Concetti Chiave
- La fine del Medioevo è collocabile a metà del XVIII secolo, segnata da progressi economici, industriali e filosofici.
- Il pensiero razionale di filosofi come Voltaire e Diderot ha contribuito alla transizione verso l'era moderna, evidenziando l'importanza dell'Encyclopédie.
- Le Goff critica la visione tradizionale del Rinascimento, ritenendo che molti sviluppi culturali e scientifici siano già emersi nel Medioevo.
- Il pluralismo religioso era presente già nell'Alto Medioevo, con la cristianità che doveva confrontarsi con forme alternative di religione.
- Il Rinascimento non può essere ridotto a un fenomeno esclusivamente italiano, poiché ha avuto influenze significative anche in Germania e Francia.
La fine del Medioevo
Secondo l’autore, invece, è possibile parlare di un lungo Medioevo, la cui fine è collocabile a metà del XVIII secolo e corrisponde:
1. ai progressi dell’economia rurale evidenziati e teorizzati dai fisiocratici;
2. all’invenzione della macchina a vapore e alla nascita dell’industria moderna;
3. in campo filosofico e religioso, al pensiero razionale e non credente, animato da Voltaire e Diderot, che s’incarna nell’Encyclopédie;
4. in campo politico, al movimento antimonarchico della Rivoluzione francese.
Critica al concetto di Rinascimento
Per questo, Le Goff prende spunto e smonta sistematicamente le tesi, esposte nel numero intitolato Il genio del Rinascimento. Quando l’Europa si reinventa uscito per la rivista «Les Cahiers de science et vie», che vedono il Rinascimento come:
1. «il risveglio della ragione», il cui centro è Firenze; la scolastica è ricorsa incessantemente alla ragione e restringere a Firenze il contro del rinnovamento culturale restringe in definitiva il Rinascimento stesso a un piccolo gruppo di politici e di artisti.
2. una maniera di «ripensare» l’uomo, che non concepisce la teologia senza l’umanesimo; tuttavia la rinascita del XII secolo, insistendo sull’idea che l’uomo è fatto «a immagine di Dio», la scolastica del XIII e san Tommaso fanno dell’Uomo, attraverso Dio, il vero oggetto di riflessione.
3. «nascita del metodo scientifico»; in realtà, di nuovo c’è il ricorso metodico all’esperienza e la nascita, nel XVI secolo, dell’autopsia, perché l’emergere delle matematiche come metodo si è verificato nel Medioevo con le nuove e più precise edizioni di Euclide e i relativi commenti, con l’introduzione dello zero all’inizio del Duecento e il Liber abaci di Fibonacci, con i progressi delle tecniche legate al commercio e alle attività bancarie.
4. periodo di affermazione del pluralismo in Europa; fin dall’Alto Medioevo la cristianità, cioè il dogmatismo ufficiale, ha dovuto prendere in considerazione forme di religione alternative, spesso ritenute «eresie»: nel Medioevo la diversità è stata profusa, effervescente.
5. «una grande ventata venuta dall’Italia»; bisogna prendere in esame il Rinascimento tedesco e francese, seppure generalmente limitato ai castelli della Loira, con la trasformazione all’inizio del Trecento delle fortificazioni in spazi aperti e protesi verso l’esterno.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali eventi che segnano la fine del Medioevo secondo l'autore?
- In che modo l'autore critica la visione tradizionale del Rinascimento?
- Qual è il ruolo della scolastica nel contesto del Rinascimento secondo l'autore?
La fine del Medioevo è collocabile a metà del XVIII secolo e coincide con i progressi dell'economia rurale, l'invenzione della macchina a vapore, il pensiero razionale di Voltaire e Diderot, e il movimento antimonarchico della Rivoluzione francese.
L'autore smonta le tesi che vedono il Rinascimento come un risveglio della ragione e una nascita del metodo scientifico, sostenendo che tali idee riducono il fenomeno a un gruppo ristretto e ignorano le radici medievali del pensiero e della diversità culturale.
La scolastica, secondo l'autore, ha avuto un ruolo fondamentale nel pensiero medievale, ponendo l'uomo come oggetto di riflessione attraverso Dio, e non può essere trascurata nel contesto del Rinascimento, che si basa su una visione più ampia e complessa della cultura europea.