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Linguistica per la sordità

Lezione 1 - 12/02/2021

Considereremo le capacità orali di sordi in lingue come italiano, ebraico, arabo-palestinese e tedesco. Faremo un confronto a livello linguistico, per vedere se le difficoltà dei sordi in lingue diverse sono uguali. Vedremo competenze lessicali e sintattiche, partendo da parti semplici della lingua, fino ad arrivare a strutture sintattiche complesse. Il quadro teorico di riferimento è la grammatica generativa.

Linguaggio e sordità

Testi: Tesi di laurea magistrale cap. 1 (su Moodle), Bertone e Volpato (2009) su Moodle, Donati. La sintassi. Regole e strutture (scaricato), lavori di Friedman scaricabili, Volpato, Vernice / D’Ortenzio da acquisire su nella pagina Naaman Friedmann.

Ricevimento giovedì 10:30-12:30.

Esame

Scritto, 10 domande a risposta aperta sugli aspetti linguistici affrontati a lezione, ma negli ultimi appelli online l’esame è stato orale (6 domande + tesina). La tesina può essere sperimentale o compilativa (con materiali o articoli già pubblicati). Si articola in due punti: introduzione e svolgimento. È possibile affrontare aspetti linguistici diversi da quelli sintattici. Si possono considerare lingue diverse, persone sorde o con disturbi del linguaggio. L’importante è che l’argomento riguardi l’acquisizione della lingua orale.

Teorie sull'acquisizione del linguaggio

Una prima proposta per rispondere a questa domanda l’ha data Skinner nel 1997 con la teoria comportamentista, secondo lui la lingua è appresa attraverso del rinforzo casuale. Questo funziona sia sugli animali che sull’essere umano. Nel momento in cui il bambino utilizza delle espressioni linguistiche corrette ottiene un rinforzo positivo dai genitori; quando commette degli errori riceve un rinforzo negativo (rimprovero). Quindi il bambino avrebbe un ruolo passivo nel processo. A questa teoria si contrappone la teoria innatista (1959, Chomsky). Il bambino ha un ruolo attivo nel processo. Permette lo studio del processo di acquisizione tipica o atipica (sordità, disturbi del linguaggio, ecc.).

Due aspetti importanti della teoria innatista sono la creatività (le combinazioni linguistiche sono infinite) e la ricorsività (la conoscenza della lingua implica il possesso di regole ricorsive che generano frasi: la grammatica generativa). Avere competenza linguistica significa anche saper comprendere e giudicare qualunque frase della propria lingua e riconoscere frasi ed espressioni che deviano rispetto le regole grammaticali della nostra lingua. L’ipotesi è che ciascun parlante abbia una grammatica mentale e il suo prodotto è la lingua che utilizziamo. Utilizziamo regole grammaticali inconsce, in modo inconsapevole. La grammatica di una lingua è un insieme di regole di combinazione di unità discrete. Si combinano unità piccole (fonemi) in unità sempre più grandi.

La grammatica mentale ci consente di combinare parole in enunciati. La grammatica mentale si contrappone alla grammatica normativa-prescrittiva. Il linguaggio è indipendente da altre capacità cognitive. Per i bambini con disturbo specifico del linguaggio non ci sono problemi cognitivi ma solo nella produzione del linguaggio. Lo stesso vale per bambini con sordità. Per contro, la sindrome di Williams è un ritardo psicomotorio che può portare a ritardo nello sviluppo mentale, ma le abilità di linguaggio sono preservate.

Acquisizione delle lingue

L’acquisizione delle lingue è un processo molto naturale. Avviene senza sforzo apparente e in maniera inconsapevole, senza aiuti. È un processo veloce: entro i primi anni di vita i bambini sono capaci di padroneggiare la lingua. (L’istinto del linguaggio, Pinker 1997). “L’uomo impara a parlare più o meno come il ragno impara a tessere la propria tela”. L’acquisizione non dipende dalla semplice imitazione degli adulti. I bambini piccoli a volte non producono articoli o preposizioni ma protomorfemi: elementi prosodici semanticamente vuoti usati per colmare la mancanza di materiale grammaticale. Ad un certo punto si accorgono che gli articoli sono necessari in certi contesti. A partire dall’esperienza linguistica i bambini costruiscono la propria grammatica e le proprie regole.

Non è possibile insegnare ai bambini piccoli tutte le parole, come le parole astratte o funzionali. I bambini piccoli sono poco sensibili alle correzioni.

L’ipotesi genetica: la Grammatica Universale (GU). È una facoltà innata determinata geneticamente che permette di imparare le lingue a cui siamo esposti. La GU è un sistema di principi comune a tutta la specie e disponibile prima dell’esperienza. Per il bambino acquisire la lingua significa sviluppare una potenzialità presente dalla nascita.

Lezione 2 - 19/02/2021

Libro Volterra 2006, importante il capitolo su acquisizione in bambini sordi e udenti.

L’ipotesi dell’acquisizione delle lingue nei bambini è data da una facoltà innata (la GU) insieme all’esposizione all’input linguistico (parte appresa). Il bambino acquisisce le caratteristiche della/e lingua/e a cui è esposto. La combinazione dei due elementi dà vita alla grammatica mentale. La GU contiene dei principi validi per tutte le lingue, che facendo parte della nostra dotazione genetica non bisogna impararli. Ciò che i bambini devono imparare sono i parametri della lingua. I parametri codificano la distinzione tra le varie lingue.

I principi universali sono: tutte le frasi hanno un soggetto; verbo e complemento formano il sintagma. I parametri di variazione interlinguistica: il soggetto può/non può essere omesso; il verbo precede/segue il complemento. L’italiano e il latino, ad esempio, sono lingue PRO-DROP (omissione soggetto). Lingue come tedesco e inglese invece necessitano il soggetto. Mentre italiano e inglese sono lingue VO, il tedesco e il latino sono lingue OV. Le caratteristiche che i bambini imparano si presentano già tra i 24 e i 30 mesi.

La dipendenza dalla struttura è una caratteristica della grammatica. Un parlante è in grado di giudicare la correttezza della propria lingua poiché ne ha competenza. Ci sono relazioni sintattiche molto complesse non determinate dal semplice ordine delle parole, poiché quella che conta è la gerarchia. Le parole hanno una loro organizzazione interna, sono organizzate in unità sintattiche che vanno a costruire la frase. Tutte le regole grammaticali non si applicano a sequenze di parole che non formano unità, ma solo a unità sintattiche.

Esempio: Conosco [il fratello]. Quello tra parentesi è un’unità che può essere sostituito con un clitico. Conosco [il fratello [di Gianni]]. In questo abbiamo un’unità più complessa. Se utilizzassimo il clitico lo, questo sostituisce tutta l’unità, mentre per sostituire solo di Gianni, utilizzeremmo il clitico ne.

Moro (2006): “le regole esplicite possono aiutare nell’acquisizione della lingua solo se sono regole possibili”. Ad esempio, in inglese le interrogative vengono ottenute tramite inversione soggetto-verbo. La GU ha come principio universale che non ci sono spostamenti verso destra. Quindi l’unica regola possibile è che l’ausiliare si sposti verso sinistra, non il soggetto verso destra.

Tramite un esperimento su parlanti tedeschi a cui sono state insegnate delle regole dell’italiano. Con questo esperimento sono state individuate regole possibili e regole impossibili. Queste attivano diversi punti dell’area di Broca. I soggetti dovevano apprendere delle regole e giudicare delle frasi. L’area di Broca si attiva di più per le regole possibili mentre di meno per le regole impossibili.

In tutte le lingue si verifica il fenomeno del movimento sintattico. Esempi: pettinare (richiede agente e paziente).

  • Il papà pettina i bambini. Questo indica la posizione in cui noi interpretiamo l’oggetto.
  • [I bambini] che il papà pettina i bambini
  • [Chi] pettina il papà chi?
  • Non so [quali bambini] il papà pettina quali bambini
  • [I bambini] sono pettinati i bambini dal papà…

Il movimento può comportare un ordine non marcato dei costituenti. Gli ordini non marcati creano dipendenze a lunga distanza:

  • Frasi relative: Il coniglio che i topi colpiscono il coniglio è bianco.
  • Frasi interrogative.
  • Frasi passive. Il coniglio è colpito il coniglio dai topi.
  • Frasi contenenti pronomi clitici. I topi lo colpiscono lo.

Prosodia e acquisizione: La prosodia svolge un ruolo molto importante nello sviluppo della lingua. Grazie alla prosodia siamo in grado di ottenere informazioni sulla struttura lessicale, morfologica e sintattica della lingua:

  • Stabilisce il tipo sillabico;
  • Si stabilisce l’inventario fonologico;
  • Permette di sviluppare il lessico;
  • Permette di stabilire l’ordine sintattico della lingua.

Permette anche di disambiguare frasi identiche all’apparenza, ma ambigue dal punto di vista sintattico. Permette anche di distinguere categorie sintattiche (ancora/áncora o la/là). I sordi non hanno accesso a questo tipo di informazione. Non hanno accesso né a informazioni di tipo segmentale che di tipo soprasegmentale (come la prosodia).

Periodo critico

La facoltà di linguaggio deve essere stimolata entro il periodo critico. È la fase in cui l’organismo è particolarmente sensibile a input necessari a sviluppare certi tipi di abilità. Il periodo critico inizia dalla nascita, studi hanno valutato la fine entro la pubertà. Vedi il caso di Genie e Chelsea (Friedmann & Rusou 2015). Ipotesi dimostrano che esistono diversi periodi critici per la lingua in base al tipo di abilità linguistica:

  • Componente fonetica e fonologica: 6-12 mesi.
  • Lessico: mai.
  • Sintassi: entro l’anno di vita.

Processo di acquisizione:

  • 6-10 mesi: lallazione (prima sempre le stesse sillabe, poi diverse);
  • 10-20 mesi: produzione di parole più o meno di senso compiuto; il lessico arriva fino a 500-1000 parole in circa 6 mesi.
  • 2 anni: combinazione di parole e aumento di lessico.

Nei bambini sordi la lallazione appare intorno ai 9-12 mesi. Il che fa pensare che sia una capacità innata, tuttavia dopo un certo periodo di tempo tendono a diminuire nei sordi. I bambini sordi producono i balbettamenti con le mani.

  • Dopo i due anni: crescita della complessità grammaticale;
  • 5 anni: approssimazione molto buona alla grammatica dell’adulto;
  • 7 anni: maturano le competenze sintattiche.

A causa della compromissione del canale uditivo, i bambini sordi non hanno un accesso diretto all’input linguistico e non possono sviluppare spontaneamente la lingua orale. Un bambino sordo impara la lingua orale più tardi dei suoi coetanei udenti e in situazioni non spontanee. Per la comprensione della lingua orale, imparano la lettura labiale. L’accesso all’input è tardivo (tramite la riabilitazione logopedica e la lingua scritta); quantitativamente acquisisce in maniera ridotta; qualitativamente non hanno accesso alle informazioni prosodiche. La competenza linguistica raggiunta dai bambini sordi è spesso diversa da quella degli udenti. Le difficoltà con l’italiano compromettono il normale percorso scolastico se non adeguatamente sostenuto.

Lezione 3 - 26/02/2021

Dovremo comunicarle il nostro argomento per la tesina. Su Moodle ci sono gli articoli a cui possiamo ispirarci.

Difficoltà linguistiche dei sordi (in italiano)

  • Vocabolario limitato rispetto ai coetanei normoudenti e difficoltà a padroneggiare il lessico.
  • Uso di frasi brevi e semplificate rispetto ai coetanei normoudenti.
  • Problemi nell’uso di frasi complesse e frasi contenenti subordinate (frasi passive e frasi relative).
  • Errori di accordo di genere e di numero.
  • Errori nell’uso della morfologia verbale (verbi infinitivi nella frase principale), omissione della copula, omissione e/o sostituzione degli ausiliari e dei verbi modali.
  • Omissione e/o sostituzione di determinanti, pronomi clitici e preposizioni (soprattutto poiché elementi deboli e afoni).

Eppure sviluppano una grammatica sottostante a questi errori:

  • Gli ordini dei costituenti all’interno della frase sono corretti.
  • Le omissioni non sono casuali: il 94% delle omissioni dell’articolo ricorrono nei sintagmi post-verbali. Esempio: il gatto prende 0 toast.

Fattori che influenzano lo sviluppo linguistico nei bambini sordi

  • Grado di perdita uditiva;
  • Sede della lesione;
  • Epoca di insorgenza della sordità;
  • Età diagnosi e protesizzazione;
  • Tipo di protesi;
  • Background linguistico dei genitori;
  • Metodo riabilitativo.

Grado di perdita uditiva

Il bambino sordo ha un grado perdita uditiva superiore a 90 dB. Audiogramma: grafico sul quale viene tracciata la soglia uditiva. L’intensità fornisce una misura dell’energia trasportata. Oltre all’intensità può essere grave o acuto. Le frequenze basse caratterizzano suoni gravi, mentre le frequenze alte caratterizzano suoni acuti. Sulle ascisse dell’audiogramma ci sono le frequenze del suono in hertz, si passa dalle frequenze più gravi (fino a 500) alle più acute (4K-8K), le altre sono intermedie. Sull’asse delle ordinate ci sono i gradi di intensità, dai suoni più deboli ai più forti (alto verso basso). Il tracciamento delle varie soglie viene individuato tramite la trasmissione, per ogni frequenza, di suoni a diverse intensità. In questo modo si individua la soglia che una persona sorda riesce a percepire. La soglia uditiva viene misurato per ciascun orecchio, per ciascuna frequenza si riporta la soglia rilevata in dB, il cerchio traccia la soglia dell’orecchio destro, mentre la x indica l’orecchio sinistro. Collegando questi punti si ottiene la curva che permette di evidenziare il difetto uditivo.

L’area gialla del grafico sotto mostra la “speech banana” ovvero l’area d’intensità e frequenza in cui si collocano i suoni del parlato.

Il PTA è il risultato dal valore medio della somma delle quattro frequenze (PURE TONE AVERAGE). Il PTA ci indica il grado di sordità.

Udito normale fino PTA 20 dB, sordità lieve 21-20 dB, sordità media 41-70 dB, sordità grave 71-90 dB, sordità profonda 91-119 dB, superiore a 120 dB cofosi totale.

Ogni fascia di perdita uditiva comporta difficoltà nel linguaggio più o meno gravi:

  • Sordità lieve: difficoltà nella percezione di alcune consonanti, ma la lingua viene generalmente acquisita in modo spontaneo.
  • Sordità medio-moderata: percezione corretta di alcuni fonemi ad un’intensità elevata. Probabile bisogno di apparecchio.
  • Sordità severa o grave: non si percepiscono la maggior parte dei suoni a livello di conversazione. Ciò comporta ritardi nel linguaggio. Richiede amplificazione e trattamento logopedico.
  • Sordità profonda: non viene percepito alcun suono ambientale. Abilità discriminative ridotte e incapacità di udire la parola in modo sufficiente.

Sede della lesione

Cos’è la sordità neurosensoriale? L’orecchio si divide in orecchio esterno, medio ed interno. L’orecchio esterno è composto da padiglione auricolare e condotto uditivo. Il padiglione raccoglie i suoni verso il condotto, che li indirizza al timpano. Il timpano è una membrana impermeabile che comincia a vibrare quando arriva il suono. L’orecchio esterno è separato dall’orecchio medio tramite la membrana timpanica. Quindi il timpano si trova nell’orecchio medio, il timpano trasferisce le vibrazioni a una catena costituita da tre ossicini (martello, incudine e staffa) che trasmettono il suono alla finestra ovale. Quest’ultima chiude l’orecchio medio. La finestra orale è collegato al labirinto o coclea nell’orecchio interno, organo indispensabile per la trasformazione del suono in impulsi nervosi che vengono trasmessi al cervello per essere riconosciuti. L’orecchio interno si compone di due porzioni: labirinto osseo e il labirinto membranoso, che a sua volta contiene un liquido con cellule acustiche, la cui vibrazione favorisce la trasmissione del suono al cervello. La coclea è un canale a forma di spirale lungo 35 mm, contiene cellule ciliate che trasmettono il suono al nervo acustico. Le cellule ciliate sono in grado di sintonizzarsi su frequenze diverse del suono, porzioni diverse della coclea rispondono a frequenze crescenti dall’esterno verso l’interno. Per i suoni gravi la membrana vibra all’apice, altrimenti per suoni più acuti vibra alla base. All’apice abbiamo ciglia più lunghe rispetto che alla base.

Tipi di sordità

  • Sordità trasmissive: riguardano lesioni all’orecchio esterno o medio (ostruzione del condotto o danno al timpano);
  • Sordità neurosensoriali: lesione all’orecchio interno o coclea;
  • Sordità miste: una sordità neurosensoriale più una componente trasmissiva.

Le sordità neurosensoriali sono quelle che hanno un impatto più grave sull’acquisizione linguistica.

I dispositivi uditivi

  • Protesi acustica (PA) analogica o digitale.
  • Impianto cocleare (IC).

La protesi analogica amplifica i suoni lungo l’intero spettro delle frequenze, non è possibile... (contenuto mancante).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta_didomenico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica per la sordità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Volpato Francesca.
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