Concetti Chiave
- La comunicazione umana si distingue da quella animale grazie all'uso del linguaggio, che permette di esprimere pensieri e creare relazioni.
- Il linguaggio umano si articola in tre tipologie: verbale, paraverbale e non verbale, con i primi due che risultano i più utilizzati nella comunicazione quotidiana.
- La teoria degli atti linguistici di J. Austin identifica tre atti principali: locutorio, illocutorio e prelocutorio, che evidenziano l'interazione tra chi parla e chi ascolta.
- Lo sviluppo del linguaggio nei bambini avviene in tappe ben definite, iniziando dalla vocalizzazione a due mesi fino alle frasi telegrafiche intorno ai 30 mesi.
- I disturbi del linguaggio possono essere centrali, di produzione o di comprensione, e includono anche casi particolari come la deprivazione linguistica nei “bambini selvaggi”.
Differenze tra umani e animali
Ci differenziamo dagli animali attraverso l’uso della parole che ci serve per esprimerci, comunicare e creare relazioni.
Nel cervello sono due le aree celebrali del cervello e si trovano nell’emisfero sinistro del cervello. Sono l’area di Broca( controlla la produzione del linguaggio e l’elaborazione della sintassi) e l’area di Wernicke ( comprensione del linguaggio e del pensiero).
Tipi di linguaggio
Ci sono tre linguaggi diversi per comunicare:
- Linguaggio verbale: caratterizzato dalla parola scritta e orale
- Linguaggio paraverbale: caratterizzato dall’utilizzo della voce ( tono, velocità,pause)
- Linguaggio non verbale: caratterizzato dai gesti, dalla postura e dall’espressione del volto (sguardo, bocca)
I linguaggi che si utilizzano maggiormente sono: linguaggio paraverbale e linguaggio non verbale.
Teoria degli atti linguistici
J. Austin studiando le modalità di relazione nelle persone notò che quando si parla la persona che ascolta ha un cambiamento. Austin quindi elaborò la teoria degli atti linguistici.
Ci sono in tutto tre atti:
1) Atto locutorio (parlare)
2) Atto illocutorio ( azione che si compie quando si parla)
3) Atto prelocutorio ( effetto che ha parla a chi ascolta)
Sviluppo del linguaggio nei bambini
Fin da quando siamo bambini noi utilizziamo il linguaggio.
Le tappe dello sviluppo del linguaggio sono tutti uguali. A circa due mesi inizia la vocalizzazione e il coking sound o cosi detto il suono del tubare. Da circa 5-6 mesi avviene la lallazione poi gli olofrasi ( 12-18 mesi circa) , frasi binarie (18-24 mesi) e infine ci sono le frasi telegrafiche ( 24-30 mesi circa).
Ci sono state due principali teorie sullo sviluppo linguistico:
Teoria comportamentista (skinner)
Questa teoria di ce che non è solo una questione di utilizzare le parole giuste con i bambini ma anche di dialogare e di parlare con i bambini.
Teoria generativista ( Chamsky)
La teoria generativista afferma che tutti di esseri viventi siamo programmati per acquisire un nostro linguaggio, programmati a parlare.
Disturbi del linguaggio
Si possono trovare anche disturbi nel linguaggio, i principali sono tre:
Disturbi centrali ( causati da traumi celebrali come le afosie)
Disturbi di produzione ( balbuzie) disturbi della comprensione ( agnosie uditive, asemia)
Un caso particolare è quello della deprazione linguistica (“bambini selvaggi”)
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra il linguaggio umano e quello animale?
- Quali sono i tre tipi di linguaggio utilizzati per comunicare?
- Quali sono le teorie principali sullo sviluppo del linguaggio nei bambini?
Gli esseri umani si differenziano dagli animali per l'uso delle parole, che consente di esprimersi, comunicare e creare relazioni. Nel cervello umano, le aree di Broca e Wernicke sono fondamentali per la produzione e comprensione del linguaggio.
I tre tipi di linguaggio sono: linguaggio verbale (parola scritta e orale), linguaggio paraverbale (tono, velocità, pause) e linguaggio non verbale (gesti, postura, espressione del volto). I linguaggi paraverbale e non verbale sono i più utilizzati.
Le due principali teorie sono la teoria comportamentista di Skinner, che sottolinea l'importanza del dialogo con i bambini, e la teoria generativista di Chomsky, che afferma che gli esseri viventi sono programmati per acquisire un linguaggio.