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Concetti Chiave

  • L'innatismo virtuale di Leibniz afferma che nulla può essere presente nell'intelletto senza essere stato precedentemente nella sensazione, evidenziando un legame tra sensazione e conoscenza.
  • Leibniz sostiene che la sensazione è una rappresentazione interna già presente nell'anima, contrariamente all'idea che essa provenga dall'esterno.
  • Secondo Leibniz, la percezione è un grado inferiore della rappresentazione intellettiva, con l'intelletto che chiarifica le idee oscure e confuso attraverso la riflessione.
  • Rispetto a Cartesio, Leibniz rifiuta le idee avventizie e afferma che le monadi attingono solo dalla propria interiorità per i principi del conoscere.
  • Leibniz attribuisce importanza alle piccole percezioni, considerandole fondamentali per l'attività inconscia dell'anima, contrariamente alla visione cartesiana delle sole idee chiare e distinte.

Qual è l'innatismo virtuale di Leibniz?

L'innatismo virtuale di Leibniz è enunciato chiaramente nell'espressione “nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu nisi intellectus ipse”.

Leibniz e la percezione

Infatti Leibniz ammette, con gli empiristi, che l'idea è preceduta dalla sensazione (nihil est in intellectus quod prius non fuerit in sensu), ma nega che la sensazione sia ricevuta dal di fuori, perché essa è una rappresentazione allo stato oscuro e confuso che l'anima già possiede nella propria interiorità, non avendo finestre per poter comunicare con l'esterno. Perciò egli aggiunge: nisi intellectus ipse, volendo con ciò significare che la sensazione (percezione) è semplicemente un grado inferiore della rappresentazione intellettiva (appercezione) e che l'intelletto è la condizione dello stesso conoscere in quanto esso è l'attitudine spontanea dell'anima a trarre dal proprio fondo, a chiarificare con la riflessione quel contenuto oscuro e confuso.

Confronto tra Leibniz e Cartesio

Così, mentre Cartesio ammetteva le idee avventizie, cioè la conoscenza che proviene dalle cose esterne, Leibniz, invece, sostiene che le monadi ricavano soltanto dalla propria interiorità i principi del conoscere perché non hanno finestre per comunicare con l’esterno.

Inoltre,Cartesio rifiutava anche le percezioni oscure e confuse e dichiarava che solo le idee chiare e distinte permettono la vera conoscenza; Leibniz, invece, dà molta importanza alle piccole percezioni con le quali spiega l’attività inconscia dell’anima.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto chiave dell'innatismo virtuale di Leibniz?
  2. L'innatismo virtuale di Leibniz si esprime nell'idea che nulla è presente nell'intelletto che non sia stato precedentemente nella sensazione, ma sottolinea che la sensazione è una rappresentazione interna e non una ricezione dall'esterno.

  3. Come differisce la concezione della percezione tra Leibniz e Cartesio?
  4. Leibniz sostiene che la percezione è un grado inferiore della rappresentazione intellettiva e che le monadi attingono solo dalla propria interiorità, mentre Cartesio ammette idee avventizie provenienti dall'esterno e rifiuta le percezioni oscure.

  5. Qual è l'importanza delle percezioni oscure secondo Leibniz?
  6. Leibniz attribuisce grande valore alle piccole percezioni, utilizzandole per spiegare l'attività inconscia dell'anima, in contrasto con Cartesio che considera solo le idee chiare e distinte come fonte di vera conoscenza.

Domande e risposte

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