Estratto del documento

Letteratura araba I

Appunti modulo di letteratura araba classica

Indice

  • Introduzione alla letteratura araba, pag. 1
  • L’epoca della jahiliyya, pag. 3
  • L’epoca del Profeta, pag. 10
  • L’epoca omayyade, pag. 16
  • La prima epoca abbaside, pag. 23
  • L’epoca del decentramento e delle autonomia, pag. 32
  • L’epoca dei Selgiuchidi e al-Andalus, pag. 40
  • L’epoca dei turchi, pag. 46
  • Le mille e una notte: storia del testo, pag. 52

Introduzione alla letteratura araba

Periodizzazione della letteratura araba premoderna

Letteratura araba moderna: letteratura araba prodotta dal XIX secolo, secolo della nahda, rinascita letteraria.

Letteratura araba premoderna: letteratura prodotta prima della nahda, quindi prima del 1800, dal VI secolo al 1700.

Questo arco temporale viene definito periodo premoderno e la produzione letteraria di questo periodo viene definita letteratura araba premoderna, della quale ci sono due sottoperiodi:

  • Letteratura araba classica: dal VI al XIII secolo. Il VI secolo è quello della della ǧāhiliyya, dell’ignoranza, quando la religione islamica non era ancora stata rivelata. Il XIII secolo coincide con la caduta dell’impero o califfato abbaside, un’organizzazione politica che ha riunito una grande porzione del mondo islamico per tanti secoli. La caduta di quest’ultimo segna la fine dell’epoca d’oro del mondo arabo classico.
  • Letteratura araba post-classica o premoderna: produzione letteraria successiva al XIII.

La differenza tra i due periodi sta soprattutto nel tipo di lingua utilizzata: in epoca classica si utilizzava solo la fusha, mentre in epoca premoderna c’è anche l’uso di dialetto, anche se non esclusivo. Cambia anche il tipo di pubblico cui gli autori si rivolgono.

Questioni terminologiche

Si usa l’aggettivo classico per la produzione letteraria di questo periodo perché fa riferimento la produzione in fusha dell’epoca classica e coincide con epoca d’oro della letteratura araba. L’aggettivo classico richiama alla memoria anche della cultura greca e latina classica, epoca d’oro del passato.

Spesso quando si parla di letteratura araba classica si può trovare anche l’espressione letteratura araba medioevale. Il Medioevo è una categoria della storia europea, quindi non si dovrebbe applicare al mondo arabo: parlando di letteratura araba medioevale si commette un errore e si dà un’idea negativa della letteratura araba classica, perché il termine Medioevo viene tutt’ora usato per indicare un periodo buio di oscurantismo.

A volte si può utilizzare letteratura araba medioevale per riferirsi alla letteratura del 1200-1300, ma non significa intendere che ci sia stato un Medioevo nella storia araba. Le epoche storiche nella storia araba sono diverse, si parla di epoca islamica, preislamica, epoca omayyade, abbaside, ottomana ecc. Quindi, si può utilizzare solo per indicare una letteratura che coincide con i secoli del Medioevo europeo.

N.B. è sbagliato utilizzare letteratura araba medioevale come sinonimo di letteratura araba classica: non bisogna applicare le categorie europee al mondo arabo.

Etimo della parola برع

Secondo i lessicografi, la radice significa “beduino, abitante delle tende, pastore, nomade”. Nel II-IV secolo l’aggettivo arabo non indicava una lingua ma gli abitanti del deserto, i beduini. Si comincia a parlare di lingua araba successivamente, con l’iscrizione di Naǧrān, in riferimento alla lingua parlata dai beduini, i primi abitanti della penisola araba.

برع

Il termine che indica le flessioni verbali, significa anche parlare l’arabo correttamente come i beduini, è formato dalla stessa radice della parola beduini, perché i beduini in epoca preislamica erano considerati i veri detentori della lingua araba classica perché, vivendo nel deserto e isolati dal mondo urbanizzato, avevano preservato la purezza della vera fusha non corrotta dagli altri dialetti.

Non a caso, i beduini sono i grandi protagonisti della letteratura araba di epoca preislamica.

Il mondo arabo

Mappa del mondo arabo. In verde si possono paesi del mondo arabo in cui la lingua araba è ufficiale: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Sudan, Giordania, Siria, Libano, Palestina, Iraq, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman, EAU e Yemen + Senegal, Mauritania, Somalia e Ciad + Comore.

1

L’Arabia preislamica

Questa cartina indica la parte del mondo arabo chiamata penisola arabica, che oggi contiene Arabia Saudita, Yemen, Qatar, Oman, Emirati Arabi. Nell’epoca classica questo territorio si chiamava penisola arabica: la zona geografica del mondo arabo dove ha avuto origine lingua e letteratura araba.

Le parti in verde erano abitate da tribù sedentarie che praticavano l’agricoltura, mentre le parti in giallo erano deserte ed abitate da tribù nomadi che praticavano la pastorizia.

La penisola arabica confinava con due grandi imperi in lotta tra di loro: a destra l’impero persiano, a sinistra l’impero bizantino.

L’Arabia preislamica e l’impero bizantino

Questa cartina mostra come l’area di dominio dell’impero bizantino occupava gran parte del nord Africa: buona parte del nord Africa, Egitto, Libia, Tunisia, oltre ad Anatolia, Grande Siria, Siria, Libano, Israele, Giordania, parte della Mesopotamia era tornata in mano bizantina sotto il grande imperatore Giustiniano.

Quest’area sarà poi conquistata dagli eserciti musulmani e islamizzata. La tradizione vuole che alla morte di Giustiniano nacque il profeta Muhammad: muore un grande leader e ne nasce un altro.

La situazione linguistica in epoca preislamica

Per quanto riguarda la situazione linguistica in epoca preislamica quando non si parlava solo lingua araba:

  • Nella parte centrale della penisola araba e Oman si parlava arabo;
  • Nella parte meridionale, che coincide con attuale Yemen, si parlava il sudarabico;
  • Nella parte siro-libanese si parlavano l’aramaico e il greco, amministrazione;
  • In Egitto si parlava il copto, scritto con un alfabeto greco modificato;
  • Nel nord Africa si parlava il berbero, zona in cui l’arabizzazione più lenta rispetto al Mashreq.

Con il processo di arabizzazione e islamizzazione, la fusha ha interagito con i vari dialetti che ha trovato e così sono nati gli attuali dialetti arabi.

2

L’epoca della ǧāhiliyya 500-622 ca.

La nascita della letteratura araba avviene nell’epoca della ǧāhiliyya, che viene dall’aggettivo ǧāhil ‘ignorante’. L’ignoranza fa riferimento al fatto di essere ignari dell’esistenza di Dio: si pratica il paganesimo nella penisola araba, solo dopo la rivelazione del Corano nel VII secolo musulmani conieranno quest’espressione per indicare che i popoli vissuti nell’epoca preislamica erano ignoranti, ignari dell’esistenza di dio.

Si tratta si un’espressione con connotazione negativa, ma epoca della ǧāhiliyya è stata sempre considerata il pilastro inattaccabile della letteratura araba classica, la sua produzione letteraria è diventata e stata nei secoli il livello massimo di eloquenza araba. Questa produzione ha sempre goduto di grandissima considerazione.

Il 622 è una data indicativa: 622 data dell’eǧira, ovvero della migrazione del profeta Muhammad verso Medina.

Contesto storico-politico-culturale dell’epoca preislamica

Se la letteratura araba moderna ha avuto come fulcro l’Egitto e l’area siro-libanese, la letteratura araba classica ha avuto come epicentro la Penisola arabica, l’area in cui è nata la lingua araba.

Situazione geografica

Due grandi imperi, impero sasanide, persiano, e impero bizantino, confinanti e sempre in lotta tra di loro. A sud di questi due imperi, ci sono monarchie arabe cristiane: le monarchie dei Làḥmidi e Ġassànidi, due stati cuscinetto tra impero bizantino e penisola arabica, e tra impero sasanide e penisola arabica. Queste due monarchie arabe servivano agli imperi a proteggersi dalle incursioni dei beduini arabi che abitavano la penisola arabica.

L’attività economica praticata nell’impero sasanide e bizantino era l’agricoltura. Le città erano molto organizzate e molto ricche. Dal punto di vista religioso, sia l’impero sasanide che quello bizantino praticavano religioni monoteiste: zoroastrismo nell’impero sasanide; cristianesimo ed ebraismo nell’impero bizantino.

Essendo due imperi, c’era una struttura politica ben definita, molto diversa dalla situazione della penisola arabica, dove l’organizzazione sociale si basava sull’esistenza di tribù perennemente in lotta tra di loro. C’erano tribù sedentarie, del sud che praticavano agricoltura, e nomadi, del nord che praticavano pastorizia.

A livello religioso si praticava il paganesimo, quindi non c’era il concetto di responsabilità individuale perché non c’era un’idea di aldilà dopo la morte. Non essendoci un potere centralizzato, ogni tribù gestiva il potere nell’ambito della sua tribù, quindi la gestione del potere era molto frammentaria.

Dal punto di vista ambientale, quest’area geografica è desertica. La poesia araba preislamica ha come ambientazione proprio il deserto, il deserto è l’elemento che caratterizza vita e poesia dei poeti preislamici. In un’area desertica e montuosa, le città principali, Medina e Mecca, sono vicino al mar Rosso, importante via di traffici commerciali. La vita era resa possibile dai corsi d’acqua sotterranei che riaffioravano poi nelle oasi. La poesia di questo periodo restituisce un’immagine del deserto pieno di vita, di sentimenti e di amore.

Làḥmidi e Ġassànidi

I due stati cuscinetto che servivano a difendere l’impero bizantino e quello persiano dalle incursioni dei nomadi arabi si chiamano Làḥmidi e Ġassànidi.

Il termine Làḥmidi viene dall’espressione araba Banū Laḥm ‘figli di Lahm’. Il termine banu è il collettivo di ibn, e significa ‘figli di, discendenti di…’; Laḥm è l’eponimo dei discendenti di questa tribù. Il termine Ġassànidi viene da Banū Ġassān ‘figlii di Ġassān’. Indicare il nome della tribù era importantissimo nella produzione letteraria di quest’epoca.

  • I Làḥmidi erano alleati dei Sasanidi, incorporati del 602. La capitale, al-Ḥīra, era una città molto urbanizzata, centro della cultura e della produzione, una zona fertile vicino all’Eufrate luogo di incontro tra la cultura iranica, quella aramaico-cristiana e il mondo arabo. Si tratta di una dinastia sedentarizzata di cristiani nestoriani, idea della natura del cristo umana. La monarchia aveva ottenuto dai bizantini il permesso di riscuotere tasse in cambio della protezione dei confini. Probabilmente alla loro corte si era formata la koiné poetica e la scrittura araba stessa.
  • I Ġassànidi, alleati dei bizantini fino al 584, erano una tribù seminomade di cristiani monofisiti di origine sudarabica trasferitisi in Siria contribuendo così ad urbanizzarla. La corte Ġassànide attraeva a sé molti poeti ed era il luogo di incontro tra mondo bizantino e arabi.

Importanti città della Penisola arabica

  • Yaṯrib, nome con cui in quell’epoca si indicava attuale Medina. Importante centro agricolo e commerciale.
  • La Mecca, tribù sedentaria dei Qurayš, tribù del poeta. Centro commerciale importante per passaggio delle carovane che trasportavano merci tra l’Arabia meridionale e il Mediterraneo. Era inoltre un importante luogo di culto politeista, il tempio della Ka’ba.

3

L’organizzazione tribale

  • Badw: i beduini.
  • Banū: singola tribù che prende il nome da un eponimo capostipite.
  • Sayyid: capo tribù.
  • Šaraf: onore che marca l’appartenenza a una tribù. L’onore è un concetto chiave della società tribale perché appartenere a una tribù era fonte di un grande onore da preservare, proprio quello che facevano i poeti difendendo eloquentemente la loro tribù da quelle avversarie.
  • ʿAṣabiyya: spirito di clan, solidarietà tribale tra i membri di una tribù.
  • Ayyām: giornate campali caratterizzate da scontri tra tribù, grande battaglie dell’epoca preislamica.
  • Ṣuʿlūk: «brigante, vagabondo», colui che veniva allontanato dalla tribù perché ha compiuto un atto illecito, infrangendo lo šaraf. Molti dei poeti di epoca preislamica briganti e vagabondi, affrontando da soli le intemperie del deserto.

Le religioni dell’Arabia preislamica

  • Cristianesimo.
  • Ebraismo: tre tribù ebraiche residenti a Yaṯrib.
  • Ḥanīf: personaggi che sentivano la necessità di un monoteismo arabo. Erano dei cercatori di monoteismo, persone che in un ambiente profondamente pagano avevano esigenza di un monoteismo arabo e saranno proprio loro i primi compagni del profeta.
  • Politeismo o paganesimo: diffuso alla Mecca e presso la maggior parte delle tribù. Tutte le statue pagane alla Mecca verranno distrutte quando la Ka’ba diventa il luogo di culto per eccellenza dell’islam.

Occasioni di incontro tra tribù

In questa società tribale le occasioni in cui i membri di una tribù avevano la possibilità di incontrare membri di altre tribù erano di tre tipi:

  • Pellegrinaggio alla Mecca, inteso come ambiente politeista.
  • Fiera di ʿUkāẓ, località della Penisola arabica dove durante il mese sacro ogni anno c’era fiera in cui i poeti si incontravano e declamavano le loro poesie.
  • Riunione delle corti o dei gruppi tribali.

In queste occasioni di incontro è nata la poesia araba e soprattutto la lingua araba franca usata dai poeti per farsi comprendere dalle altre tribù, perché ogni tribù aveva la propria lingua. Proprio questa lingua franca può essere considerata il nucleo dell’arabo.

Il prestigio del dono della parola

La società tribale dell’Arabia preislamica era una società che si basava sulla cultura orale: tutta la conoscenza, il sapere e la letteratura venivano trasmessi oralmente e non per iscritto. C’erano tre figure dotate di grande eloquenza:

  • Šā‘ir/šu‘arā’ “poeta”. La poesia era la forma letteraria per eccellenza della ǧāhiliyya. Il poeta era molto rispettato nella società preislamica a tradizione orale e saper comporre versi era considerata non solo un’abilità tecnica acquisita ma un dono temibile, perché ispirato dal ǧinn, e misterioso, perché in grado di manipolare la realtà. La radice š ‘ r è del verbo percepire, si riferisce dunque a qualcuno che percepisce la realtà come gli altri non riescono a fare. Attraverso poeti raccontava storia della sua tribù, difendeva interessi della sua tribù e attaccava le tribù avversarie.
  • Kāhin/kuhhān “indovino”, colui che emetteva oracoli usando un particolare tipo di frasi in rima, i saǧ‘. Attraverso uso della rima ed emettendo oracoli, la figura dell’indovino incuteva quasi paura nelle persone.
  • Ḫāṭib/ḫuṭabā’ “oratore”. Nelle occasioni di incontro la figura dell’oratore teneva dei discorsi pubblici in cui poteva parlare di questioni politiche, mentre nelle fiere e nei momenti di riposo raccontava vicende storiche o mitiche.

Una cultura orale

La poesia in epoca preislamica, ancora non esisteva la prosa, veniva creata in modo estemporaneo e tramandata oralmente. Non veniva scritta su un supporto e poi letta ma tramandata oralmente. Questo non significa che il pubblico non fosse pronto alla ricezione della poesia: quando il poeta componeva dei versi al momento si atteneva ad una griglia tematica, affrontava tematiche in voga con cui sapeva avrebbe attirato l’attenzione del pubblico. Usava spesso la rima come modo per tenere viva attenzione del pubblico.

Il pubblico era preparato a ricezione della poesia perché si aspettava di sentire dal poeta determinate tematiche, un determinato tipo di poesia e di metrica. Allo stesso tempo il pubblico, composto o da compagni del poeta o da nemici del poeta, influenzava la creazione di una poesia: se il pubblico incitava, il poeta diceva determinate cose; se attaccava il poeta, il poeta diceva altre cose.

La figura del poeta è importante perché rappresentante di tribù, con funzione politica e sociale: raccontava la storia della propria tribù, quindi ne preservava la memoria, e ne difendeva gli interessi. Proprio per questo la poesia preislamica è considerata dīwān al-ʿarab “l’archivio degli arabi”: per conoscere la storia degli arabi che vivevano in quest’area bisogna leggere la poesia di quest’epoca. Inoltre, la volontà di farsi capire da tutti portava i poeti a usare il registro alto dell’arabo e non forme colloquiali.

4

La poesia di epoca preislamica

I «poeti briganti» ṣu‘lūk ṣa‘ālīk

La figura del poeta brigante è quella di un poeta che ha compiuto un illecito ed è stato scacciato dalla tribù. Si tratta di poeti che non hanno più la protezione della tribù, allora raccontano in versi sentimenti scaturiti nella vita trascorsa in solitudine, in povertà, le insidie del deserto e il senso di morte che domina i loro componimenti perché vivono una vita precaria.

Tre poeti briganti noti del VI secolo sono, i nomi dei poeti hanno sempre un significato particolare:

  • Ṯābit ‘Amr Ibn Mālik noto come aš-Šanfarā, «dalle grosse labbra», VI secolo.
  • Ṯābit Ibn Ğābir detto Ta’abbaṭa Šarran, letteralmente “che porta un male sotto braccio”, VI secolo, per una leggenda legata al fatto che la madre gli avesse detto che era l’unico a non portare da mangiare a casa e quindi un giorno è tornato.
Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 56
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 1 Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura araba I, modulo di letteratura araba classica - Appunti Pag. 56
1 su 56
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/12 Lingua e letteratura araba

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Juls_00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura araba e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Tondi Arianna.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community