Concetti Chiave

  • Osvaldo Licini è strettamente legato al primordialismo, utilizzando la mitopoiesi per creare una pittura che racconta storie mitiche in forma poetica.
  • Il suo percorso artistico inizia all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove entra in contatto con il futurismo, ma la guerra interrompe le sue aspirazioni.
  • Durante il "Periodo del realismo" (1920-1929), Licini mostra influenze di Matisse, Cezanne e Van Gogh, partecipando a mostre con il gruppo Novecento senza mai aderire completamente alla loro poetica.
  • Il "Periodo dell'isolamento" segue una delusione alla Quadriennale di Roma, portando Licini a esplorare opere astratte, influenzato da artisti come Kandinskij e Klee.
  • Negli anni '30, Licini inventa un nuovo mondo poetico-figurativo, con opere come l'Ammalassunta, che unisce elementi surrealisti e temi di vita ultraterrena e eros.

Osvaldo Licini e il primordialismo

Osvaldo Licini fu uno degli artisti più vicini al primordialismo, sia in relazione all’astrazione che nell’evoluzione più di tipo figurativo, in questo contesto il termine mitopoiesi allude ad una pittura che è una narrazione mitica sotto forma di poesia. Le sue origini sono marchigiane, anche se iniziò a viaggiare sin dalla sua giovane età per stabilirsi poi per alcuni anni all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ebbe l’opportunità di frequentare corsi di scultura e qui entrò in contatto per la prima volta col gruppo futurista. Le sue giovani speranze di sbarcare nel mondo dell’arte vennero però presto placate dalla guerra, in cui fu obbligato ad arruolarsi, qui venne ferito gravemente ad una gamba per poi essere ospedalizzato a Firenze dove incontra anche la sua futura moglie, e subito dopo la guerra partì per Parigi e nel 1917 e diventò anche amico di personaggi come Modigliani, Picasso, che si stava occupando delle scenografie e dei consumi dello spettacolo “Parade”, e anche gli ambienti letterati, come il circolo simbolista.

Il periodo del realismo e l'isolamento

Descrisse la pittura di questi anni evidenziando l’influenza di Matisse, Cezanne e Van Gogh, il periodo dal 1920 al 1929 viene per questo definito “Periodo del realismo”, in cui si nota anche la vicinanza al gruppo Novecento, con cui partecipa alla loro prima mostra a Milano del 1920, anche se non aderirà mai completamente alla loro poetica: non presenta la pienezza di masse o il disegno che esalta il volume. Nel 1931 partecipò alla prima Quadriennale di Roma, che però gli recò principalmente delusione ed incertezza, questo lo porta ad intraprendere il cosiddetto “Periodo dell’isolamento” con un viaggio in Svezia, in cui vede le opere di artisti impressionisti a Stoccolma. Qui nascono le prime opere astratte, come “Archipittura” del 1932, probabilmente favorita dall’incontro di artisti come Kandinskij e Klee, i quali lo indicono ad un abbandono della dimensione espressionista verso una semplificazione assoluta.

L'invenzione di un nuovo mondo poetico

Verso la fine degli anni trenta si avvicina a Valori Primordiali, questo fu un periodo di invenzione di un nuovo mondo poetico-figurativo, ciò che lui definisce “scalata al cielo” e nel febbraio 1941 scrive a Ciliberti per rivendicare il bisogno di ricercare nell’arte una dimensione spirituale e originaria, che significa rifugiarsi nella creazione di nuovi miti. Dopo la serie dell’olandese volante, si sofferma sulla figura dell’Ammalassunta o grande amica, che unisce in sé delle forme vagamente surrealiste desunto dal Picasso delle metamorfosi, a metà tra corpo umano e un essere fantastico animale. Il numero allude a qualcosa di enigmatico, lei è “La Luna nostra bella” che allude alla vita ultraterrena ma anche all’eros, mito però contemporaneo: spesso rappresentata con sigaretta. Oltre al paesaggio collinare della sua città natale, troviamo la suggestione del mare nei suoi quadri.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Osvaldo Licini e il primordialismo?
  2. Osvaldo Licini è considerato uno degli artisti più vicini al primordialismo, esprimendo una narrazione mitica attraverso la pittura, che si manifesta come poesia visiva.

  3. Come influenzò la guerra la carriera artistica di Licini?
  4. La guerra interruppe le sue aspirazioni artistiche, costringendolo ad arruolarsi e subendo gravi ferite, ma fu durante la convalescenza a Firenze che incontrò la sua futura moglie e si avvicinò a importanti figure artistiche.

  5. Quali artisti influenzarono il periodo del realismo di Licini?
  6. Durante il "Periodo del realismo" (1920-1929), Licini fu influenzato da artisti come Matisse, Cezanne e Van Gogh, pur mantenendo una certa distanza dal gruppo Novecento.

  7. Cosa rappresenta la figura dell'Ammalassunta nelle opere di Licini?
  8. L'Ammalassunta, figura centrale nelle opere di Licini, unisce elementi surrealisti e mitologici, simboleggiando una ricerca di dimensione spirituale e originaria, rappresentando un mito contemporaneo legato all'eros e alla vita ultraterrena.

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