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Modulo 1

Prima lezione: perché è importante capire il diritto delle varie religioni?

Le trasformazioni del panorama giuridico-religioso dell’Europa

1. La visibilità delle religioni nello spazio pubblico

Molto più presenti e visibili oggi che trent’anni fa.

Cause:

  • Declino delle ideologie secolari (col crollo del muro di Berlino crolla l’ultima grande ideologia secolare rimasta in piedi, quella marxista). Queste ideologie secolari servivano a spiegare il mondo, fornivano una chiave interpretativa della realtà e fornivano un sentimento di solidarietà fra i loro appartenenti. Poi queste ideologie scompaiono, non ci crede più nessuno, per cui rimane un vuoto. Questo vuoto viene in buona parte colmato dalle religioni.
  • Globalizzazione: in certi settori della nostra vita, i confini non contano più (es. i film che si vedono negli Stati Uniti si vedono in Sud Africa e in Giappone). È nato un bisogno di radici, di tradizioni, di una dimensione locale, dove io posso essere sicuro, dove posso sentirmi a casa mia. Le religioni sono state capaci di parlare questo linguaggio dell’identità. Le religioni sono capaci ancora di mobilitare le persone.
  • Progresso scientifico e tecnologico: pensiamo al campo della bioetica, trent’anni fa c’era solo un modo di nascere, oggi ce ne sono almeno tre. Sono venute meno certezze che prima erano solide. Le religioni danno in questo campo una risposta solida, che può piacere o non piacere, ma viene percepita come un punto fermo in un mondo che cambia velocemente.
  • Immigrazione: oggi si vive in una società multiculturale che ha creato una reazione soprattutto in quelle persone che hanno visto cambiare anche cose importanti (es. il modo di concepire i rapporti fra genitori e figli). Questo cambiamento rapido e massiccio hanno generato un bisogno d’identità. Le religioni sono state in grado di parlare questo linguaggio.

La globalizzazione è meno percepibile dell’immigrazione.

Giulia Sangaletti, Beatrice Sambusiti (vietata la modifica, vendita, pubblicazione e circolazione)

2. La pluralizzazione delle religioni

Vi sono tante religioni in uno stesso territorio.

Vi sono grosse trasformazioni della demografia religiosa: Medio Oriente, Penisola arabica, America latina, Stati Uniti, Europa; la causa è l’immigrazione.

Il problema: la “governance delle religioni” nello spazio pubblico. Evitare i conflitti tra le persone che vivono nello stesso spazio.

3 esempi:

  • L’”affaire du foulard” in Francia (2004): proibito agli studenti delle scuole francesi di indossare simboli religiosi molto evidenti.
  • Le vignette su Maometto in Danimarca (2005): un giornale pubblica vignette offensive su Maometto e ciò crea gravi disordini pubblici nei paesi mussulmani. In occidente, s’inizia a pensare al rapporto fra la libertà di espressione e le offese gratuite a una religione.
  • Il divieto di costruire minareti in Svizzera (2009). È una maniera per salvaguardare una tradizione architettonica della Svizzera? È una limitazione alla libertà religiosa mussulmana?

Una spiegazione storica

La maniera tradizionale di governare tra Stato e religioni oggi è attuata male.

Perché? Torniamo indietro di quattro secoli.

Le guerre di religione (1500) si creano a seguito della riforma Luterana. Per la prima volta si trovano a vivere insieme cattolici e non cattolici, cioè i protestanti. Questi cominciano a combattere tra di loro. Fu difficile porre fine a queste guerre perché erano qualcosa di nuovo per le quali le vecchie risposte non valevano; le guerre medievali erano in teoria risolvibili attraverso l’aiuto a un’autorità più alta a cui obbedire, il papa, che interveniva quando il re di Spagna e di Francia non trovavano un accordo. Con queste nuove guerre, questo schema non va più bene perché il papa non è riconosciuto da entrambe le fazioni. Fu difficile porvi fine, ma fu così grazie a due soluzioni:

Risposta politica

1) I cittadini devono adottare la professione del sovrano, quelli che non sono d’accordo hanno il diritto di andarsene: nascita degli stati confessionali, necessità del sovrano di avere una popolazione omogenea che non dia problemi.

Risposta filosofica

2) Fu trovata da Grozio; noi abbiamo bisogno che ci sia qualcosa di comune alle due parti (protestanti e cattolici) in lotta per costruire su lì. La cosa in comune non è più Dio (perché i cattolici e i protestanti credono in un Dio diverso), ma la ragione. Il centro della ragione viene spostato nella vita privata; le decisioni pubbliche devono basate su argomentazioni razionali, come se Dio non esistesse perché è l’unico modo per porre fine alle guerre di religione. Il fondamento del diritto pubblico è il diritto naturale basato sulla ragione. Questa seconda risposta resta confinata, fino a quando declinano gli stati confessionali e nascono gli stati laici che possono comprendere cittadini diversi, tutti a proprio agio.

Giulia Sangaletti, Beatrice Sambusiti (vietata la modifica, vendita, pubblicazione e circolazione)

In uno stato laico i diritti civili e politici non dipendono dal credo dei cittadini. Non è un’idea pacifica in tutto il mondo. Il problema è che ci sono tanti modelli diversi di stato laico; lo stato laico della Francia è profondamente diverso da quello della Germania: dobbiamo chiederci di quale laicità stiamo parlando.

Usciti dalle guerre di religione, i due modelli di soluzione presentano dei limiti: il limite dello stato confessionale è quello di non riuscire a integrare la pluralità delle religioni (uno stato Luterano ha il problema di far sentire a casa propria anche i cittadini ortodossi; lo stato laico ha il problema di gestire la crescente visibilità delle religioni nello spazio pubblico (lo spazio pubblico deve essere neutrale, quindi ad es. non ci deve essere un crocifisso nelle scuole), ma eliminare la religione dallo spazio pubblico è già una scelta ideologica in sé, non è una scelta neutrale perché si sceglie la non-religione.

La pre-condizione della “governance” è la conoscenza delle religioni e dei loro diritti.

Sapere e governare

Perché abbiamo bisogno di conoscere i diritti delle religioni:

  • Evitare lo stereotipo dell’altro. Quando un gruppo di persone si trova davanti a una trasformazione rapida e importante (come l’immigrazione) si finisce per costruire un’immagine dell’altro non corrispondente alla realtà; o a causa della mia paura o a causa del mio desiderio (di volerlo simile a me). Es. stereotipo dell’Ebreo (tutti gli ebrei sono avari, infidi, con un lungo naso adunco). Il pericolo è che oggi si costruiscano stereotipi come il rom, il mussulmano etc. Tutti i mussulmani sono terroristi, tutti i mussulmani maltrattano le donne. Se io conosco meglio l’altro, è più difficile che ne costruisca un’immagine diversa dalla realtà.
  • Prevenire conflitti religiosamente motivati tra persone che vivono nello stesso spazio fisico. Se io conosco perché l’Islam ammette la poligamia, io posso continuare a sostenere che vada combattuta, ma sono in grado di evitare che sorgano conflitti.
  • Costruire una società inclusiva (che sia capace di includere l’altro): il 20% delle donne che sta per partorire viene dall’Asia o dall’Africa, io devo organizzare quel reparto in modo da includere queste persone perché il loro modo di esprimere la gioia e il dolore è diverso.

Obiettivo del corso: comprendere i problemi di “governance” a partire dalla prospettiva delle religioni.

Esempi:

  • Matrimonio e diritto di famiglia.
  • Libertà religiosa (apostasia, proselitismo ecc.): io posso cambiare religione? Per noi è possibile; per seguaci di altre religioni come l’indù, non è possibile perché è qualcosa che non si sceglie, è come la mamma.
  • Lo Stato (democrazia, laicità, rule of law, ecc).

Le trasformazioni del panorama giuridico-religioso dell’Europa

In Europa esistono tre grandi modelli:

  • Stato confessionale (in Europa ci sono due o 3 varianti: 1) in Inghilterra la chiesa è stabilita per legge; 2) Danimarca; 3) la religione dominante è quella prevalente tra la popolazione del paese). Questo modello tende a essere abbandonato. È stato abbandonato nel 2000 dalla Svezia, nel 2014 la Norvegia abolirà la propria chiesa di stato. Sembrava che succedesse così per tutti, invece questa tendenza si è abbandonata. Sicuramente è in declino.
  • Separazione fra stato e chiesa (definizione giuridica): stato laico. Lo stato è distinto dalle religioni, che possono esistere, ma almeno tendenzialmente possono esistere solo come organizzazioni private, non pubbliche. È un modello che ha difficoltà a governare la presenza pubblica delle religioni. Questo è un concetto proprio della religione cristiana e della cultura occidentale ed è quindi un concetto difficile da capire per le altre culture.

Il modello che sembra prendere più piede in Europa è il modello della separazione amichevole, di una laicità positiva, un modello in cui non c’è una chiesa di stato, ma neanche una separazione netta fra stato e religioni, la parola “chiave” è cooperazione fra stato e religioni: sono due sfere distinte, ma l’uno e le altre devono accordarsi perché senza un accordo i cittadini non riusciranno a dare una risposta alle proprie esigenze religiose. Un esempio di collaborazione è insegnare religione nelle scuole pubbliche, dare efficacia civile a un matrimonio religioso. Questo modello sembra conciliare i due problemi.

Lezione 2

Ordinamento giuridico come insieme di norme organizzate

Un ordinamento giuridico: in qualsiasi società vi sono molte norme che regolano i comportamenti delle persone, se vogliamo che la società si sviluppi in maniera ordinata è necessario dare un’organizzazione alle norme: un ordinamento giuridico è un sistema organizzato di norme che ha una sua coerenza interna.

Ma in base a quali criteri organizziamo le norme? Secondo il loro contenuto, secondo la materia regolata (es. penale, regolano una certa area, altre norme civili regolano un’altra area). Le norme sono distribuite in modo da regolare le varie aree. O secondo la loro importanza; le norme non hanno tutte lo stesso valore: gerarchia delle fonti.

Ogni ordinamento giuridico (originario) ne contiene al suo interno altri, gli ordinamenti giuridici derivati.

Ordinamento giuridico italiano: ordinamento giuridico comunale/regionale. Come facciamo a distinguere quelli derivati da quelli originali? Il concetto è quello della sovranità; l’ordinamento giuridico italiano non deriva la sua forza da un altro ordinamento, invece quello della Lombardia esiste da una norma di quello italiano.

Una persona può essere soggetta a due norme di diversi ordinamenti. Di solito questa doppia giurisdizione non crea problemi perché applichiamo il criterio della gerarchia. La complicazione deriva dal fatto che esistono più ordinamenti giuridici originari (es. Italia e Francia).

Rapporti tra ordinamenti giuridici

Come colleghiamo diversi ordinamenti giuridici dello stesso livello? Se un italiano sposa una marocchina, la sentenza di divorzio emanata dal tribunale italiano avrà valore anche in Marocco? C’è una valvola di sicurezza che è il principio di ordine pubblico che impedisce a una norma di un ordinamento di avere valore anche in un altro ordinamento.

La complicazione ulteriore riguarda il fatto che un numero ampio di soggetti di un ordinamento giuridico si sentano vincolati a norme di un altro ordinamento giuridico originario, quello religioso. Gli ordinamenti giuridici religiosi sono originari. Ma sono anche sovrani? Se una religione non ha un territorio si può parlare di sovranità? La soggettività giuridica è riconosciuta anche a soggetti che non hanno territorialità. Però queste sono eccezioni quindi la parola sovranità si applica agli stati, non possiamo trasporla a soggetti non statali. Le religioni non sono elementi giuridici sovrani.

Santi Romano: la sua tesi è la pluralità degli ordinamenti giuridici. Lui pensa all’Italia e dice che qui esistono più ordinamenti giuridici. Fine della prima guerra mondiale, lo stato liberale comincia a mostrare le sue crepe, i suoi limiti; ci sono organizzazioni sindacali molto forti che indicono lo sciopero, il quale viene vietato dallo stato, ma loro fanno sciopero lo stesso. A chi obbediscono? Al sindacato: l’ordinamento giuridico a cui fanno riferimento è il sindacato. Non è vero che esiste un solo ordinamento giuridico primario, ne esistono diversi e le stesse persone decideranno a quale comando obbedire.

Criterio della distinzione degli ordinamenti: lo stato italiano ha competenza per tutte le materie temporali, secolari. La Chiesa cattolica ha competenza nelle materie spirituali. La vita degli uomini può distinguersi in due zone, c’è poi in mezzo una zona grigia su cui si dovrà mettersi d’accordo. Ultimamente questa idea (della divisione fra materia secolare e materia spirituale) non funziona più benissimo perché è un’idea molto cristiana, ma non condivisa da altre religioni, è un’idea molto occidentale, non condivisa in Oriente: il confine fra secolare e spirituale comincia a oscillare.

Fonti del diritto

Definizione: fatti o atti giuridici che hanno come effetto la creazione o abrogazione di una norma. (La consuetudine è molto importante nei diritti religiosi).

  • Distinzione tra fatti normativi e atti normativi.
  • Distinzione tra atti/fatti normativi con validità erga omnes o inter pares.
  • Quale autorità conferisci ad un atto/fatto valore normativo? Consuetudine (l’idea che ci si deve uniformare alla condotta precedente: col tempo il comportamento acquisterà valore anche giuridico), precedente (io ho trovato una soluzione a un problema, la uso sempre), rispetto patti (accordo fra 2 o più persone), autorità divina (bisogna obbedire alla regola perché è stata dettata da Dio o comunque risale a qualcosa di sacro perché ad esempio l’induismo non crede in una rivelazione divina ma crede a regole sacre che governano il mondo e che devono essere rispettate), autorità politica (sovrano, parlamento e altre fonti legate al potere politico).

9 marzo

Diritto e religione sono due realtà strettamente connesse: il diritto esprime il tentativo di realizzare un modo giusto di rapportarsi alle persone invece la religione cerca di dare una risposta a qual è il senso della vita. Religione e diritto per lungo tempo sono state mischiate insieme; i diritti dell’antichità avevano tutti un carattere religioso. Il primo codice giuridico, il codice di Hammurabi (2200 a.c.), sono scolpite nella pietra sono scolpite 282 norme giuridiche ed è scolpito il dio sole che dà queste leggi.

Lo stesso vale per il diritto romano che è strettamente legato alla religione, però nel mondo romano troviamo una prima distinzione fra diritto religioso e diritto secolare, infatti abbiamo due parole diverse Ius e fas (diritto religioso). Servio (fine 4 sec. d.c.): ad religionem fas, ad nomine iura pertinent. Questa distinzione è ancora in fase embrionale.

Diritto ebraico

Popolo ebraico: cronologia

  • Non si sa bene quando abbia origine come popolo.
  • I primi dati precisi riguardano il 18-13 sec. a.c. quando vi fu la schiavitù egizia, il popolo ebraico scappa dall’Egitto, durante questo viaggio sul monte Sianai Mosè riceve da Dio le prime leggi, le leggi bibliche; Dio dà al popolo ebraico una terra e in cambio il popolo ebraico si impegna a rispettare queste leggi.
  • Ritorno in Palestina.
  • Periodo monarchico.
  • Due regni.
  • Esilio babilonese (esodo, perché gli ebrei vengono sconfitti dai babilonesi).
  • Nel secondo secolo d.c. gli ebrei furono cacciati dalla Palestina, in seguito alla guerra contro i romani. È in questo periodo che nasce la Mishnà.
  • Diaspora, gli ebrei si disperdono in tutto il mondo: dal punto di vista tecnico si formano due rami diversi: gli ebrei Sefarditi (Africa) e gli ebrei Askenazi (quelli che emigrano in Europa). Si perde la lingua originale. In questa fase nasce il Talmud.
  • Dominazione musulmana della Palestina (7-20 sec. d.c.).
  • Fino alla rivoluzione francese, le comunità ebraiche che vivono in Europa e in terra musulmana, si erano autogestite dal punto di vista giuridico perché nei loro rapporti interni applicavano il diritto ebraico. Questa libertà gli ebrei la pagavano essendo cittadini di seconda classe, cioè non godevano degli stessi diritti degli altri cittadini (anche perché in terra cristiana erano accusati dell’uccisione di Gesù Cristo).

Giulia Sangaletti, Beatrice Sambusiti (vietata la modifica, vendita, pubblicazione e circolazione)

Le cose cambiano con Napoleone (anche un po’ prima era cominciato un po’ il cambiamento); in questo periodo che va dal 1789 al 1815 nei paesi dell’Europa occidentale, si stabilisce un nuovo accordo tra gli stati e le comunità ebraiche: hanno gli stessi diritti e doveri, però accettano di assoggettarsi a tutte le leggi dello Stato. Non è più riconosciuto alcun valore dallo

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bimbina89-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto canonico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Ferrari Silvio.
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