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Esame su LIS: analisi testuale

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Effettua un'analisi testuale seguendo un testo caricato su Moodle e gli argomenti trattati a lezione.

Lezione 2: La tessitura

Il termine testo deriva da tessitura. È un insieme di "fili" che si intrecciano. Esempio di coesione morfosintattica. La coesione è un sistema di reti di collegamenti linguistici tra le frasi che indicano dipendenze e sintonie interpretative di particolari forme rispetto al co-testo. Un elemento diventa compatibile con il referente attraverso: concordanza tra referente e verbo e la sostituzione (mamma/lei).

Referenza e espressioni referenziali

La referenza è la relazione che unisce un’espressione nominale con l’entità da essa rappresentata. Le espressioni referenziali sono tutti i sintagmi nominali (definiti, indefiniti, i pronomi, i nomi propri). L’associazione tra espressione referenziale e referente può avvenire grazie a diversi meccanismi: ovvero la deissi e l’anafora.

Deissi in LIS

IX (deissi) j (punto dello spazio).

  • Personale: pronomi personali
  • Spaziale: qui, lì…
  • Temporale: domani, ieri, ora, presto

L’interpretazione degli elementi deittici dipende dalle coordinate spazio-temporali dell’enunciazione e dall’identità del parlante. In LIS nelle espressioni referenziali deittiche giocano un ruolo importante le indicazioni e lo sguardo. L’elemento referenziale deittico è direzionato verso la posizione occupata dal referente nello spazio reale. Può essere astratta, ovvero l’elemento referenziale è direzionato verso un punto arbitrario nello spazio segnico, detto locus referenziale. I loci referenziali vengono posizionati sul piano orizzontale nello spazio segnico.

Un altro modo è la deissi tramite gli elementi di enumerazione. Un’altra possibilità è data dal classificatore.

Prima menzione e coreferenza

Come può avvenire l’ancoraggio? Attraverso l’articolazione del segno nello spazio, attraverso un’indicazione manuale, attraverso un’indicazione non manuale, attraverso il cambio di articolatore manuale, attraverso un classificatore. La prima menzione costituisce l’antecedente, le successive costituiscono le catene referenziali. La possibilità di indicare più volte verso uno stesso R-locus (locus referenziale) realizza la coreferenza.

Gli elementi che realizzano le catene referenziali sono i pronomi riflessivi, personali, dimostrativi, possessivi, classificatori e gli accordi verbali. È nel testo, non nella frase, che si organizza e si visualizza la struttura anaforica.

Buoys e spostamento dello sguardo

Buoys elenco: tutti gli elementi del discorso vengono mantenuti nel discorso attraverso l’elenco della mano. Spostamento dello sguardo e classificatori sono elementi che legano.

Lezione 3: Identificabilità del referente

Si può identificare ad esempio tramite articolo determinativo (identificabile da parlante e interlocutore), articolo indeterminativo (identificabile solo dal parlante) o indefinito (identificabile solo dal parlante o a nessuno se non specificato) o con complementi di luogo (qui si fa la raccolta differenziata). Questi elementi vengono detti anche deittici.

Tipi di referenti

  • Referente definito: noto al segnante e all’interlocutore. “Il mio vicino ci ha invitati a pranzo”.
  • Indefinito specifico: noto al segnante ma non all’interlocutore. “Mi sono innamorata di un mio vicino”.
  • Indefinito non specifico: noto né al segnante né all’interlocutore. “Ho bisogno di un vicino”.
  • Impersonale: interpretazione arbitraria. Manca l’associazione con un referente o un set di referenti. “Qualcuno chiami un’ambulanza”.

Definitezza e spazio segnico in LIS

Nelle espressioni nominali definite il referente è identificabile sia dal segnante sia dall’interlocutore perché è già stato menzionato in precedenza nel discorso, perché è fisicamente presente nel contesto extralinguistico, perché è unico nel suo genere.

La definitezza in LIS prevede la selezione di un punto ben specifico dello spazio segnico. I punti definiti possono essere caratterizzati dal tratto prossimo al segnante (A-prima persona), dal tratto vicino all’interlocutore (B-seconda persona), o dal tratto distante sia al segnante che all’interlocutore (C-terza persona).

Poi vi è un’area meno distale (spazio segnico non definito) utilizzata per un referente indefinito. La definitezza in LIS viene data da strategie manuali: indicazione post-nominale (determinante/dimostrativo). Ma anche da strategie non manuali: sollevamento delle sopracciglia, socchiudere o strizzare occhi, sollevamento del mento, contrazione delle guance, lieve apertura della bocca. Si utilizzano le stesse strategie non manuali usate nelle espressioni topicalizzate.

Nelle costruzioni topicalizzate, il topic indica ciò di cui si sta segnando, solitamente posto a sinistra, generalmente informazioni note, condivise da segnante e interlocutore. La topicalizzazione può essere usata solo con gli elementi definiti, noti sia al segnante che all’interlocutore.

Esempio: GIANNI, AUTO LAVARE.

Indefinitezza e specificità in LIS

Le espressioni nominali indefinite sono utilizzate quando il referente non è identificabile dall’interlocutore, introducono un nuovo referente nel discorso e non si possono riferire a referenti unici nel loro genere. L’indefinitezza in LIS prevede la selezione di un punto non specifico nello spazio segnico, caratterizzato dal tratto meno distante. Questo punto si trova in un luogo comodo per il segnante (area grigia). Le strategie manuali sono l’introduzione con UNO, QUALCUNO, QUALCOSA. Mentre le strategie non manuali sono testa all’indietro e angoli della bocca verso il basso.

Specificità: le espressioni nominali indefinite sono specifiche se identificabili dal segnante oppure non specifiche se non identificabili dal segnante.

Indefinito specifico: strategie non manuali, gli angoli della bocca sono rilassati o leggermente verso il basso.

Indefinito non specifico: strategie non manuali, testa all’indietro, angoli della bocca marcatamente verso il basso. Strategie manuali: uso di identità sconosciuta al segnante, terza persona, UNO, ecc.

Impersonalità

Le costruzioni impersonali sono caratterizzate da un’interpretazione arbitraria del soggetto. Una strategia utilizzata in LIS per veicolare impersonalità è il pronome nullo (non espresso) caratterizzato da referenza arbitraria (pro ). Altre strategie possono essere la flessione arbverbale in più punti dello spazio e l’utilizzo di pronomi personali di prima e seconda persona che avviene solo in contesti condizionali.

Lezione 4: Analisi del discorso

Per discorso intendiamo un’unità linguistica superiore alla frase. L’analisi del discorso non può prescindere dal cotesto (elementi testuali) e dal contesto (elementi extra-testuali). In due contesti diversi la stessa frase assume significato diverso. Per analizzare un discorso è importante cogliere relazioni interne. In particolare la coerenza (relazione tra significati focus, contenuti), coesione (relazioni tra lessico e grammatica) e la salienza (relazioni di importanza tra rappresentazioni mentali suscitate dal discorso).

Coerenza del discorso

I contenuti di un testo sono collegati tra loro attraverso i marcatori discorsivi, che possono essere espliciti o impliciti. Esempi di relazioni logiche: opposizione (ma), temporale (mentre), causale (siccome)…

Marcatori discorsivi in LIS

Possono essere impliciti (pause discorsive) ed espliciti (realizzazione manuale, realizzazione non manuale, realizzazione spaziale).

Esempio di strategia manuale: PIÙ

Esempio strategia non manuale: cenni della testa verso il basso dopo ciascun elemento.

Esempio di strategia spaziale: coinvolgimento di alcuni punti diversi dello spazio segnico.

Relazione avversativa e causale

Relazione avversativa: strategia manuale (MA, VERO, ROMPERE) o strategia non manuale: sopracciglia sollevate, possibile scuotimento laterale della testa, apertura bocca, possibile labializzazione.

La relazione causale può essere implicita (giustapposizione di enunciati) o strategia manuale (MOTIVO, CARCIOFO-WH, CAUSA, PE).

Coesione testuale

Si manifesta attraverso diversi fenomeni lessicali e grammaticali: ripetizione lessicale/ridondanza, sinonimi/iperonimi/iponimi, concordanza di genere e numero, concordanza di tempi verbali, riprese di un referente (pronomi).

Coesione testuale in LIS

Strategie manuali:

  • Segni: ripetizioni, iperonimi, iponimi, sinonimi;
  • Pronomi e determinanti: possono riferirsi a entità già menzionate nel discorso;
  • Classificatori di entità intera/di parte del corpo/di afferramento (connessi anaforicamente con i rispettivi antecedenti);
  • Buoys (elenco, indicazione, frammento): segnaposti che servono a tener traccia dei referenti nel discorso.

Elementi che in LIS supportano la coesione testuale:

Strategie non manuali: impersonamento, topic (presenta un’informazione già data, condivisa con l’interlocutore), occhi strizzati (incoraggiano l’interlocutore a recuperare un referente poco saliente, talvolta può essere lo stesso topic), indicazione. Salienza è il risalto che si intende dare a...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta_didomenico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua dei segni italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Bertone Carmela.
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