Concetti Chiave
- Machiavelli, nato a Firenze nel 1469 e morto nel 1527, visse in un'Italia divisa da conflitti tra Francia e Spagna.
- Promuove un ritorno ai principi del Rinascimento e all'antica Roma repubblicana, fondando la teoria politica come scienza autonoma dalla religione.
- Definisce la politica come scienza, capace di prevedere eventi futuri tramite lo studio della storia, con l'obiettivo di migliorare l'organizzazione statale.
- Identifica quattro principi fondamentali per l'unità d'Italia: fortuna e virtù, la figura del principe come volpe e leone, l'uso della religione come strumento di governo, e le libertà repubblicane.
- La virtù è la capacità di manipolare la fortuna, mentre la religione serve a controllare la coscienza, con il sovrano al di sopra delle norme religiose.
La vita di Machiavelli
Niccolò di Bernardo dei Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 e morì nel 1527. Machiavelli visse in un periodo in cui l’Italia era divisa, anche a causa della discesa di Carlo VIII, ed è schiava della Francia e della Spagna.
Il pensiero politico di Machiavelli
Machiavelli promuoveva un ritorno all’origine, al principio del Rinascimento e quindi un ritorno all’antica Roma repubblicana. Egli è il fondatore della teoria politica come scienza ed è inoltre il fondatore dello storicismo (origine della vita comunitaria, origine storica), cioè crede che la politica debba basarsi sullo studio della storia.
La politica come scienza
Niccolò afferma che la politica è una scienza cioè è autonoma dai condizionamenti religiosi e morali. Afferma questo perché secondo lui la politica deve essere spregiudicata e non condizionata dalla Chiesa: la Chiesa non deve censurare la scienza e la politica (cosa che dirà poi anche Galileo). La politica è una scienza perché la storia è ciclica, cioè si ripete (ovviamente non sempre allo stesso modo) e quindi ci permette di fare delle previsioni. Inoltre in quanto scienza la politica ha un oggetto specifico, cioè quello di osservare e studiare in modo scientifico la vita associata degli uomini: è, cioè, un’osservazione reale della realtà che però richiede uno sforzo. Machiavelli dice inoltre che la finalità della politica è quella di guidare lo Stato alla migliore forma di organizzazione, e quando riusciamo a portarla fin là, la miglioriamo.
L'unità d'Italia secondo Machiavelli
Secondo lui l’Italia deve essere guidata verso l’unità e la finalità della politica è quella di ricondurla al modello della Roma repubblicana e per fare ciò i principi che deve seguire la politica sono quattro:
Fortuna e virtù
• La fortuna e la virtù: la fortuna è considerata come la sorte (il caso) e governa il 50% della vita degli uomini. Però deve essere originata e combattuta. La virtù, invece, è la capacità dell’uomo di originare il caso, di manipolare gli eventi portandoli dove vuole in modo da poter raggiungere i propri obiettivi. Machiavelli dice che per controllare la fortuna bisogna combatterla in modo da farsela amica e che si può prevedere la sorte studiando la storia. La virtù del politico è quella di prevedere e anticipare gli eventi in modo da fare il bene dello Stato;
La volpe e il leone
• La golpe e il lione: secondo Machiavelli il principe deve essere sia volpe che leone, cioè sia astuto che forte perché il politico deve saper creare il consenso attorno a sé (consenso degli aristocratici) e tramite l’astuzia e la forza deve saper governare al meglio. Il politico deve garantire il benessere generale anche violando la morale del singolo: si parla di morale immanente (cioè presente) all’interno di una cosa. Machiavelli afferma inoltre che il fine giustifica i mezzi, però il fine deve essere quello dello Stato. Il politico agisce considerando gli eventi futuri mentre l’uomo agisce senza considerazione storica;
Religione e governo
• La religione come strumento di governo: la religione secondo Machiavelli serve a governare perché consente il controllo della coscienza; i singoli sono controllati dalle norme religiose mentre il sovrano ne è al di sopra. Secondo lui, inoltre, la politica dello Stato pontificio ha messo i “bastoni tra le ruote” all’unificazione italiana;
Libertà repubblicane
• Libertà repubblicane: devono garantire le libertà dello Stato. Machiavelli non celebra questa libertà ottenuta con l’accordo ma dice che ci deve essere uno scontro tra un gruppo sociale dominante e uno sottomesso; questa contrapposizione, secondo lui, garantisce la libertà.
per approfondimenti vedi anche:
Appunti di italiano su vita ed opere di Machiavelli
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui visse Machiavelli?
- Qual è la visione di Machiavelli sulla politica come scienza?
- Quali sono i principi fondamentali per l'unità d'Italia secondo Machiavelli?
- Come definisce Machiavelli il rapporto tra fortuna e virtù?
- Qual è il ruolo della religione nel pensiero politico di Machiavelli?
Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 e morì nel 1527, in un periodo in cui l'Italia era divisa e sotto l'influenza di potenze straniere come Francia e Spagna.
Machiavelli considera la politica una scienza autonoma dai condizionamenti religiosi e morali, sostenendo che deve basarsi sullo studio della storia per prevedere eventi futuri e migliorare l'organizzazione dello Stato.
Machiavelli identifica quattro principi per guidare l'Italia verso l'unità, tra cui la fortuna e la virtù, la necessità di essere sia astuti che forti, l'uso della religione come strumento di governo e la garanzia delle libertà repubblicane.
Machiavelli afferma che la fortuna governa il 50% della vita degli uomini, ma la virtù è la capacità di manipolare gli eventi per raggiungere obiettivi, suggerendo che si può controllare la fortuna studiando la storia.
Machiavelli vede la religione come uno strumento di governo che consente il controllo della coscienza dei cittadini, mentre il sovrano deve rimanere al di sopra delle norme religiose per garantire l'unità e il benessere dello Stato.