad adoperare anche gli albi per i fisioterapisti e per tutte le figure riabilitative come i logopedisti.

Il sistema sanitario

Un "Sistema" rappresenta un insieme organizzato di componenti distinte che interagiscono tra di loro per raggiungere obiettivi, in modo formale e strutturale. Un Sistema Sanitario è il complesso delle istituzioni, organizzazioni, persone, risorse e delle azioni che hanno l’intento di promuovere, recuperare e mantenere lo stato di salute. Una volta l’organizzazione era diversa a seconda della tipologia dei lavoratori, le cosiddette casse mutue. L’istituzione del sistema sanitario nazionale ha creato uniformità di prestazioni.

Obiettivi di un sistema sanitario:

  • Migliorare lo stato di salute della popolazione di riferimento.
  • Rispondere adeguatamente alle aspettative dell’utenza, valutazione di impatto.
  • Fornire una protezione finanziaria nei confronti dei costi delle malattie, pagamento con le tasse e con il ticket.

Un buon livello di salute della popolazione si ottiene tramite il raggiungimento:

  1. Del miglior livello medio di salute, goodness: qualità.
  2. Della minor differenza di trattamento possibile tra individui e gruppi, fairness: equità. Tutti hanno accesso al sistema sanitario.

Il sistema sanitario, concetto di organizzazione: dove tutte le singole parti lavorano per stesso obiettivo:

  • Assorbe risorse dal sistema economico, INPUT, fattori produttivi: lavoro, capitali, beni e servizi.
  • Le trasforma in prestazioni sanitarie, OUTPUT: attività destinate a migliorare lo stato di salute della popolazione.

Strutture di erogazione dei servizi

Strutture di erogazione dei servizi.

  • Servizi a gestione diretta e gratuita, salvo pagamenti di ticket.
  • Servizi medici di base forniti da liberi professionisti convenzionati.
  • Imprese sanitarie private accreditate, salvo il pagamento di ticket. Assistenza indiretta.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cassioli25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Management sanitario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Buracchini Elisa.
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