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I Longobardi

Le invasioni barbariche e l’inizio del Medioevo

Omar H’tira

Invasioni barbariche V-VI sec

D.C.

Invasioni barbariche V-VI sec

D.C. I Longobardi penetrarono in Italia nel 568 d.C. guidati dal re Alboino.

Erano un popolo germanico proveniente dalla Pannonia (tra Austria e Ungheria) e migrarono per la presenza degli Avari ai loro confini.

I Longobardi: organizzazione sociale

Farae

Organizzazione generale:

Nella società antica i Longobardi erano così organizzati:

  • Arimanni: uomini adulti che godevano di pieni diritti politici e sociali.
  • Aldi: uomini semiliberi, senza diritti politici.
  • Donne e bambini: sottoposti al mundio.
  • Schiavi.

I Longobardi: organizzazione sociale

Essi instaurarono un governo autoritario e si riunirono sotto un unico re.

Sottostavano a lui i gastaldi che controllavano l’operato dei duchi che sovrintendevano a determinati territori (da qui il termine ducati e la conseguente frammentazione dell’Italia).

Religione

I Longobardi erano devoti al dio Wotan, ma in seguito alla conquista dell’Italia si convertirono all’arianesimo.

Nonostante questo non abbandonarono mai totalmente le loro radici (sincretismo).

I Longobardi: i re e le loro storie

Dalla conquista di Alboino fino alla donazione di Sutri da parte di Liutprando

Alboino 569-572 d.C.

Nel 569 conquistò l’Italia.

Venne ucciso da sua moglie, Rosmunda e dal suo amante con l’aiuto dei duchi.

Durante un banchetto a Verona Alboino offrì alla moglie il teschio del suocero in modo che bevesse.

Dopo la sua morte ci fu un periodo di anarchia ducale.

Alboino: conquiste

Autari 584-590 d.C.

Venne eletto dai duchi in un momento di instabilità politica: Franchi e Bizantini premevano ai confini e il nuovo dominio era in continua frammentazione.

Di Autari ricordiamo anche sua moglie, Teodolinda.

Ella era cristiana, ma cattolica e non ariana.

Grazie al suo intervento e a quello di papa Gregorio Magno le due culture si avvicinarono e molti Longobardi si convertirono al cattolicesimo.

Agilulfo 590-616 d.C.

Dopo la morte di Autari, Agilulfo sposò Teodolinda e salì al trono.

Agilulfo proseguì le linee politiche del suo predecessore. Per liberarsi della guerra sui due fronti concluse un patto con i Franchi.

Arrivò a conquistare Parma e Piacenza minacciando Roma. Il papa Gregorio Magno dovette versare 500 libbre d’oro per evitare il sacco della città.

Agilulfo: conquiste

Rotari 636-652 d.C.

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Sintesi

I Longobardi: le invasioni barbariche e l'inizio del medioevo

Invasioni barbariche V-VI sec. d.C.

I Longobardi penetrarono in Italia nel 568 d.C. guidati dal re Alboino. Erano un popolo germanico proveniente dalla Pannonia (tra Austria e Ungheria) e migrarono per la presenza degli Avari ai loro confini.

Organizzazione sociale

Organizzazione generale: farae

  • Arimanni: uomini adulti che godevano di pieni diritti politici e sociali.
  • Aldi: uomini semiliberi, senza diritti politici.
  • Donne e bambini: sottoposti al mundio.
  • Schiavi.

Le farae erano aggregazioni di un gruppo compatto di famiglie (originate dallo stesso clan gentilizio) ed erano in grado di organizzarsi in contingenti con funzioni militari di esplorazione, di attacco e di occupazione di territori durante le grandi migrazioni.

Il mundio invece è la protezione del capofamiglia (mundualdo) sugli altri membri del gruppo familiare (la fara), e tra questi in particolare sulle donne.

I Longobardi instaurarono un governo autoritario e si riunirono sotto un unico re. Sottostavano a lui i gastaldi che controllavano l’operato dei duchi che sovrintendevano a determinati territori (da qui il termine ducati e la conseguente frammentazione dell’Italia).

I Longobardi erano devoti al dio Wotan, ma in seguito alla conquista dell’Italia si convertirono all’arianesimo senza mai abbandonare totalmente la loro religione.

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