Concetti Chiave
- La teoria del piacere di Leopardi si sviluppa tra il 1819 e il 1823, associando il piacere alla felicità e riconoscendo la sua limitatezza nella vita umana.
- Leopardi sostiene che il desiderio di felicità è illimitato e termina solo con la morte, indicando un contrasto tra il desiderio e la realtà del piacere.
- Il piacere è visto come un concetto astratto e illimitato, mentre ogni esperienza di piacere è circoscritta e temporanea.
- Il poeta identifica surrogati di felicità nella ricerca del piacere attraverso il futuro, il ricordo e l'immaginazione, come evidenziato nelle sue opere.
- L'idea che la felicità possa risiedere nell'attesa è ben espressa nel "Dialogo un venditore di almanacchi e di un passeggere" del 1827.
La Teoria del Piacere di Leopardi
La teoria del piacere si sviluppa tra il 1819 e il 1823. Leopardi identifica il piacere con la felicità. Siccome la tendenza alla felicità è insita nella vita dell’uomo, allora ogni piacere è limitato. Il desiderio del piacere è illimitato ma si spegne quando l’uomo muore.
Piacere qui è inteso come elemento astratto. Ogni piacere è circoscritto, invece il piacere è illimitato. Piacere è inteso in senso assoluto. Il brano dello Zibaldone del 1820 presenta il nucleo della teoria del piacere.
Il Desiderio Illimitato di Felicità
Il poeta sostiene che “l’anima umana desidera sempre e mira unicamente al piacere, ossia alla felicità. Questo desiderio non ha limiti e termina solamente colla vita. E non ha limiti né per durata né per estensione.
Surrogati di Felicità
Per Leopardi si prova il piacere nella ricerca della felicità nel:
* Futuro: (Sabato del villaggio);
* Ricordo (Alla Luna);
* Immaginazione: immaginando di naufragare nell’infinito, lui immagina di trovare la sua felicità (L’infinito).
L’uomo non riesce a soddisfare il suo bisogno di piacere, così crea dei surrogati (futuro-ricordo-immaginazione). L’idea che la felicità può consistere nell’attesa del futuro è ben esplicitata nell’operetta del 1827: “Dialogo un venditore di almanacchi e di un passeggere”.
Domande da interrogazione
- Qual è la relazione tra piacere e felicità secondo Leopardi?
- Come si manifesta il desiderio illimitato di felicità nell'opera di Leopardi?
- Quali sono i surrogati di felicità che Leopardi propone?
Leopardi identifica il piacere con la felicità, affermando che la tendenza alla felicità è insita nella vita dell'uomo, ma ogni piacere è limitato, mentre il desiderio di piacere è illimitato e si spegne solo con la morte.
Il desiderio illimitato di felicità si manifesta nell'anima umana che mira costantemente al piacere, senza limiti di durata o estensione, come evidenziato nel suo Zibaldone del 1820.
Leopardi suggerisce che il piacere possa essere trovato nella ricerca della felicità attraverso il futuro, il ricordo e l'immaginazione, come dimostrato nelle sue opere "Sabato del villaggio", "Alla Luna" e "L'infinito".