Concetti Chiave
- Le organizzazioni sindacali hanno ottenuto successi significativi, come l'introduzione dell'orario di lavoro di 8 ore nel 1919, grazie all'impegno delle operaie durante la guerra.
- Nonostante l'Italia fosse ancora un paese agricolo, si verificarono disordini e agitazioni nel periodo post-bellico, culminando in scioperi e occupazioni di fabbriche nel 1920.
- I movimenti contadini si distinsero per obiettivi diversificati, con agitazioni diffuse in diverse regioni, tra cui la Valle Padana e il Bolognese.
- Le rivendicazioni agricole e industriali erano generalmente compatibili con il quadro istituzionale, evitando richieste che potessero destabilizzare l'assetto sociale.
- La paura del bolscevismo influenzò la percezione delle rivendicazioni lavorative, presentandole come minacce alla patria da parte di chi temeva un cambiamento politico radicale.
Quali sono le aspettative e i successi sindacali?
Non per connotati ideologici, ma per largo seguito (ceti popolati, consistente rete di organizzazioni sindacali)
Sembravano corrispondere alle attese aspettative, speranza miglioramento delle condizioni di vita e per i lavori industriali e agricoli.
Successi delle organizzazioni sindacali
Contadine in poche aree,
operaie: durante la guerra il ruolo di rilievo, fine guerra con successo, richieste per salario e orario. Ottengono orario di lavoro di 8 ore (1919).
Disordini e agitazioni post-belliche
Ma l'Italia è ancora un paese agricolo dove ci sono ancora problemi sociali più gravi.
Gli operarsi industriali per la produzione bellica, no guerra.
I contadini invece, truppe, fanteria, fine della guerra movimento contadino
1919 situazione interna relativa,ente tranquilla
Ma disordini gravi non mancarono: luglio moti contro l'aumento dei prezzi, scioperi più agitazioni.
Occasione per divampare fuoco, elezioni perché si sperava in un rovesciamento della situazione politico-solciale.
1920: agitazioni, violenze, scioperi (servizi pubblici, industrie, campagne)
Settembre 1920 occupazione delle fabbriche
Apice Torino, Milano, Genova : sede industrie metalmeccaniche
Dove nel corso di una vertenza sindacale gli operai si impadroniscono degli stabilimenti, poi accordo.
Occupazioni e movimenti contadini
Nelle campagne agitazioni più continue ma obiettivi differenziati:
-a seconda delle categorie di lavoratori (salariati fissi, braccianti, mezzadri)
-agitazioni più estese Valle Padana epicentro nel Bolognese
-ma movimento continuo esteso in tutte le aree - regioni (Sicilia, Puglia, Lazio)
Occupazione delle terre: Toscana, Umbria, Marche
I mezzadri si mobilitarono capillarmente per ottenere revisione dei patti colonici
I movimenti di rivendicazione industriali, agricoli (non avanzavano richieste tali da sconvolgere l'assetto sociale.
Per lo più le rivendicazioni erano compatibili con il quadro istituzionale vigente
Paura del bolscevismo e reazioni
Però allarme in tutto il paese perché le richieste erano accompagnato ad una campagna rivoluzionaria condotta dai socialisti in modo offensivo dei sentimenti nazionali più violenA.
La paura del bolscevismo
Sembro alle porte e la vittoria rinnegata e umiliata.
Così le rivendicazioni pur legittime dei lavoratori furono presentate da quei padroni che ne avrebbero sofferto per un sopportabile danno, come delitti di lesa patria.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali successi delle organizzazioni sindacali nel periodo post-bellico?
- Quali furono le cause dei disordini e delle agitazioni in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale?
- Come influenzò la paura del bolscevismo le rivendicazioni dei lavoratori in Italia?
Le organizzazioni sindacali, in particolare quelle operaie, ottennero significativi successi, come l'implementazione dell'orario di lavoro di 8 ore nel 1919, rispondendo alle aspettative di miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori industriali e agricoli.
I disordini post-bellici furono alimentati da problemi sociali gravi, come l'aumento dei prezzi e le difficoltà economiche, che portarono a scioperi e violenze, culminando nell'occupazione delle fabbriche nel settembre 1920, specialmente nelle città industriali come Torino, Milano e Genova.
La paura del bolscevismo generò allarme nel paese, portando i padroni a presentare le legittime rivendicazioni dei lavoratori come atti di lesa patria, ostacolando così le richieste di cambiamento e alimentando un clima di tensione sociale.