Concetti Chiave
- La Destra storica si distinse per scrupolo e onestà nella gestione del nuovo stato, con un gruppo dirigente colto e dedito al bene pubblico.
- Per favorire lo sviluppo industriale, il governo accentuò l'amministrazione tramite i prefetti e potenziò le infrastrutture, introducendo l'istruzione obbligatoria.
- Nonostante il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 1876, emersero diversi aspetti negativi durante il governo della Destra storica.
- Il suffragio rimase limitato, escludendo gran parte della popolazione dalla rappresentanza politica, e non furono attuate riforme agrarie necessarie per migliorare le condizioni dei contadini meridionali.
- La Destra storica concluse la sua parabola politica con le dimissioni di Marco Minghetti nel 1876, segnando un cambiamento significativo nella storia del regno.
La destra storica e il nuovo stato
La Destra storica aveva governato il nuovo stato con preziose doti di scrupolo e onestà. Il gruppo politico dirigente era costituito da persone colte e stimate, che nell'amministrare i beni degli italiani avevano dimostrato dedizione e capacità nel distinguere tra gli interessi personali e quelli pubblici; avevano un profondo senso dello stato, una concezione laica dei rapporti tra stato e chiesa, e si ispiravano ai principi del liberismo economico nel cercare di superare i vincoli e i privilegi che impedivano all'Italia di sviluppare un'economia al passo con quelle europee e una società liberale.
Problemi e soluzioni amministrative
Per rispondere ai problemi del nuovo stato italiano aveva deciso di accentrare l'amministrazione tramite i prefetti, per favorire lo sviluppo industriale del Nord, potenziare le infrastrutture (ferrovie, strade, poste) e introdurre l'istruzione obbligatoria.
Nel 1876 la Destra storica raggiunse anche l'obiettivo del pareggio di bilancio che si era prefissato quindici anni prima.
La valutazione complessiva dei suoi anni di governo, tuttavia, rivelava non pochi aspetti negativi.
Limiti del suffragio e riforme mancate
Innanzitutto la base elettorale era rimasta ristretta a meno del 2% dell'intera popolazione e, comunque, la soglia di censo di 40 lire di tasse annue limitava il voto a solo il 7% dei maschi adulti: importanti strati della società erano di conseguenza esclusi dalla rappresentanza politica, cioè il diritto dei cittadini a essere rappresentati da propri delegati (scelti tramite elezioni) all'interno delle istituzioni dello stato. Il censo era l'insieme dei beni e dei redditi di un individuo, in base ai quali di calcolava l'imposta fiscale dovuta allo stato. In un sistema politico in cui il diritto di voto è limitato a chi possegga un determinato livello di ricchezza o "di censo" il suffragio è detto "censitario".
Nessun governo aveva poi saputo o voluto mettere mano alla riforma agraria, requisito necessario per ammodernare l'agricoltura e migliorare le condizioni dei contadini meridionali; la questione meridionale era stata anzi affrontata con lo stato d'assedio e la repressione.
La Destra storica, del resto, aveva fatto poco per diminuire i tassi di analfabetismo, che restava altissimo specialmente in Meridione. Infine, forte era nel paese il malcontento per il peso fiscale, causato da una pesante tassazione messa in atto per favorire lo sviluppo delle infrastrutture.
Fine della destra storica
La parabola della Destra storica si concluse pertanto il 18 marzo 1876 quando, per la prima volta nella storia del regno, un primo ministro, Marco Minghetti, fu costretto alle dimissioni.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche della Destra storica nel governo del nuovo stato italiano?
- Quali misure furono adottate dalla Destra storica per affrontare i problemi del nuovo stato?
- Quali furono i limiti del suffragio durante il governo della Destra storica?
- Quali aspetti negativi caratterizzarono il governo della Destra storica?
La Destra storica si distinse per scrupolo e onestà, con un gruppo dirigente colto e stimato, capace di distinguere tra interessi personali e pubblici, e ispirato ai principi del liberismo economico (testo).
Per risolvere i problemi, la Destra storica accentuò l'amministrazione tramite i prefetti, potenziò le infrastrutture e introdusse l'istruzione obbligatoria, raggiungendo nel 1876 il pareggio di bilancio (testo).
La base elettorale era ristretta a meno del 2% della popolazione, con una soglia di censo che limitava il voto a solo il 7% dei maschi adulti, escludendo importanti strati della società dalla rappresentanza politica (testo).
Tra gli aspetti negativi vi erano la mancata riforma agraria, l'alto tasso di analfabetismo, e il malcontento per la pesante tassazione, che non favorì il miglioramento delle condizioni dei contadini meridionali (testo).