Concetti Chiave
- Il liberalismo cerca un compromesso tra potere accentrato e azione politica popolare, rappresentando una via di mezzo tra questi opposti.
- La Costituzione segna una radicale novità rispetto all'antico regime, affermando un stato di diritto con leggi valide per tutti.
- In alcune situazioni, la monarchia e il liberalismo possono coesistere, poiché la monarchia è vista dai liberali come una garanzia contro le violenze popolari.
- Il parlamento dell'Ottocento non rappresenta interessi sociali contrapposti, ma un'opinione pubblica omogenea dei ceti colti e possidenti.
- I liberali si oppongono ai privilegi della chiesa, promuovendo pari diritti tra diverse confessioni religiose, pur mantenendo un atteggiamento anticlericale ma non antireligioso.
Il compromesso del liberalismo
Il liberalismo è una via di mezzo tra un potere accentrato e l'azione politica di origine popolare. Esso tende al compromesso tra questi due tipi di potere completamente opposti.
Qual è l'impatto della costituzione?
La Costituzione è una novità radicale rispetto all'antico regime, in quanto afferma uno stato di diritto con leggi impersonali e generali valide nei confronti di tutti indistintamente e in tutti i casi.
Monarchia e liberalismo
In alcuni casi, come quello della monarchia costituzionale la monarchia e liberalismo tendono a convivere, questo perchè per i liberali la monarchia è una garanzia contro le spinte e le violenze popolari.
La scelta del bicameralismo è giustificata dall'esigenza di dividere e mantenere in equilibrio i poteri.
Il parlamento dell'Ottocento
La funzione del parlamento dell'Ottocento è diversa da quella attuale.
Esso non è il luogo in cui si esprimono interessi sociali diversi o contrapposti organizzati in partiti politici, ma il luogo in cui si esprime un'opinione pubblica omogenea, perchè i deputati dell'Ottocento provengono esclusivamente dai ceti colti e possidenti, i soli a detenere i diritti elettorali.
Liberalismo e chiesa
I liberali hanno avuto verso la chiesa un atteggiamento equilibrato.
Il liberalismo è infatti anticlericale ma non antireligioso, essendo relativista e contrario ad ogni forma di dogma imposto.
Tende a rifiutare i privilegi della chiesa soprattutto in materia d'insegnamento e a instaurare pari diritti fra religione tradizionale e altre confessioni.
Suffragio e liberalismo
Maggiore è invece la differenza dei liberali verso le rivendicazioni democratiche e popolari.
Lo si vede nel modo in cui durante l'Ottocento hanno affrontato la questione del diritto al voto.
Essi hanno evitato finchè possibile il suffragio universale, rivendicato aspramente dai democratici che lo consideravano un diritto naturale.
Invece per i liberali il voto era un privilegio a cui accedere in base al censo.
In Inghilterra nonostante la riforma del 1832 solo il 5% della popolazione poteva votare, escluse le donne che ne avranno diritto solo nel 1918.
In Francia il suffragio universale maschile si avrà nel 1848, in Italia quello maschile e femminile si avrà esattamente 100 anni dopo.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del compromesso nel liberalismo?
- In che modo la Costituzione ha cambiato il panorama politico rispetto all'antico regime?
- Qual è l'atteggiamento dei liberali nei confronti della chiesa?
Il liberalismo si configura come un equilibrio tra un potere accentrato e l'azione politica popolare, cercando un compromesso tra queste due forze opposte.
La Costituzione rappresenta una novità radicale, affermando uno stato di diritto con leggi impersonali e generali valide per tutti, a differenza delle norme del passato.
I liberali mantengono un atteggiamento equilibrato verso la chiesa, essendo anticlericali ma non antireligiosi, e rifiutando i privilegi ecclesiastici in favore di pari diritti tra diverse confessioni.