Lingue e culture del Mediterraneo
Unire le tappe storiche e le comunicazioni
Il parlante comunica → studiamo la storia dell’h legata ad eventi comunicativi.
Comunicazione
Interazione tra soggetti o oggetti, trasmissione di informazione.
Idea
Entità, frammento della nostra immaginazione tramite ricordi.
Segno
Strumento fondamentale della comunicazione, non si può trasmettere in modo immediato; 2 tipi: volontari e involontari, ha 2 facce:
- Materiale → espressione; materia si percepisce con i sensi ed è un elemento sensibile.
- Psichica → contenuto.
Frammento di materia si porta dietro un frammento di idea → da questa associazione si forma il segno. I segni si dividono in:
- Iconici → parte materiale assomiglia al contenuto, disegnini che corrispondono a oggetti reali.
- Non iconici → parte materiale non assomiglia al contenuto, non corrispondono a oggetti reali.
Esempio: idea di cane → sul foglio disegno un segno che raffigura l’idea di cane.
Scienza della semiotica
Scienza che studia i segni.
Peirce
Studioso che ha individuato 3 tipi di segni:
- Iconico → pezzo di carta disegnato un cane assomiglia al cane.
- Simbolico → espressione non assomiglia al contenuto, c’è accordo tra interlocutori.
- Indicale → espressione collegata al contenuto da rapporto di contiguità (contatto) es: orme di un orso.
Roman Jackobson
Importante linguista russo, teoria emittente e destinatario.
6 elementi della comunicazione:
- Emittente
- Messaggio
- Destinatario
- Canale → mezzo attraverso il quale passa l’informazione (aria, luce, acqua).
- Codice → è la lingua, organizza i segni, emittente codifica il codice e destinatario decodifica.
- Contesto → ambito socio-culturale in cui avviene la comunicazione.
Passaggi della storia
- Linguaggio verbale umano
- Scrittura ideografica dei sumeri
- Passaggio a scrittura alfabetica
Nel 3000 a.C., quindi 5000 anni fa è stata inventata la scrittura dai sumeri. Nel 1000 a.C. → alfabeto e nel 900 a.C. → vocali dai greci. Nascita della catena della comunicazione dell’impero occidentale (Europa dalla scoperta USA) che dominò in tutto il mondo: impero greco-romano, cristianesimo, invenzione scrittura.
Le altre scritture non alfabetiche (a differenza della nostra) sono più complesse → sono ideogrammi, scrittura iconica (con immagini), meno persone la sanno parlare (es: egiziano).
Alfabeto
Più facile, corrispondenza segno-suono, tipica degli occidentali, questo però porta a gravi conseguenze quando si entra in contatto con una scrittura non alfabetica o con una ormai scomparsa → es: geroglifici egiziani.
Distinzione tra:
- Segno suono fonogramma → es: B, ad un segno corrisponde un suono.
- Segno parola ideogramma → es: 4 → pronuncia quattro.
Esempio: cane → parola composta da 4 segni-suono.
Grafema
Segno di scrittura; è il modello ideale che si divide in: parole e suono; a differenza di grafo ovvero le varie rappresentazioni. La lingua è una cosa sé stante e sopra si pone la scrittura.
Italiano → lingua fonetica ma continentale anche ideogrammi (es: numeri).
Alfabeto fonetico internazionale (IPA)
Indica la pronuncia precisa di un suono, è composto da fonogrammi.
- Si scrive con la parentesi fonetica [ ] → marca pronuncia.
- Si scrive con la parentesi uncinata < > → marca scrittura.
L'IPA è uno strumento elaborato dai linguisti per risolvere le incongruenze e opera con un sistema di trascrizione che ha una corrispondenza biunivoca tra suoni rappresentati e suoni grafici corrispondenti.
Storia della scrittura
1789 → rivoluzione francese → Illuminismo, è un movimento che ha portato alla fondazione della nostra società occidentale; 1776 → rivoluzione americana ha avuto un peso minore. 1650 → rivoluzione inglese con Cromwell e la democrazia, ma ancora oggi ha aspetti antichi. Per gli altri continenti la democrazia nel 18° secolo.
Con l’invenzione della scrittura finisce la preistoria ed inizia la storia.
Arnaldo Momigliano
Parla di formanti → componenti civiltà occidentale.
- Colonna = componente greca → la Grecia ha dato all’umanità: l’invenzione dell’alfabeto e impostazione logica (scrittura + ragionamento).
- Bilancia = componente romana → il diritto.
- Cristogramma = cristianesimo → ha teso a fagocitare le prime due componenti, dato un bagaglio di valori morali = Illuminismo → permette di godere della democrazia.
Antropologia della scrittura
Libro: "Vicenda de Landa e Maya (1° capitolo: Vari tipi di scrittura)".
L'invenzione della scrittura servì a fissare per la prima volta quello che fino ad allora era stato il flusso inarrestabile del parlato, è stata una condizione indispensabile per la nascita della stessa scienza linguistica e per la scienza in generale.
Per noi occidentali, abituati a una scrittura alfabetica, è difficile pensare che esistano sistemi di scrittura differenti dalla nostra. Esempio: Diego De Landa, vescovo spagnolo (Messico), contribuì alla distruzione dell’antico patrimonio culturale Maya nel 1561 con un grande auto da fé (procedimenti spagnoli dove si radunano eretici bruciando persone e libri) bruciando appunto un’enorme quantità di manoscritti Maya riconosciuti dai religiosi spagnoli di natura demoniaca. Pochi anni dopo, De Landa si rese conto dell’importanza di questi libri i quali contenevano calendari, riti e osservazioni astronomiche. La scrittura Maya è ideografica composta da tanti segni-parola. Egli trascrive una sorta di “alfabeto Maya” composto da 27 segni; il vescovo deve aver chiesto ai suoi informatori indigeni di trascrivere in caratteri Maya l’alfabeto spagnolo, quindi ha cercato di far calzare alla scrittura Maya il modello alfabetico.
Alfabeto → una volta acquisito sembra la tecnica più semplice e naturale per fissare per iscritto i suoni linguistici, ma la corrispondenza tra grafemi (=lettere) e fonemi non è precisa in nessuna delle scritture alfabetiche storiche. Ad esempio, in italiano una stessa grafia può essere impiegata per trascrivere suoni diversi → la parola <fuso> con la [s] o con la [z] oppure <pesca> con la <E> aperta o chiusa; quindi rapporto tra lettere e suoni non è perfettamente biunivoco.
In Europa, il sistema di scrittura è l’alfabeto latino (che discende dal greco, usato in Grecia, per il tramite dell’etrusco). Due tradizioni storiche: indiana e etiopica → sono fonetiche.
Vicenda geroglifici egiziani
La vicenda dei geroglifici egiziani → ideografica e iconica composta da ideogrammi, ma anche da parecchi segni-suono; è molto difficile da apprendere o intuire. Geroglifici e scrittura Maya hanno nella scrittura dei meccanismi simili. In età classica alcuni scrittori greci e romani (Lucano, Apuleio, Plotino) riservarono nelle loro opere cenni ai geroglifici senza avere però una conoscenza in materia. La più tarda iscrizione geroglifica nota è datata 394 d.C. → diventata patrimonio di una cerchia ristretta di persone.
Unico trattato completo sui geroglifici tramandato dall’antichità è di Orapollo (filosofo ed erudito egiziano vissuto sotto Zenone) “I geroglifici” → basati su un fraintendimento della reale scrittura geroglifica egiziana perché in quell’epoca più nessun egiziano aveva idea del reale funzionamento dei geroglifici. Nonostante le sue spiegazioni inverosimili, Orapollo attinse da fonti attendibili. Esempio: gli egiziani impiegavano il segno oca per trascrivere anche la parola “figlio”; secondo Orapollo questo animale è quello che più ama i figli e quindi degno di venerazione. In realtà, ignora il principio dell’omofonia = due o più parole diverse hanno suono uguale; suono della parola oca assomigliava al suono della parola figlio e questo è il reale motivo.
Orapollo non fu più in grado di intuire i principi fonetici e ideografici della scrittura dei suoi antenati. Omofonia dello scheletro consonantico → si metteva insieme più figure (ognuna delle quali si pronunciava in un certo modo) che messe insieme avevano un altro significato (le vocali non si scrivevano ma dette a voce, erano 3). Quindi venivano affiancati diversi segni usati solo come segni-suono per capire una parola tenendo solo le consonanti. Esempio: utilizzavano un rebus che si serve dell’omofonia, solitamente si metteva vicino a un “Figlio del Sole”.
Errata communis opinio formatasi ai tempi di Orapollo → per cui nella scrittura geroglifica egizia ogni segno dovesse corrispondere a una parola o a un concetto, infatti sono portati a credere che segni come “lepre”, “scarabeo” e “civetta” siano proprio associati al nome dell’animale stesso e non immaginano che in realtà si tratta di fonogrammi rispettivamente: “wn”, “hpr”, “m”.
Nel 17° secolo si ebbero le interpretazioni del gesuita Kircher, basandosi sulla communis opinio e i testi di Orapollo, il quale si riteneva il decifratore dei geroglifici e ottenendo un certo riscontro negli ambiti romani (a Roma molti obelischi) e diventò la massima autorità in questioni di egittologia.
Champollion e la Stele di Rosetta
All’inizio del 19° secolo, un giovane studioso francese Champollion provò a ricostruire i principi fonetici e ideografici della scrittura geroglifica.
La scrittura geroglifica egiziana scomparve nel 5° secolo (480 d.C.) perché si diffonde in Egitto il cristianesimo monoteista (unico Dio) che non tollera gli dei pagani; così gli egiziani vennero perseguitati, templi distrutti, la loro cultura, religione e scrittura → Copto = ultima fase dell’egiziano, deriva dall’alfabeto greco, una lingua per tutti.
La scrittura geroglifica egiziana ha pochi segni-parola, ma molti segni-suono che non hanno significato filosofico (come per Orapollo), si basa sul concetto dell’omofonia dello scheletro consonantico (questo però non lo sapeva quasi nessuno, anche lo stesso Orapollo che pensava ci fossero solo segni-parola).
I segni sono polifunzionali = segni usati sia come segno suono sia come segno parola: segno parola (indica solo il serpente), segno suono (indica idea del serpente).
Il Copto → scomparso intorno agli anni 100, poi invasione degli arabi (in Egitto si parlava un “arabo egiziano”).
Preconcetto/pregiudizio → i geroglifici egiziani contenevano solo segni parola e non segni suono dalla communis opinio formatasi ai tempi dagli scritti di Orapollo e ripresa da Kircher. Si riuscì a superare questa opinione solo quando ci si poté avvalere della comparazione con la lingua cinese (scrittura in uso, ma non molto conosciuta in Occidente).
Esempio: Stele di Rosetta → stele egizia che riporta un’iscrizione divisa in 3 registri: scrittura geroglifica egiziana, demotico (geroglifico egiziano in corsivo) e greco. L'iscrizione è il testo di un decreto tolemaico emesso nel 196 a.C. in onore del faraone Tolomeo in occasione del primo anniversario della sua incoronazione. Poiché si tratta pressoché dello stesso testo, la stele ha offerto, grazie alla parte in greco, una chiave decisiva per la comprensione della lingua egizia; fu scoperta nel 1799 durante la Campagna d'Egitto (1798-1801) di Napoleone Bonaparte. Fu a lungo oggetto di contesa tra Francia e Inghilterra: quando nel 1801 i francesi dovettero arrendersi, nacque una disputa sui reperti rinvenuti dai francesi: questi volevano tenerli, mentre gli inglesi li considerarono loro bottino, fra dovettero alla fine consegnarla ai vincitori inglesi; dal 1802 si trova a Londra nel British Museum.
Il medico inglese Thomas Young intuì che il cartiglio (raffigurazione scolpita o dipinta di un rotolo di carta che contiene un’iscrizione) nel testo geroglifico conteneva il nome di un sovrano ed era riportato allo stesso modo nel testo greco nel registro sottostante. Ma il contributo più importante alla comprensione dell'egizio e allo studio della stele di Rosetta fu quello del francese Champollion, grazie alla sua conoscenza della lingua copta.
Il testo greco sulla stele ha fornito il punto di partenza poiché il greco antico era noto agli studiosi, mentre i dettagli non si conoscevano nel loro utilizzo durante il periodo ellenistico, anche se era la lingua ufficiale del governo tolemaico. Ci vogliono più di 20 anni per la traduzione del geroglifico proprio perché si seguiva il pregiudizio.
Nel 1813 → Champollion aveva correttamente intuito la lettera “f” per il segno della vipera cornuta, ma il pregiudizio pesava ancora a tal punto che Champollion ritornò sui suoi passi. Nel 1814, Young iniziò uno scambio di corrispondenza sulla stele con Champollion che aveva prodotto un lavoro scientifico sull'Egitto. Champollion, nel 1822, vide le copie delle iscrizioni geroglifiche e greche dell'obelisco di File, in cui William John Bankes aveva provvisoriamente notato i nomi "Tolomeo" e "Kleopatra" in entrambe le lingue. Partendo da qui, Champollion identificò la fonetica dei caratteri di "K l e o p a t r a".
Sulla base di questa e sui nomi stranieri riportati sulla stele, rapidamente costruì un alfabeto di caratteri geroglifici fonetici, che appare, scritto sulla "Lettre à M. Dacier", indirizzata alla fine del 1822 a Bon-Joseph Dacier. Questa "lettera" segnò la vera svolta alla lettura dei geroglifici egizi, non solo per la grafia dell'alfabeto e il testo principale, ma anche per il post scriptum in cui Champollion osservò che caratteri fonetici simili sembrano trovarsi, non solo nei nomi greci, ma anche in quelli egizi → identifica una classe di “geroglifici fonetici” per la trascrizione di nomi dei faraoni. Champollion non sospettava ancora che il suo alfabeto potesse in realtà essere applicato al di fuori della sfera dei nomi propri (nomi faraoni) e delle parole straniere → la vera chiave della scrittura geroglifica fu riportata alla luce nel 1823 con la pubblicazione del "Précis du système hiéroglyphique": l’uso fonetico dei geroglifici non era secondario ma centrale e costituiva l’anima del sistema di scrittura; l’alfabeto individuato da Champollion era utilizzato non soltanto nei cartigli reali d’epoca greco-romana e faraonica, ma anche nelle iscrizioni comuni di tutti tempi, allo scopo di riprodurre per iscritto i suoni della lingua egiziana parlata.
Questo ampio excursus → illustra le difficoltà incontrate per chi è stato educato all’uso abituale della scrittura alfabetica nel concepire l’esistenza di sistemi di scrittura diversi dal proprio, il che spiega per esempio le enormi difficoltà nello scoprire la chiave per l’interpretazione dei geroglifici egiziani (lettera a Dacier 1822) anche dopo la scoperta della stele di Rosetta (1799).
Geroglifico, cuneiforme accadico, scrittura Maya e cinese → scritture ideografiche. Presentano delle somiglianze perché quando si inventa una scrittura ideografica si percorrono delle tappe obbligatorie uguali che riguardano il funzionamento di una lingua; l’unica differenza è lo stile delle diverse lingue; sono servite a riesumare il funzionamento di scrittura e cadute da secoli nell’oblio.
Definizione di scrittura ideografica e fonetica
Dipende dal tipo di contesto.
Scrittura ideografica
Caratterizzati dall’impiego essenziale e strutturale dell’ideogramma → non vengono usate solo in certi contesti particolari, serve sempre, sono segni normalmente impiegati nella redazione di un testo qualsiasi della lingua codificata dalla scrittura di appartenenza.
La scrittura ideografica si serve prevalentemente ma non esclusivamente di segni idrografici. Infatti, non esiste una scrittura storica composta solo da segni parola. Non esclusivo di ideogrammi è riscontrabile nelle fasi primordiali più antiche (soprattutto utilizzato ad esempio per registrare il numero degli animali come i cavalli) → protoscrittura (sistema scrittorio in formazione, caratterizzato solo da ideogrammi, tipo tavolette sumeriche antiche tipo teste di cavallo con dei numeri). Poi con l’utilizzo dei fonogrammi la protoscrittura diventa una scrittura vera e propria.
Ogni scrittura ideografica oltre agli ideogrammi comprende altre 2 classi di segni:
- Fonogrammi → impiegati per la trascrizione di elementi grammaticali.
- Determinativi → segni con valore esclusivamente visivo (non da leggere) usati per precisare il significato di una data sequenza ossia per distinguere una parola trascritta per mezzo di fonogrammi dai suoi possibili omofoni e omografi.
Scrittura fonetica
Usati ideogrammi, ma sono marginali e non sono essenziali, usati in contesti particolari (in ambito matematico, contabile, astronomico). Esempio: scrittura sillabica cretese “Lineare A” → si riscontra un uso di ideogrammi nei testi amministrativi e assenti del tutto in altri tipi di documenti.
Si distinguono 2 sottogruppi:
- Scritture sillabiche
- Scritture alfabetiche (la nostra)
Caratteristica → trascrivere i suoni della lingua parlata con una corrispondenza almeno approssimativa tra fonemi e grafemi.
Prescrittura pittografica
Non è una scrittura, si designano disegni complessi che fissano il contenuto del messaggio senza riferirsi alla sua forma linguistica; sono tracciati convenzionali astratti e utilizzati come supporto mnemotecnico di un contesto orale ormai perduto; funzione di trasmettere una concettualizzazione (prescinde la fonetica e la lingua).
Una pittografia si poteva solo commentare o parafrasare, non leggere → esempi pittografici (interpretazioni ipotetiche → noi non abbiamo più contatti coi popoli). Incisione pittografica rupestre della grotta di Pasiega in Spagna.
Interpretazione di Hans Jensen: in alto a sinistra sembra sia rappresentato il vuoto della caverna; più a destra le impronte di piedi significano l’idea di camminare verso la grotta; il segno incompren...
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