Lezioni modulo LIS 3
Lezione 2 - Ordine lineare non marcato nelle lingue del mondo
Quando si parla di ordine non marcato si intende l’ordine naturale in una data lingua in una frase di soggetto, oggetto e verbo che viene spontaneamente prodotta. Soggetto, oggetto e verbo sono i tre elementi che determinano l’ordine di una lingua. Si dice ordine non marcato perché è l’ordine naturale di questi tre elementi che quella lingua utilizza in assenza di un contesto informativo precedente.
Abbiamo un ordine marcato quando vogliamo mettere in risalto un elemento della frase rispetto agli altri (un esempio è quando un elemento viene posto in posizione di topic all’inizio o alla fine della frase, ed è caratterizzato da elementi come una particolare intonazione diversa da come la facciamo solitamente che gli fanno da sfondo; nelle lingue dei segni questa particolare intonazione corrisponde alle componenti non manuali). L’ordine lineare è uno dei parametri di variazione delle lingue, cioè una di quelle informazioni che variano di lingua in lingua. Gli ordini lineari possibili nelle lingue del mondo sono 6, mentre gli ordini realmente attestati nelle lingue del mondo sono 5:
- SVO, SOV, VSO (utilizzati dal 95% delle lingue)
- OSV (utilizzato dall’1% delle lingue)
- OVS (utilizzato dallo 0% delle lingue, ovvero non è attestata nessuna lingua con quest’ordine)
Noi ci occuperemo dell’ordine non marcato.
Ruoli tematici e ruoli sintattici degli argomenti del verbo
Ruoli tematici
- Agente: colui che compie l’azione e coincide sempre con il Soggetto
- Paziente: colui che subisce l’azione e può essere sia soggetto che oggetto diretto
- Beneficiario: colui che riceve l’azione (come nei verbi trivalenti)
- Esperiente: colui che sperimenta uno stato (spesso) psicologico
Ruoli sintattici
- Soggetto
- Oggetto
Quando parliamo di argomenti del verbo, intendiamo il numero di elementi di cui il verbo ha bisogno per saturare la sua valenza. Distinguiamo verbi:
- Zerovalenti: che non hanno bisogno di nessun argomento per saturare la loro valenza (verbi meteorologici)
- Monovalenti: hanno bisogno di un solo argomento per saturare la loro valenza (correre, vivere)
- Bivalenti: hanno bisogno di due argomenti per saturare la loro valenza, solitamente un soggetto e un oggetto (abbracciare)
- Trivalenti: hanno bisogno di tre argomenti per saturare la loro valenza (dire, raccontare, dare, regalare)
Oltre alla valenza del verbo, gli argomenti stessi hanno dei ruoli, che possono essere sintattici (e questo ha a che fare con il ruolo sintattico che svolgono nella frase) e tematici (che sono i ruoli semantici che possiedono gli argomenti). Ruoli tematici e ruoli sintattici sono due categorie che non sempre coincidono.
Ordine lineare non marcato nelle lingue del mondo
Vi sono due criteri in base ai quali le lingue preferiscono un ordine SVO ad altri:
- Metti il soggetto prima dell’oggetto (agente prima del paziente)
- Metti il verbo prima dell’oggetto
Questo perché il soggetto (che è spesso anche agente) è il più importante nella gerarchia di salienza, cioè una gerarchia che ordina quali sono gli elementi più importanti nella frase e il soggetto è il primo elemento. In quest’ordine di salienza dove il soggetto è l’elemento più saliente, la posizione dell’oggetto spesso è dovuta alla necessità di non creare ambiguità tra due argomenti su quale sia il soggetto e quale sia l’oggetto. Per questo molte lingue mettono il verbo tra i due argomenti: per separarli in maniera più chiara. Quindi, l’argomento prima del verbo in un ordine non marcato spesso è il soggetto, quello che segue il verbo spesso è l’oggetto.
Ordine lineare nelle lingue dei segni
Le lingue dei segni mostrano la stessa varietà sintattica rispetto al parametro dell’ordine lineare riscontrata anche nelle lingue vocali. Tuttavia oggi sono solo due gli ordini attestati nelle lingue dei segni:
- SOV (come la LIS)
- SVO (come l’ASL)
Tecniche di raccolta dati per studiare l’ordine lineare
Quando si studia l’ordine lineare, come si raccolgono i dati per studiare l’ordine lineare? Si possono raccogliere:
- Dati naturalistici (che sono i dati spontanei, raccolti attraverso la registrazione del segnato o del parlato, realizzata senza la presenza del linguista)
- Dati elicitati (che sono i dati raccolti dal linguista, caratterizzati da compiti specifici che il linguista prepara e sono più mirati, sono utilizzati quando vogliamo ricercare e analizzare una costruzione più particolare e un po’ meno frequente nell’uso e quindi abbiamo bisogno di una tecnica di elicitazione più mirata).
Generalmente i dati si possono elicitare tramite:
- Traduzioni di frasi da una lingua all’altra (sconsigliatissimo per le lingue dei segni, perché non vogliamo che la lingua vocale – socialmente più prestigiosa – possa influenzare la lingua dei segni, anche per l’ordine lineare e quindi vogliamo che ci sia un ambiente privo di qualsiasi influenza da parte della lingua vocale)
- Uso di immagini (molto più consigliato per le lingue dei segni, come lo studio di Laudanna del 1987)
- Giudizi di grammaticalità (consiste nella richiesta esplicita da parte del linguista del mostrare una frase in LIS e chiedere se è per lui o per lei grammaticale o no, dunque se la accetta oppure no)
Fattori che influenzano l’ordine lineare
Nonostante la lingua dei segni abbia un ordine non marcato, quello standard, ci sono dei fattori che possono influenzare e possono determinare un cambiamento di ordine rispetto a quello non marcato. Questi fattori sono ad esempio:
- L’uso di costruzioni locative [O (locativo) SV]
Le costruzioni locative implicano l’uso di un costituente che indica il luogo in cui un certo evento avviene. Ad esempio, se voglio realizzare l’equivalente in LIS di “il libro è sul tavolo”, in italiano l’ordine rimane soggetto, verbo e poi il locativo, mentre in LIS (nonostante sia soggetto, oggetto, verbo) viene invece preferito l’ordine locativo tavolo, soggetto e poi il classificatore predicativo.
Questo è stato visto nelle lingue dei segni per i quali già c’è un’analisi, uno studio sull’ordine lineare e si è notato che la presenza di una costruzione locativa influisce sull’ordine della frase, cambiando l’ordine non marcato della LIS.
- Presenza nella frase di verbi flessivi e non flessivi che condividono l’ordine SOV, ma che tuttavia variano nella frequenza dell’ordine SVO.
Si è visto, studiando l’ordine nelle lingue dei segni, che mentre i predicati flessivi (quelli che mostrano chiaramente e apertamente l’accordo con gli argomenti) favoriscono un ordine soggetto, oggetto, verbo nelle lingue dei segni in generale che sono state studiate ad oggi, in presenza nella frase di un predicato flessivo che mostra l’accordo con il soggetto e con l’oggetto, con questi predicati flessivi è possibile anche l’ordine SVO (per alcune lingue quest’ordine è addirittura favorito).
Dunque: i predicati flessivi che realizzano tratti morfo-sintattici (flessione aspettuale spaziale) favoriscono un ordine SOV, nei verbi non flessivi è possibile trovare anche l’ordine SVO.
Perché i verbi non flessivi vanno verso un ordine SVO? Perché avere il soggetto e l’oggetto vicini può rendere ambigua la determinazione di chi può essere l’oggetto e chi sia il soggetto: questo spinge a volte i segnanti a prediligere con i verbi non flessivi (che non mostrano l’accordo con il soggetto e con l’oggetto o con quei verbi realizzati sul corpo) l’ordine SVO, cioè a separare i due argomenti dal verbo in modo che sia chiaro che l’argomento che precede il verbo è il soggetto, quello che segue è l’oggetto. Per lo stesso motivo, i verbi flessivi (che si flettono nello spazio per realizzare l’accordo con soggetto e oggetto partendo nel luogo dello spazio segnico associato con soggetto e dirigendosi nel luogo dello spazio associato con l’oggetto) mostrano già chiaramente chi è il soggetto e chi è l’oggetto, quindi i segnanti possono anche realizzare l’ordine SOV perché i ruoli sintattici sono già chiariti dal movimento del verbo.
- Predicati non flessivi: favoriscono un ordine SVO oppure l’uso di ausiliari d’accordo (sono dei segni che non hanno un significato semantico ma solo grammaticale che servono a chiarire chi è il soggetto e chi l’oggetto e quindi realizzano l’accordo spaziale che il verbo non realizza perché è non flessivo).
- Presenza di classificatori predicativi (cioè dei predicati realizzati da un classificatore, che sappiamo che si spostano nello spazio segnico e quindi realizzano apertamente l’accordo con gli argomenti e questo favorisce la presenza di un ordine SOV).
- Reversibilità dei predicati e animatezza degli argomenti: a volte se io ho una frase con un argomento che è vivente/umano e un altro argomento che è un oggetto, è facile che il soggetto sia l’elemento umano che realizza un’azione sull’oggetto inanimato. In questo caso anche se il verbo è un verbo non flessivo, che quindi non specifica chi è l’oggetto e chi è il soggetto, io non ho problemi a mantenere il soggetto vicino all’oggetto e a realizzare un ordine SOV, perché la semantica, i tratti semantici di questi due argomenti, più animato, meno animato, già mi aiutano a capire chi è il soggetto e chi l’oggetto. Ad esempio, in “Luca mangia la mela” è difficile che sia la mela a mangiare Luca: anche se mangiare è un verbo non flessivo sul corpo, io posso mantenere l’ordine SOV senza il rischio che ci siano ambiguità tra i ruoli sintattici tra i due argomenti. Quindi, l’animatezza tra i due argomenti, il fatto che siano animati o inanimati, influisce anche sulla possibilità di realizzare un ordine o un altro.
La reversibilità del predicato è un fattore importante: che cosa vuol dire? Un predicato è irreversibile quando io posso invertire i ruoli sintattici degli argomenti e la frase resta/è ancora accettabile. Quindi se io dico “Luca abbraccia Sara” oppure cambio l’ordine dei due argomenti e dico “Sara abbraccia Luca”, la frase va ancora bene: questo vuol dire che “abbracciare” è un verbo irreversibile (posso dunque invertire l’ordine degli argomenti ottenendo un risultato ancora grammaticale). Ma se io dico “Luca mangia la mela” non posso dire “La mela mangia Luca” (quindi “mangiare” non è un verbo reversibile, a meno che non abbiamo a che fare con due entità animate, ma anche lì risulterebbe un po’ anomalo).
- Presenza di soggetti pronominali (NSL: da SVO a VOS)
I soggetti possono essere entità piene, nomi pieni (come nomi propri o sintagmi nominali pieni) oppure pronomi (come lui, noi). In alcune lingue dei segni (come la lingua dei segni olandese che ha un ordine SVO) è stato visto che in presenza di soggetto pronominale ha un ordine VOS, con il soggetto alla fine.
Studi sull’ordine in LIS
Primo studio: Laudanna (1987)
Analisi di due tipologie di corpus:
- Giudizi di grammaticalità: ha intervistato una segnante nativa sorda
Risultati: ha trovato i seguenti ordini:
- Ordine SVO
- Ordine SOV solo dopo pausa dopo il soggetto o se incorporazione oggetto-verbo
- Costruzione possessiva: con possessore-possessivo-posseduto (PAPÀ SUA RADIO)
- Produzione elicitata: gruppo di sordi (metà aveva genitori sordi, metà aveva i genitori udenti)
- Oggetto di investigazione: hanno utilizzato delle immagini per elicitare frasi a due argomenti reversibili attive, frasi a due argomenti non reversibili attive o frasi locative
Risultati - ordini favoriti:
- SVO con verbi reversibili
- SOV con verbi non reversibili, con accordo spaziale tra il verbo e gli argomenti e con classificatori
Secondo studio: Geraci (2002)
Tipologie di dati analizzati, che derivavano da:
- Conversazioni spontanee di sordi nativi e non nativi
- Giudizi di grammaticalità
- Produzione di interpreti esperti
Risultati: ordini individuati
- SOV è l’ordine non marcato prevalente
- SVO solo con oggetti (fonologicamente) pesanti (frasi relative) o ripetizione di concetto
Terzo studio: Branchini e Geraci (2011)
Obiettivo: verificare l’ordine non marcato in LIS
- Compito: conversazione libera
- Analisi condotta su tre città: Bologna, Roma, Bari
- 54 segnanti giovani, medi, anziani
Questo studio fa parte del PRIN.
Dimensioni di variazione in LIS (PRIN 2008-2010)
PRIN: Progetto di Ricerca a Interesse Nazionale ed è finanziato dal Miur. È stato svolto tra il 2008 e il 2010.
Corpus: il corpus è una collezione di testi autentici che possono essere elaborati da un computer, rappresentativa di una lingua o di una varietà di una lingua
Obiettivo: individuare una varietà standard e i fattori sociolinguistici responsabili delle varietà linguistiche delle LIS, descrivere la LIS a livello lessicale, morfologico e sintattico
Partecipanti: 165 segnanti
4 compiti:
- Conversazione libera (gruppi di tre chiacchieravano liberamente, video ripresi ciascuno da una videocamera: 3 videocamere ognuna puntata su un segnante)
- Narrazione individuale (10 minuti, ripresi da una videocamera)
- Dialogo per elicitazione di domande (compito per elicitare le interrogative)
- Denominazione di immagini (erano state preparate delle immagini e le persone dovevano dare tutti i segni che conoscevano per quel concetto)
Fasi della ricerca
- Annotazione dei dati con ELAN, un software elaborato per analizzare i dati in lingua dei segni. Sono stati annotati i primi 10 enunciati transitivi con oggetto espresso per un totale di 540 frasi. Codifica grammaticale dei dati per la variabile dipendente, l’ordine del verbo rispetto all’oggetto. Si è rispettata la varietà nella tipologia di predicati presi in considerazione (non più di tre occorrenze dello stesso predicato per segnante). I classificatori presenti non implicano l’incorporazione dell’oggetto. Non sono state prese in considerazione le costruzioni locative perché prive di un predicato espresso.
Ci sono dei fattori linguistici e dei fattori sociali che possono influire su un ordine o l’altro:
Predittori linguistici: elementi linguistici che ci aspettavamo potessero avere un’influenza nella realizzazione dei segni. I predittori linguistici che possono determinare l’ordine dei segni e che possono influire sull’ordine della frase sono ad esempio:
- Presenza di elementi funzionali (elementi della frase che hanno un contenuto grammaticale sintattico)
- La negazione
- La marca aspettuale “FATTO”
- I modali
- La forza della frase
- Dichiarativa
- Interrogativa
- Imperativa
- Il tipo di frase
- Principale
- Subordinata
- Il tipo di oggetto
- Nome
- Nome modificato da oggetto
- Pronome
- Coordinazione di 2 nomi
- Quantificatore
- Sintagma wh- (perché sappiamo che si possono spostare)
- La classe del predicato
- Privo di accordo
- Accordo con un argomento
- Accordo con due argomenti
- Reversibilità del predicato
- Reversibile
- Non reversibile
- Animatezza degli argomenti
Predittori sociali: varianti sociali che potevano influire sul modo in cui segnavano i nostri segnanti
- Il genere (può esserci differenza tra il segnato di una donna e quello di un uomo)
- La provenienza geografica (luogo in cui abitavano)
- L’età (anziani, giovani e medi, metodo educativo utilizzato)
- Il livello di istruzione (studi superiori o studi solo elementari)
- La provenienza familiare (esposizione linguistica alla LIS, con presenza o meno di persone sorde)
- La residenza in città/campagna (nelle città più favorita l’innovazione linguistica)
- La professione (sarebbe un criterio per le lingue vocali, per quanto riguarda i segnanti, non è tanto influente l’estrazione sociale, quanto il ruolo ricoperto all’interno della comunità sorda)
- Il livello di esposizione a registri elevati
Ogni partecipante, prima di essere intervistato doveva riempire una scheda con tutte le sue informazioni (che riguardavano l’età, la provenienza geografica e tutti gli altri fattori sociali) per poterli poi registrare e incrociarli con la sua varietà linguistica e vedere poi (attraverso le analisi statistiche) se c’era corrispondenza, se era rilevante l’unione del fattore sociale con quello linguistico e se si poteva fare una generalizzazione.
Ad esempio: gli anziani che abitano al sud usano un certo tipo di ordine. La cosa interessante è che è stata notata molta variazione anche all’interno dello stesso segnante: quindi lo stesso segnante all’interno dell’intervista poteva usare ordine SVO o SOV. Quello che di solito colpisce e confonde uno studente che inizia ad approcciarsi alla lingua dei segni è vedere magari che qualcuno segna con un ordine SOV, altri (magari più anziani al circolo ENS segnano con un ordine SVO) e questo può confondere! In realtà stiamo imparando che qui sono tanti i fattori che possono influire sul modo di segnare: ci sono alcune strutture sintattiche che sono più influenzabili da fattori sociali o fattori linguistici, altre invece di meno.
Risultati
Abbiamo scoperto che del piccolo corpus...
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