Concetti Chiave
- Le teorie di Lenin e Hobbes, sebbene utili, sono state criticate per la loro visione dell'imperialismo come ultima fase del capitalismo e per l'eccessiva enfasi sul fattore economico.
- Motivazioni strategiche giocano un ruolo importante nell'espansionismo, come la necessità di proteggere interessi nazionali in territori anche poco rilevanti economicamente.
- Le politiche interne influenzano l'espansionismo, poiché i governi cercano di consolidare il proprio prestigio attraverso successi coloniali e di migliorare la coesione nazionale.
- La retorica dell'espansione imperialista si basa su un senso di superiorità, giustificando la colonizzazione come un onere etico a beneficio dei popoli colonizzati.
- L'espansionismo occidentale si manifesta attraverso una varietà di attori, tra cui politici e militari, che sostengono la necessità di colonizzare in nome della civilizzazione.
Quali sono le osservazioni teoriche di Lenin e Hobbes?
Diverse delle osservazioni formulate dalle opere teoriche di Lenin e di Hobbes (rispettivamente L'imperialismo, fase suprema del capitalismo; L'imperialismo) sono ancora oggi molto utili per descrivere correttamente alcune delle più importanti vicende coloniali del primo Novecento.
Critiche alle teorie imperialiste
Tuttavia, negli anni seguenti alla pubblicazione di questi libri rispettivamente 1902 e 1917, i vari aspetti delle teorie che vi sono espresse diventano oggetto di critiche talora anche assai persuasive: si rivelò per esempio del tutto caduca l'idea leniniana dell'imperialismo come ultima fase di sviluppo del capitalismo e altrettanto fuorviante si è rivelata l'insistenza prevalente, se non esclusiva, sul fattore economico come chiave esplicativa essenziale del fenomeno imperialista.
Motivazioni strategiche e politiche
Oltre a questa motivazione infatti ci sono almeno altri due fattori che aiutano a spiegare l'espansionismo occidentale in tutti i suoi elementi:
1) in primo luogo possono esserci "motivazioni di carattere strategico", che spingono a voler occupare anche zone economicamente prive di rilievo (per esempio i britannici vorrebbero controllare l'Afghanistan per proteggere l'India dalla possibile minaccia dell'espansionismo russo).
2) in secondo luogo, e in termini più generali, sia la conquista coloniale di terre economicamente più appetibili sia l'espansione in zone economicamente interessanti devono essere spiegate considerando le ragioni di politica interna che muovono i governanti. A seconda delle dinamiche nazionali, un governo può avere interesse a enfatizzare la propria forza, autorità ed efficienza, offrendo alla propria opinione pubblica risultati di una buona politica coloniale poiché da ciò ci si può aspettare un forte consolidamento immediato del prestigio del governo e, sul più lungo periodo, anche un rafforzamento della stessa coesione nazionale. Un esempio di espansione imperiale dettata da motivazioni di questo genere è la guerra di Libia, promossa dall'Italia nel 1911 sotto il governo Giolitti.
Retorica dell'espansione imperialista
Tutti i protagonisti dell'espansione imperialista (sovrani, politici, militari, esploratori, operatori economici) non hanno alcun dubbio sulla loro superiorità nei confronti dei popoli assoggettati, e talora la dichiarano apertamente. Tuttavia la retorica più in voga ricorre ad altre argomentazioni, spiegando che l'opera di colonizzazione viene compiuta dagli occidentali "in nome della civilizzazione e a vantaggio dei popoli colonizzati" e che ciò è, in qualche misura, una sorta di onere etico che spetta all'uomo bianco.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali critiche alle teorie imperialiste di Lenin e Hobbes?
- Quali motivazioni, oltre a quelle economiche, spingono all'espansionismo occidentale?
- Come viene giustificata la colonizzazione secondo la retorica imperialista?
Le teorie di Lenin e Hobbes, sebbene utili per comprendere le vicende coloniali del primo Novecento, sono state criticate per la loro visione limitata dell'imperialismo come ultima fase del capitalismo e per l'eccessivo focus sul fattore economico come chiave esplicativa del fenomeno imperialista.
Oltre alle motivazioni economiche, l'espansionismo è influenzato da fattori strategici, come il controllo di territori per proteggere interessi nazionali, e da ragioni di politica interna, dove i governi cercano di consolidare il proprio prestigio attraverso successi coloniali, come dimostrato dalla guerra di Libia del 1911.
La retorica dell'espansione imperialista sostiene che la colonizzazione avviene "in nome della civilizzazione" e a vantaggio dei popoli colonizzati, presentando l'azione coloniale come un onere etico per l'uomo bianco, nonostante la convinzione di superiorità dei colonizzatori.