K. Pinthus - Menschheitsdämmerung (Vorwort)
Questo volume non è una semplice raccolta, rappresenta la totalità del tempo.
Non sarà letto in maniera verticale, ma orizzontale: assieme, contemporaneamente e simultaneamente, si ascolta “sinfonicamente”.
L’intensità e il radicalismo di questa epoca vogliono combattere per portare a una nuova, migliore umanità.
Principali esponenti nella raccolta: Heym, Trakl, Stadler, Lichtenstein, Ehrenstein, Becher, Benn, Stramm...
Si cerca di trovare e risvegliare l’umano nell’uomo.
L’uomo può essere salvato solo tramite l’uomo, non tramite l’ambiente.
Si predica l’unità e la comunità e la fratellanza nell’umanità.
Intensità ed esplosione sono concetti che si adattano all’espressionismo, dove il principio estetico dell’arte per l’arte viene assolutamente disprezzato.
La qualità principale di questi poeti è l’intensità che mettono nelle loro opere.
Nessuno ha voluto incoronarsi con l’alloro ed essere il lirico per eccellenza.
La poesia di questo tempo è pure e chiara, è fine e inizio contemporaneamente. Dopo aver provato ogni forma possibile e immaginabile, bisogna tornare alla semplicità.
G. C. Argan - L’estetica dell’espressionismo
Nuovo modo di comunicare, con altre strutture linguistiche.
La comunicazione è in rapporto a un’azione che si vuole esercitare.
È l’azione che comunica la propria spinta.
Maggiore è la resistenza, maggiore sarà la spinta: l’arte colpisce e scuote.
Critica la borghesia al fine di svegliarla.
Le idee sono scelte per la forza dirompente, più che per il contenuto.
L’arte non è un modo di conoscere, ma un’azione che si fa e non si esercita sulla natura ma sull’uomo.
Ne consegue una negazione di Dio.
Il creare è umano, non divino.
Nell’espressionismo si riconoscono due cicli, Brücke e Blaue Reiter, ma non hanno stilato un programma o basi teoriche.
È il culto della personalità espresso dalla collettività che esprime.
Non si inneggia all’esistenza, la si coglie; ciò non può essere rappresentato ma espresso.
L’immagine non è equivalente alla realtà, ma ha un’esistenza autonoma e fisica.
Se l’espressione esprime l’esistente, allora non si producono simboli ma fenomeni.
C’è coincidenza tra esistenza e espressione.
La colpa dell’isolamento dell’artista è della società cristiana, che pone la vera esistenza in un altro mondo.
L’arte rivela la condizione tragica della bellezza.
L’espressionismo è antistoricista e non ha tradizione (Benn dirà che c’è sempre stato).
L’esistenza è al di là della ragione storica, la prima cosa da fare, per cominciare l’esistenza, è finire la storia.
Rifiuto dell’idealizzazione, soltanto la sensazione può descrivere.
L’artista che decanta la sensazione produce l’immagine assoluta.
L’artista indica un modo (non idealizzato) di cercare la libertà.
Occorre portare all’estremo il brutto storico per scoprire, immediatamente al di là di esso, il bello inatteso della pura esistenza.
Il brutto è un trauma, una cortina da lacerare per conquistare il bello.
Il teatro è l’orizzonte ultimo dell’espressionismo, l’opera d’arte totale.
L’estetica della pura visibilità può essere annunciata con concetti e parole, ma espressa solo nell’opera dell’artista.
L’immagine è una realtà in sé.
Nelle opere non possiamo usare spazio e tempo, che sono concetti umani, bisogna cercare queste caratteristiche internamente all’immagine.
Si rappresenta il movimento, la mutazione, la metamorfosi.
Estetica fondata non più sul concetto di forma ma sul concetto di segno: estetica semantica.
K. Edschmid - L’espressionismo letterario
Una serie di parole concatenate che può farci capire come si sviluppa l’espressionismo: entusiasmo > tormento > ardire > crudeltà > distanza > assalto > sguardo più esperto.
In Germania si hanno queste opere più tormentate perché è insito nella mentalità.
Grande fu la figura di Stefan George, ancora però troppo vicino alla realtà e all’Estetismo, ma getta solide basi per il futuro.
L’impressionismo ha dato buoni spunti, ma non è mai stato “totale”.
L’Espressionismo non ha nulla a che fare con l’Impressionismo.
L’Espressionismo ha antenati di ogni genere, in ogni paese e in ogni epoca.
Esprime un’emozione duratura, un sentimento universale.
Occorre creare una nuova immagine del mondo.
La realtà deve essere creata dall’uomo.
I fatti hanno valore solo in quanto, tramite essi, la mano dell’artista cerca di afferrare ciò che sta dietro ad essi.
L’artista inserisce il singolo fenomeno nel gran tutto che costituisce il mondo.
Tutto viene posto in rapporto con l’eternità.
Si cerca l’essenza autentica dei significati.
L’uomo diventa Uomo.
Con l’esplosione dell’intimo l’Uomo si lega a tutte le cose.
Non riflette su se stesso, si coglie nell’esperienza.
Lo guida non un pensiero falsato, ma il suo grande sentimento.
Quest’arte rinuncia alla solita psicologia, perché dallo psicologismo deriva solo analisi.
Ciò che interessa è invece l’immediato.
La liquidazione dell’impianto psicologico dà all’opera d’arte una nuova e più nobile struttura: si elimina l’accessorio e si mantiene solamente l’essenziale.
Il tutto riceve contorni marcati, una linea e una forma essenziali.
L’essenziale: non più un individuo che pensa, bensì il Pensiero.
Fine della parola descrittiva: la parola ora è freccia, penetra all’interno dell’oggetto e ne viene animata, cristallizza l’immagine essenziale della cosa. Cadono le parole riempitive, il verbo si dilata e appuntisce, l’aggettivo si fonde con la parola significante, che deve rendere l’essenza del mondo nel modo più conciso possibile.
Ciò che viene definito “Espressionista” non è una nuova moda o un movimento artistico: è il tenere in mano le radici delle cose, è una cosa dell’umanità, e c’è stato Espressionismo in ogni epoca.
L’idea è il desiderio di perfezione, ma per creare serve la forza.
G. Benn - Lyrik des expressionistischen Jahrzehnts
Che cosa è espressionista? Perché alcuni contemporanei sono detti espressionisti? Perché alcuni grandi autori del passato possono avere tratti “espressionisti”?
Stramm, Heym, Becher, perché sono espressionisti?
Un po’ di espressionismo non si trova forse anche in Goethe, in Nietzsche (molto), in Hölderlin, in Hauptmann, in Conradi, in Wagner per la musica, in Cézanne, Van Gogh e Munch per la pittura?
Nell’Espressionismo c’è una nuova verità e un antico assoluto.
Si apre una nuova immagine dell’uomo.
È una rivolta fatta di eruzione, di estasi, di odio, della ricerca di una nuova umanità, di scuotimento della lingua per lo scuotimento del mondo.
Quanti espressionisti sono morti in guerra... e se avessero continuato a produrre? Dove saremmo arrivati?
Questa generazione tendeva verso l’assoluto con forme dure e astratte, sia in campo poetico, che pittorico, che musicale.
Una generazione oppressa: derisa, schernita, espulsa dalla politica e degenerata; una generazione improvvisamente scossa dalla guerra, destinata a breve vita.
G. Benn - Worte (Aprèsslude)
Solo: tu con le parole
e ciò è veramente solo,
Cornette e archi di trionfo
non sono in questo Essere.
Tu li vedi nell’anima
nelle loro espressioni precedenti e originarie,
Anno dopo anno - tormentati,
non li trovi.
E sopra bruciano le torce
nel debole rifugio dell’uomo,
la parola risuona sicura
dalle labbra, rosate e umide.
Solo i tuoi anni ingialliscono
in un’altra mente,
fino nei sogni: Sillabe -
ma tu vai avanti silenziosamente.
G. Benn - Kommt (Aprèsslude)
Venite, parliamo insieme
chi parla non è morto,
ma guizzano le fiamme
già tanto sui nostri bisogni.
Venite, diciamo: i blu,
venite, diciamo: il rosso,
noi ascoltiamo, spiamo, guardiamo
chi parla non è morto.
Solo nel deserto,
nel tuo orrore del Gobi -
diventi solo, nessun seno,
nessuno dialogo, niente donne.
E così vicino agli scogli,
conosci la tua debole barca -
venite, aprite le labbra,
chi parla non è morto.
V. Kandinsky - Il problema della forma
All’interno del saggio viene teorizzato il principio della necessità interiore dell’arte (su cui si fonda non solo la poetica del movimento, ma più generalmente tutta la pittura astratta a partire dall’opera di Kandinsky).
Inizialmente si tratta del processo che porta alla realizzazione di un’opera d’arte: esso viene innescato da uno spirito creatore che produce un impulso interiore, tale per cui l’uomo inizia a ricercare una forma in grado di oggettivarlo (si parla in questo caso di creatività, che viene paragonata ad un raggio bianco che feconda). La negazione dello spirito (occorsa durante il XIX secolo) è una mano nera che uccide, attraverso cui si esprimono la grettezza piccolo-borghese e l’ottusità propria di una cultura materialistica.
La forma viene definita come l’espressione esterna del contenuto interiore, elemento in grado di suscitare vibrazioni nell’anima dello spettatore. Essa è caratterizzata dalla compresenza di tre elementi ineliminabili: l’impronta della personalità dell’artista, del tempo, (che ne condiziona lo stile), e dello spazio (a cui è da attribuire l’assunzione di caratteri “nazionali” da parte delle opere d’arte). Conseguentemente gli artisti che vivono in uno stesso periodo storico elaborano forme tra loro affini, dando origine ad un movimento. La forma può produrre effetti diversi, piacevoli o meno a seconda che essa appaia bella o brutta, armonica o disarmonica, elegante o impacciata, raffinata o grossolana, etc… Tuttavia si tratta sempre di impressioni relative, in quanto ciò che conta è sempre lo spirito, la necessità interiore.
A questo punto Kandinsky delinea i caratteri dell’arte del suo tempo, distinguendo due tipi fondamentali di forme in cui si incarna lo spirito: la grande astrazione ed il grande realismo, che egli ritiene siano accomunati da un unico obiettivo: la rappresentazione del suono interiore degli oggetti (che si può ottenere ad esempio attraverso una linea libera da qualsiasi fine; da inserire citazione).
Da questa assimilazione deriva la negazione di ogni problema della forma e, conseguentemente, il rifiuto di ogni critica di tipo oggettivo dell’arte (l’unica critica accettata è quella attenta agli effetti interiori prodotti dalle forme).
Successivamente si afferma che gli oggetti possiedono non solo un suono interiore, ma anche uno esteriore: si tratta di elementi tra loro indipendenti, anche se il secondo può avere la capacità di amplificare il primo. In arte gli oggetti vanno a costituire una composizione che può essere armonica o disarmonica, che può risultare dall’applicazione di un modulo ritmico o di una formula matematica (come avviene nel cubismo). Infine Kandinsky enuncia i due processi che egli ritiene siano alla base del contenuto interiore dell’opera d’arte:
- La crisi del materialismo ottocentesco, che produce il crollo e la disgregazione dei valori e delle certezze.
- Lo sviluppo della vita spirituale nel XX secolo.
Secondo Kandinsky non è possibile stimare i risultati di questi processi. Piuttosto l’uomo deve cercare di lottare il più possibile per liberarsi da limiti e costrizioni, in modo da poter accogliere ciò che sta per venire.
V. Kandinsky - Il suono giallo
Esempio di teatro espressionista.
H. Johst - L’ora dei moribondi
Esempio di teatro espressionista.
V. Pandolfi - Le manifestazioni e il significato del teatro espressionista
Il teatro espressionista dura circa dal 1910 al 1920.
Prima c’era stato il realismo e dopo ci sarà la Neue Sachlichkeit.
L’espressionismo teatrale è rimasto pressoché confinato nei paesi di lingua tedesca, conseguenza della situazione storica e psicologica del popolo tedesco in quegli anni.
Il movimento espressionista ha una genesi complessa.
Il tema principale, nella prima fase, è la ribellione dei padri contro i figli.
I primi a parlarne furono Wedekind, (Carl) Hauptmann, Strindberg.
La caratteristica principale delle opere di questo periodo sono una nuova presa di posizione delle nuove generazioni di intellettuali nei confronti della realtà storica, politica, sociale, etica, etc.
Il punto di frattura dal naturalismo all’espressionismo possono essere Erdgeist (1897) e Die Büchse der Pandora (1901) di Wedekind.
Le rivoluzioni saranno poi raccontate bene da Toller in Die Wandlung (1919), Masse Mensch (1920), Maschinenstürmer (1922), Hinkemann (1923), Hoppla, wir leben (1926), dove viene anche descritta e vissuta la situazione storica.
Nel giovane Brecht si può vedere un po’ di espressionismo, in Trommeln in der Nacht (1922).
Quali opere espressioniste hanno avuto successo, anche in periodi successivi? Ben poche, perché non hanno mai avuto grande partecipazione del pubblico, nonostante proponessero una tale violenza come mai era stata rappresentata finora. Con lo scemare di questo “movimento”, inoltre, molti autori non seppero rinnovarsi e cambiare strada.
Kaiser e Sternheim non possono essere considerati
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