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Concetti Chiave

  • Il dibattito sull'articolo 7 della Costituzione ha visto uno scontro tra socialisti e Togliatti, con quest'ultimo che ha sostenuto la riapplicazione del Concordato di Mussolini per ottenere consenso nel paese cattolico.
  • All'interno del partito socialista si sono formate due fazioni: una guidata da Nenni, favorevole all'alleanza con i comunisti, e l'altra da Saragat, che proponeva un modello socialdemocratico occidentale.
  • La scissione di Palazzo Barberini nel 1947 ha portato alla formazione del Partito socialdemocratico, alterando gli equilibri governativi e alla nascita di un nuovo governo De Gasperi, privo di socialisti e comunisti.
  • Le elezioni del 18 aprile 1948 hanno visto la Democrazia Cristiana prevalere, consolidando il centrismo e intensificando le tensioni politiche e sociali nel paese.
  • L'entrata dell'Italia nella NATO ha scatenato forti reazioni politiche, portando a una crisi economica e a conflitti sociali, avvicinando il paese a una situazione di quasi guerra civile.

Scontro sulla costituzione

Nel dibattito della Costituente, c'è uno scontro che investe principalmente la sinistra sull'approvazione dell’articolo 7. I socialisti, traendo origine da una cultura laica e anticlericale, si oppongono alla riapplicazione nella costituzione repubblicana del Concordato di Mussolini. Togliatti, però, accetta partendo dal concetto che l'Italia è un paese principalmente cattolico e, alla ricerca di sempre più consenso, appoggia l'articolo 7, che rimarrà così fino a Bettino Craxi. Sul tema dell'Erp e sull'adesione al Piano Marshall si critica ampiamente, rendendosi conto che dietro ad esso c'è un disegno politico più ampio per legare l'Italia e gli altri paesi europei all'America.

Divisioni nel partito socialista

Il governo si richiama al Comitato di Liberazione nazionale, ma al suo interno c'è un'ampia spaccatura. Il partito socialista, in particolare è diviso in due aree. Una è l'area di Pietro Nenni, favorevole al mantenimento dell'accordo con i comunisti per arrivare al Fronte popolare e contrapporsi ai partiti borghesi che avrebbero portato alla neutralità italiana, equidistante sia dall'unione Sovietica che dagli Stati Uniti. L'altra area è guidata da Giuseppe Saragat, ex esponente del Partito Socialista Unitario di Matteotti e uomo di grande cultura, che rappresenta l'opposto di Nenni dal punto di vista delle scelte. Saragat propone un partito sostanzialmente simile alla socialdemocrazia tedesca, collocato nella sfera occidentale, profondamente socialdemocratico e con la volontà di unire borghesia e socialismo in una collaborazione governativa. Il risultato delle due contrapposizioni si ha nel gennaio del 1947, con la scissione di Palazzo Barberini, la sede del congresso del Partito socialista. La componente di Saragat esce e fonda il Partito socialdemocratico, una scissione che sconvolge gli equilibri del governo. Nel febbraio del 1947 nasce il nuovo governo De Gasperi, molto breve, che dovrà gestire la firma del trattato di pace. Già nel maggio del 1947, dopo il famoso viaggio negli Stati Uniti, nasce un quarto governo De Gasperi, spiccatamente filoamericano, che non vede al suo interno né socialisti né comunisti. Nasce il primo centrismo in Italia, un'alleanza che vede come perno la Dc e attorno ad esso una costellazione di partiti quali PSD, PR e PL, che durerà fino agli anni '50 e che gestirà il miracolo economico italiano.

Elezioni del 1948

Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione Italiana, molto complessa e contestata. E' un misto di più culture politiche, cattoliche, liberali, marxiste, con economia mista. E' avanzata ma con tanti problemi all'interno dell'impianto specifico, con articoli che introducono vecchie condizioni legate ancora al regime. De Nicola firma la costituzione ed inizia la fase che porterà al confronto definitivo tra lo schieramento dei partiti comunista e socialista e lo schieramento centrista. Nel 18 aprile 1948 si tengono le elezioni, i partiti si confrontano con una feroce campagna elettorale dura: o si sceglie la democrazia occidentale, rappresentata da De Gasperi, o si sceglie una neutralità che poi diventerà subordinata all'Unione Sovietica, rappresentata dal Fronte Popolare. La Dc prende il 48,5% dei voti e il FDP di Nenni e Togliatti prende il 31%. Il PRI e il PLI, alleato con l'Uomo Qualunque, ottengono poco più del 4%. Per la prima volta, però, alle elezioni compare il Partito neofascista, nonostante la Costituzione vieti la ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista. Il movimento sociale italiano, che si richiama alla repubblica sociale italiana nella sua sigla, è un partito con personaggi validi dal punto di vista politico e prende il 2% dei voti. Il partito nazionale monarchico prende il 2,8% dei voti, poiché gran parte dei voti per la monarchia nelle elezioni del 1946, per paura di una vittoria socialista, sono finiti nella Democrazia cristiana.

Centrismo e tensioni sociali

Con l'intervento di Papa Pio XII si ricomincia a discutere sul rapporto Stato-Chiesa. Per questo De Gasperi, sapendo che l'Italia è comunque laica, rifiuta l'appoggio del pontefice e opta per una coalizione governativa: il quinto governo De Gasperi, che fa nascere ufficialmente il centrismo. L'Italia entra nella NATO, scatenando un putiferio in Parlamento e introduce un'economia liberista, che fornisce il rilancio dell'economia anche a discapito dei servizi sociali e riducendo i posti di lavoro. Iniziano i pesantissimi scontri sociali e politici: nel 1948 Togliatti viene gravemente ferito da parte di un giovane monarchico in un attentato. La sinistra non produce un vero e proprio programma politico, mentre il centrismo sta creando una rete di eventuali interventi di guerriglieri anti-comunisti nel caso prendesse il potere in Occidente qualcuno di questi partiti. Si arriva, quasi, ad una guerra civile, ma le due componenti restano comunque su un terreno puramente parlamentare. Da questo momento inizia uno scontro tra le sinistre e il governo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale punto di conflitto tra socialisti e comunisti durante il dibattito sulla Costituzione?
  2. Il conflitto principale riguarda l'approvazione dell'articolo 7, con i socialisti che si oppongono alla riapplicazione del Concordato di Mussolini, mentre Togliatti accetta l'articolo per cercare consenso in un'Italia prevalentemente cattolica.

  3. Come si manifesta la divisione all'interno del partito socialista?
  4. La divisione si evidenzia tra l'area di Pietro Nenni, favorevole a un'alleanza con i comunisti, e quella di Giuseppe Saragat, che propone un partito socialdemocratico orientato verso l'Occidente, culminando nella scissione di Palazzo Barberini nel 1947.

  5. Qual è l'importanza delle elezioni del 1948 per la politica italiana?
  6. Le elezioni del 1948 segnano un confronto decisivo tra democrazia occidentale e neutralità subordinata all'Unione Sovietica, con la Democrazia Cristiana che ottiene il 48,5% dei voti, mentre il Fronte Popolare si ferma al 31%.

  7. Quali sono le conseguenze dell'intervento di Papa Pio XII sulla politica italiana?
  8. L'intervento di Papa Pio XII riaccende il dibattito sul rapporto Stato-Chiesa, ma De Gasperi rifiuta il suo appoggio e forma una coalizione governativa, dando ufficialmente vita al centrismo in Italia.

  9. Quali tensioni sociali emergono durante il governo De Gasperi?
  10. Durante il governo De Gasperi, si intensificano gli scontri sociali e politici, culminando in un attentato a Togliatti nel 1948, mentre il centrismo introduce un'economia liberista che provoca pesanti conseguenze sui servizi sociali e sull'occupazione.

Domande e risposte

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