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Capitolo 1: il linguaggio

Proprietà del linguaggio

La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue.

  • 1- Carattere congenito: è una facoltà innata: l’uomo ha sempre avuto la facoltà di esprimersi.
  • 2- Relativa immutabilità: la linguistica mira a esprimersi.
  • 3- Universalità: tutti gli uomini lo sviluppano indipendentemente dalla posizione geografica.
  • 4- Inapprendibilità e incancellabilità: non si può imparare o dimenticare il linguaggio in sé.
  • 5- Indifferenza alle singole espressioni: il linguaggio trova sempre un canale per attualizzarsi.
  • 6- Limiti: la grammatica delle lingue è limitatamente variabile.

La linguistica mira a:

  • 1- Specificare la natura del linguaggio, potenzialità e limitazioni.
  • 2- Identificare le regole applicate dai parlanti.
  • 3- Descrivere e spiegare i cambiamenti nel tempo delle strutture delle lingue.

Facoltà di associare il contenuto all’espressione, biplanare.

Linguaggio: il linguaggio è eteroclito perché è suono, fisica, pensiero, filosofia, e le sue caratteristiche lo fanno appartenere a molti ambiti.

La linguistica è astratta, fondata sull’astrazione, perché:

  • 1- Astrae regolarità, caratteristiche comuni, principi basici da fatti disparati.
  • 2- Deve costruire modelli del suo oggetto ed esibita attraverso le somiglianze con l’altro.

La linguistica non è prescrittiva, non dà consigli, non dice qual è il comportamento giusto. Mira alla descrizione, tramite dati o evidenze, e alla spiegazione, ipotesi, dei fenomeni linguistici.

Prerequisiti per lo studio del linguaggio

  • 1- Si studiano fenomeni non osservativi.
  • 2- Pensarlo come oggetto complesso e non naturale.
  • 3- Carattere intrinsecamente informale del linguaggio e delle lingue, quando si parla, non si rispettano tutte le regole.
  • 4- Costruire il proprio oggetto via che si procede.
  • 5- L’oggetto di studio e lo strumento per studiarlo sono esattamente identici, straniamento lingua-oggetto e lingua-strumento.

Finzioni: nelle lingue sono presenti fenomeni di disturbo come balbuzie ed esitazioni, la linguistica semplifica i fenomeni linguistici e li riconduce a forma normale.

La comunicazione animale è non verbale, che sia un messaggio odoroso, formiche, o una danza modulabile, api.

Capitolo 2: codici

Codici

Semiotica = disciplina che studia i sistemi di segni e di comunicazione.

Le lingue sono codici = sistemi di segni = sistemi di corrispondenze tra l’ordine dell’espressione e l’ordine del contenuto, destinati alla trasmissione di informazioni tra un emittente e un ricevente attraverso la produzione e la diffusione di messaggi.

Codifica = formazione di un messaggio da parte dell’emittente.

Decodifica = interpretazione del messaggio da parte del ricevente.

Classificazione dei codici dal punto di vista dell’espressione

Codice semplice: es. spia della benzina, 2 soli segni non scomponibili con limitazione di occorrenza = non possono comparire simultaneamente.

Articolazione e posizionalità: es. numero 14, scomponibile in 1 e 4 = articolato, combinabile in 14, 41, 1414 ecc…

Posizionalità = il significato è determinato dalla posizione degli elementi nella catena.

I codici articolati sono sequenziali = si dispongono in successione temporale = linearità, Saussure.

Codici con stand-by: il codice ammette messaggi in cui la sequenza principale 1 viene interrotta per avviare una sequenza secondaria 2 per poi riprendere quella principale. Richiama la memoria dell’utente.

Sincronizzazione: perché un ricevente possa interpretare un messaggio deve essere sincronizzato con l’utente.

Relazioni tra espressione e contenuto

Codici iconici = c’è somiglianza tra E e C, favorisce la decodifica.

Codici arbitrari = nessuna somiglianza tra E e C, devono essere acquisiti e sono aperti perché illimitatamente arricchibili.

Codici sinonimici: ammettono molteplicità di espressioni rispetto al contenuto, es: 5 = 3+2 / 4+1; vocabolario e dizionario.

Vaghezza: i codici verbali sono sinonimici e ambigui = vaghi. Per ogni espressione può esistere più di un contenuto.

Classificazione dei codici dal punto di vista del contenuto

Le lingue verbali sono semanticamente illimitate perché offrono possibili parafrasi ai messaggi.

Capacità metalinguistica = capacità di una lingua di parlare di se stessa.

Pertinenza: in un messaggio gli elementi pertinenti svolgono la funzione di dare espressione al contenuto, le caratteristiche da prendere in considerazione per la comprensione del messaggio.

Codici analogici: esprimono una variazione continua, danza delle api.

Codici digitali: esprimono una variazione “a salti”, lingue verbali.

Il materiale fonico costituisce la sostanza dell’espressione delle lingue verbali.

Capitolo 3: le lingue verbali

Codici corporei e lingue verbali

L’uomo può utilizzare codici corporei, autonomi e universali, e le lingue verbali, che si avvalgono dell’espressione fonico-acustica.

Arbitrarietà delle lingue

  • 1- Arbitrarietà verticale = non c’è corrispondenza tra significante e significato, es. analizzando la parola sedia non sappiamo come è fatta una sedia.
  • 2- Arbitrarietà orizzontale = riguarda i rapporti tra entità della stessa natura, es. foglio-foglia = hoja.

Classificazioni

Classificazione dell’esperienza = “raggruppare” i significati e associarli a specifiche sequenze di suoni. Ognuna di queste classificazioni impone al parlante delle scelte obbligate.

Limitazioni dell’arbitrarietà: tracce iconiche

Motivazione = contrario dell’arbitrarietà.

Parole totalmente immotivate, hand, mano, schuh, scarpa.

Parole parzialmente immotivate, handschuh, mano-scarpa = guanto.

Fonosimbolismo = associare al suono di una lettera uno stato d’animo.

Raddoppiamento = intensificare il concetto, piano piano, adagio adagio, buono buono.

Sequenza = gli elementi sintattici non sono interscambiabili perché devono seguire l’ordine degli eventi di cui si parla.

Enunciato e enunciazione

Enunciato = qualunque risultato dell’attuazione del codice quale che sia l’unità o le unità da cui è composto.

Enunciazione = designa il complesso della situazione nella quale l’enunciato viene prodotto.

Produttività e composizionalità

Produttività = le lingue sono produttive perché permettono all’utente di produrre e interpretare messaggi nuovi illimitatamente diversi. Esempio: acqua, acquoso, acqueo.

Composizionalità = le lingue sono intrinsecamente sintattiche, cioè permettono di mettere insieme elementi semplici per ottenerne di complessi. Le lingue si reggono dunque su un principio di economia.

Doppia articolazione = le lingue sono organizzate in 2 livelli strutturali diversi:

  • A- Seconda articolazione: unità foniche, prive di significato, che danno luogo a.
  • B- Prima articolazione: unità di livello superiore dotate di significato.

5 assiomi strutturali della linguistica

  • 1- Livelli di analisi = ogni lingua viene scomposta in livelli di analisi affrontabili separatamente: fonologia, morfologia, sintassi, lessico.
  • 2- Gerarchia dei livelli = ogni livello di analisi costituisce con i propri elementi quello superiore.
  • 3- Segmentazione = si può spezzare l’enunciato in elementi o unità.
  • 4- Unità minime = ogni livello ha un’unità minima non scomponibile, term. –ema.
  • 5- Economia e ricorrenza = le unità di ciascun livello sono in numero limitato e ricorrente.

Ricorsività = fenomeno per il quale, in un codice, possono esistere regole ricorsive.

Regola della relativa = N = N + F rel.

Coesione: fenomeno per cui le lingue creano relazioni tra i diversi elementi degli enunciati, e possono indicare in qualche modo quali elementi sono in relazione tra loro.

Citazione e de-citazione

Citazione: capacità di formare enunciati che possono riportare dentro di sé altri enunciati emessi in altre occasioni, es. gli ha detto “non ne posso più”. Questi tipi di codice si chiamano codici a citazione.

De-citazione: virtuale cancellazione di una serie di elementi che sono adoperati in un enunciato.

Gli enunciati riportati, di emittenti assenti o simulati, possono presentarsi sotto forma di discorso diretto o discorso indiretto. Questa proprietà è esclusivamente tipica delle lingue verbali e permette la nascita della narrazione.

Assi e contestualità

Asse sintagmatico = asse su cui si dispongono linearmente gli elementi linguistici selezionati.

Asse paradigmatico = il magazzino di memoria dal quale vengono selezionati gli elementi da disporre in modo sintagmatico.

Contestualità = le lingue sono contestuali perché possono essere adoperate produttivamente e ricettivamente in specifici contesti al di fuori dei quali l’enunciato perde significato. Es. “io no” perde significato se non è in risposta a un enunciato come “Io vado al cinema, e tu?”

Trasferibilità = quasi qualunque enunciato può essere trasferito in un’altra sostanza dell’espressione pur rimanendo un enunciato verbale, è grazie a questa facoltà che le lingue possono essere trasferite in scrittura, cioè in una sostanza non più fonica ma grafica.

Variabilità = le lingue variano nel tempo, nello spazio, secondo la situazione comunicativa e a seconda del mezzo.

Diacronia = le lingue si modificano nel tempo perché sono arbitrarie in senso forte, non è intenzionale ed è causata dalla massa degli utenti.

Diatopia = le lingue si modificano nello spazio, infatti esistono moltissime lingue diverse, tra 3.000 e 10.000 lingue al mondo.

Famiglie, tipi e tratti dell’utente

Riducibilità a famiglie e a tipi = le lingue sono riconducibili a classi di 2 specie particolari chiamate famiglie e tipi. Una famiglia linguistica è composta da lingue che hanno la stessa lingua madre, es. lingue romanze → latino. I tipi linguistici sono 2 classi non imparentate geneticamente ma che presentano affinità strutturali. Questi tipi esprimono l’appartenenza con il dativo = è a me. Es. francese, turco e latino.

Altri tratti costitutivi dal punto di vista dell’utente:

Apprendibilità = le lingue si imparano con l’uso, si allenano con l’esercizio e si dimenticano in caso di allenamento scarso o nullo.

Feedback completo = il parlante riceve il suo enunciato nel momento stesso in cui lo produce, e può eventualmente correggersi.

Spiazzamento = i messaggi linguistici possono riferirsi a cose lontane nel tempo e nello spazio dal luogo in cui avviene l’enunciazione.

Riflessività = in ogni lingua è possibile produrre messaggi che parlino della lingua stessa, detta anche capacità metalinguistica.

Prevaricazione = nelle lingue è possibile mentire.

Le lingue per poter funzionare devono essere in relazione all’utente, quindi sono intrinsecamente limitate.

Capitolo 4: fonetica

Produzione di suono e fonazione

La produzione di suono, fonazione, si è installata come funzione secondaria e “parassita”.

La fonazione ha numerosi vantaggi:

  • Può essere esercitata simultaneamente ad altri comportamenti.
  • Può essere eseguita e ricevuta in condizioni ambientali difficili, è quindi facilmente trasmissibile.
  • Può essere percepito da più riceventi nello stesso momento.
  • Permette una larga modulabilità.
  • Può essere prodotta in modo continuo.
  • È “portatile” perché per essere esercitata non ha bisogno di nulla di esterno al corpo.

Il sistema fonatorio è divisibile in 3 parti: polmoni e trachea, la laringe, le vie aeree superiori.

Per poter comunicare attraverso la fonazione l’uomo ha subito un abbassamento della laringe, a scapito della respirazione, delle modificazioni respiratorie e un aumento drastico dell’encefalo.

Ci sono suoni favorevoli alla percezione come a, i, u, k, g, che hanno stabilità acustica, i suoni nasali m, n vengono confusi spesso.

Apparato fonatorio

L’apparato fonatorio è come una pompa, polmoni, a cui attraverso una valvola, laringe, composta da 2 pieghe di tessuto muscolare chiamate corde vocali, la cui parte interna è chiamata glottide, è collegato un tubo incurvato, trachea.

Il tratto sopralaringeo da cui esce l’aria è formato da bocca, denti e lingua che possono modificare il flusso d’aria.

Se le corde vocali sono accostate, l’aria vibra e produce suoni sonori, se sono aperte, l’aria produce un fruscio dando luogo ai suoni sordi.

Le vocali sono tutti suoni sonori, le consonanti sono prodotte da un diaframma quasi o completamente chiuso.

Fonetica = studia i suoni linguistici prodotti dalla voce.

La fonetica articolatoria studia il modo in cui sono prodotti.

La fonetica acustica studia il modo in cui si propagano nell’aria.

La fonetica uditiva studia il modo in cui sono percepiti dall’apparato uditivo.

Vocali

Si classificano sulla base di 3 dimensioni:

  • Apertura/chiusura: esistono vocali aperte = lingua a massima distanza dal palato, chiuse = lingua più vicina possibile al palato e semichiuse = lingua in posizione intermedia.
  • Anteriorità/posteriorità: vocali anteriori = lingua protesa nella parte anteriore del palato, vocali posteriori = lingua protesa nella parte posteriore, e medie.
  • Arrotondamento/non arrotondamento: vocali arrotondate = labbra arrotondate e protese in avanti, vocali non arrotondate = labbra distese.

Le vocali i, u, a sono dette cardinali perché sono più stabili, i suoni che passano attraverso il naso sono nasali, gli altri sono orali.

Le vocali sono gli unici elementi fonici a portare l’accento.

Consonanti

Passaggio d’aria: tipo di chiusura.

Chiusura totale = occlusive, p, t, k ecc…

Chiusura parziale = fricative, f, v, x ecc…

Vibrazione = vibranti, r, R, e laterali, l, = liquide.

Affricate = composte da un momento occlusivo e da uno aspirante, ts, t, dz.

Nasali = prodotte dalle cavità nasali, m, n.

Punto di articolazione

Labiali = chiusura momentanea delle labbra, p, b, m.

Labiodentali = chiusura dei denti superiori con il labbro inferiore, f, v.

Dentali = chiusura della punta della lingua sul retro dei denti superiori, t, d.

Uvulari = articolate dall’uvula.

Glottidali = la chiusura è determinata dalla glottide, colpo di glottide, ?

Semivocali = uovo e iato.

Lunghezza = determinata dal contesto fonetico in cui un determinato suono si trova ad apparire, es. la a di fato è più lunga di quella di fatto.

Alfabeto fonetico = spesso a uguale suono non corrisponde la stessa grafia, perciò i linguisti si avvalgono di alfabeti fonetici composti da lettere e segni diacritici per esprimere aspetti particolari della pronuncia.

La presenza di vocali e consonanti in una lingua è considerato un universale linguistico, le consonanti sono quasi sempre più numerose e si sono presumibilmente sviluppate prima.

Fonologia = ambito della linguistica che si occupa della distinzione dei suoni.

Fonema = entità astratta, una classe di suoni commutabili tra loro, es. /a/ = {[a], [a:], [æ], [æ:], …}; i suoni compresi si chiamano varianti o allofoni del fonema.

Quando gli allofoni sono interscambiabili si dicono “in variazione libera”.

Le lingue differiscono l’una dall’altra per le prerogative di posizione, o restrizioni foto tattiche, dei diversi fonemi.

Ogni lingua ha da un lato parole fonologiche effettive dall’altro parole virtuali o potenziali, sequenze che potrebbero appartenere alla lingua ma che non sono sfruttate.

Tratti distintivi

Le coppie che si distinguono soltanto per la prima parola si chiamano coppie minime.

Ciascuno degli elementi articolatori del fonema, es. occlusivo, velare, sordo, si dice tratto.

Ogni tratto è binario perché può presentarsi solo in 2 forme, o il tratto c’è, +T, oppure non c’è, -T.

Suoni ostruenti = occlusive, affricative, fricative.

Suoni sonoranti = vocali, laterali, libranti, nasali.

Consonanti coronali = occlusive, affricative, liquide.

Un tratto + sonoro è marcato.

Un tratto sonoro è non marcato.

Neutralizzazione = un’opposizione tra fonemi che vale in talune posizioni in altre si neutralizza.

Fenomeni fonologici

Fenomeni fonologici: modificazioni che i suoni linguistici subiscono quando si accostano e si concatenano tra loro in un ambiente sintagmatico.

Tra questi abbiamo:

  • Assimilazione = quando un suono assume uno o più tratti del suono che gli è contiguo, è dovuto all’inerzia degli organi articolatori che evitano così di cambiare configurazione.
  • Esistono 3 tipi di assimilazione: progressiva quando prende tratti dal suono che segue, regressiva quando li prende da quello che lo precede e totale dove i suoni diventano identici, es. factum-fatto.
  • Si parla di armonia quando l’assimilazione si attua tra entità distanti come un prefisso e un suffisso.
  • Cancellazione = fenomeno per cui un suono, in determinati contesti, viene soppresso. Il troncamento si ha a fine di parola, es. vuol fare.
  • Inserzione: processo che inserisce segmenti aggiuntivi in corrispondenza di determinati confini, es. caffè + iera = caffettiera.
  • Riduzione: suono che si indebolisce fino a sparire, es. speculum-speclum-specchio.
  • Rafforzamento: suono che si rafforza talora raddoppiandosi, tipico è la dittongazione, es. bonus-buono.

I processi fonologici si attuano in posizione intervocalica, tonica, atona e ai confini di morfo o di parola.

Capitolo 5: morfologia

Morfologia

La morfologia si occupa delle modificazioni delle parole e della varietà di forme che esse assumono per conseguenza.

  • Morfologia della flessione, es. fare, faccio, facciamo.
  • Morfologia della derivazione, fare, contraffare.
  • Morfologia della composizione, quando 2 parole si saldano e ne formano una terza, es. porta-finestra.

Nessun altro elemento si possa inserire all’interno = condizione di non interrompibilità.

Dati più elementi il loro ordine possa essere invertito = condizione di mobilità.

Morfo libero = può costituire da solo una parola, ieri, sopra, infatti.

Morfo legato = deve essere combinato co

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.carisotto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Lorenzi Franco.
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