Concetti Chiave
- La lingua italiana nasce da un mix di latino e volgare, con testi non letterari che ne costituiscono le prime tracce significative.
- Il "Indovinello del copista", risalente al IX secolo, rappresenta un esempio di scrittura che riflette il lavoro del copista attraverso una metafora agricola.
- Il "Placito di Capua" del 960 d.C. è un atto giudiziario che testimonia l'uso del volgare da parte di un contadino, evidenziando la lingua del popolo.
- Il "Cantico delle Creature", scritto da San Francesco d'Assisi nel 1224, è una preghiera che esprime lode a Dio con un linguaggio umile e tipicamente feudale.
- Il passaggio dal volgare all'italiano scritto richiede quasi 300 anni, fino alla prima testimonianza letteraria nel XIII secolo.
L'origine della lingua italiana
Una letteratura non nasce se prima non nasce una lingua, quindi lo studio di una lingua parte da testi senza valore letterario, ma comunque importantissimi.
La nostra lingua era all'inizio un sto di latino e di quello che diventerà il vero e proprio italiano: il volgare.
Le prime tracce della nostra lingua sono principalmente due:
Indovinello del copista
Questo indovinello è stato scritto da un copista (colui che scriveva copie di documenti) nel IX secolo d.C.
"Se pareva boves,
alba pratolia araba.
Albo versorio teneba
et negro semen
seminaba"
"Spingeva i buoi davanti a sé,
arava bianchi prati.
Teneva un bianco aratro
e il nero seme
seminava"
Quindi la soluzione è il copista stesso, poiché è lui che spinge i buoi, ovvero le dita, arando bianchi prati, ovvero i fogli. E semina il nero seme: l'inchiostro, con un bianco aratro ovvero la penna.
Placito di Capua e il volgare
È un atto giudiziario che riguarda una disputata tra l'abbazia di Montecassino e un nobile locale del 960 d.C., la parte che ci interessa è la dichiarazione davanti al giudice di un contadino.
"Sao ke delle terre per delle fini
qui ki contene,
trenta anni le fossette parte Sante Benedicti"
"So che quelle terre entro quei confini
di cui qui si parla,
per trent'anni le ha possedute l'abbazia di Montecassino"
Questo secondo testo è importante perchè nessuno meglio di un contadino può parlare il volgare cioè la lingua del volgo, ovvero del popolo.
Essendo il Placito di Capua del X secolo, dovranno passare quasi 300 anni (XIII secolo) per la prima testimonianza letteraria in italiano:
Cantico di Frate Sole
Questo cantico, anche detto Cantico di Frate Sole, è stato scritto da San Francesco d'Assisi nato nel 1182 (1181 secondo altre fonti) da una famiglia benestante, poiché il padre, Pietro Bernardone, era commerciante di tessuti, ma lui decide di abbandonare tutto, scegliendo la povertà e la fede, e basandosi sulle parole di Cristo, si unisce all'ordine dei Frati Francescani, detti "Frati Minori" e compose, nel 1224, in una cella del monastero di San Damiano, il Cantico, ovvero una preghiera da cantare. Muore nel 1226.
Il Cantico delle Creature è composto da 33 versi, divisi in 12 strofe e non ci sono rime o metrica. È scritta per lodare dio e tutte le sue "opere", animate e inanimate, riferendosi a esse come fratelli e sorelle.
Il linguaggio è umile, ma "altissimo" e tipicamente feudale: si riferisce al Signore, come un contadino si riferisce al suo feudatario.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dei testi non letterari nello studio della lingua italiana?
- Quali sono le due principali tracce della lingua italiana nei primi secoli?
- Perché il Placito di Capua è considerato significativo per la lingua del popolo?
- Qual è il messaggio principale del Cantico delle Creature di San Francesco?
I testi senza valore letterario sono fondamentali per lo studio della lingua, poiché rappresentano le prime tracce e l'evoluzione del volgare, che darà vita all'italiano.
Le due principali tracce sono l'Indovinello del copista, risalente al IX secolo, e il Placito di Capua del 960 d.C., che testimoniano l'uso del volgare.
Il Placito di Capua è significativo perché la dichiarazione di un contadino rappresenta l'uso del volgare, la lingua del volgo, evidenziando la voce del popolo nel contesto giuridico.
Il Cantico delle Creature loda Dio e le sue opere, utilizzando un linguaggio umile ma "altissimo", riflettendo la relazione tra il contadino e il suo feudatario, e rappresenta una delle prime espressioni letterarie in italiano.