Legami economici internazionali
Bilancia dei pagamenti e tassi di cambio
La bilancia dei pagamenti (BP) è il conto in cui vengono registrate le transazioni internazionali tra residenti di un Paese e il resto del mondo. Ogni transazione che dà luogo a un pagamento da parte dei residenti di un Paese costituisce una voce passiva nella BP di quel Paese (e viceversa ogni incasso). La BP si suddivide in:
- Conto corrente: registra il commercio in merci (bilancia commerciale) e servizi, nonché redditi e trasferimenti.
- Conto capitale: registra trasferimenti di attività intangibili (es. brevetti).
- Conto finanziario: registra operazioni in strumenti finanziari e la variazione delle riserve della BC.
BC ha come obiettivo il garantire i tassi di cambio. Per semplicità uniamo conto capitale e conto finanziario, chiamandolo sempre conto finanziario.
La BP deve essere in pareggio: saldo conto corrente + saldo conto finanziario = 0. Se non è in pareggio:
- Vendita di attività finanziaria.
- Ottenimento di prestiti.
- Intervento della BC.
Tassi di cambio fissi
I tassi di cambio fissi: le BC sono pronte ad acquistare/vendere qualsiasi ammontare della propria moneta a un prezzo fisso in rapporto alle altre monete. Ad esempio, negli anni '60 la BC tedesca acquistava dollari USA per 4 marchi. In questo modo i prezzi di mercato sono uguali a quelli prestabiliti (nessuno pagava >4 marchi per 1 dollaro).
Le BC detengono riserve che possono essere vendute per ottenere moneta nazionale. Quando la BC interviene nei mercati significa che acquista/vende valuta per coprire avanzi/disavanzi sulla BP. È tramite gli interventi sul mercato che la BC assicura la stabilità dei tassi di cambio: se un Paese continua a registrare disavanzi nella BP, la BC esaurirà le riserve e non potrà più difendere il cambio, quindi svaluterà la propria moneta. Questo renderà i prodotti nazionali più convenienti e migliorerà il saldo della BP.
Ad esempio, se gli USA registrano un deficit BP rispetto al Giappone, la domanda di yen rispetto al dollaro è maggiore dell'offerta di yen; la BC giapponese può intervenire acquistando l'eccesso di dollari, comprando l'ammontare netto di valuta estera guadagnato dal settore privato e aggiungendolo alle sue riserve.
Tassi di cambio flessibili
I tassi di cambio flessibili: le BC si astengono dall’intervento sui mercati e lasciano che il tasso di cambio si adegui in modo da equilibrare domanda e offerta di valuta estera.
In cambi flessibili, se le esportazioni dal Giappone agli USA aumentano, si ha un apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. La BC si astiene dall’intervenire sui mercati, in quanto il prezzo delle esportazioni dei beni giapponesi è aumentato e quindi la loro domanda si ridurrà. In questo modo diventerà sconveniente acquistare prodotti giapponesi con lo yen e gli americani preferiranno i prodotti nazionali: in questo modo la domanda di yen diminuisce.
La fluttuazione può essere:
- Fluttuazione pulita: le BC si astengono dall’intervento sui mercati dei cambi. Domanda e offerta di valuta estera vengono equilibrate dalle forze del mercato: un Paese che ha un avanzo complessivo della BP vedrà la sua moneta rafforzarsi, questo ridurrà le NX e quindi ridurrà l’avanzo complessivo della BP.
- Fluttuazione sporca/manovrata: in realtà la BC interviene nel mercato per acquistare/vendere valute estere nel tentativo di influenzare il tasso di cambio.
Ad esempio, se 1€=0,85£ è sconveniente (perché per esempio se paghiamo 30£, in realtà sono 35€). Se 1€=1,05$ è conveniente (perché per esempio se paghiamo 30$, in realtà sono 28,42€).
Terminologia
Tasso di cambio: prezzo di una moneta in termini di un’altra moneta.
- Certo per incerto: numero di unità in valuta estera necessario per l’acquisto di un’unità di valuta nazionale.
- Incerto per certo: numero di unità di valuta nazionale necessario per l’acquisto di un’unità di valuta estera.
Tassi di cambio fissi:
- Rivalutazione: il prezzo delle valute estere in termini di valuta nazionale viene ridotto con un intervento ufficiale.
- Svalutazione: il prezzo delle valute estere in termini di valuta nazionale viene aumentato con un intervento ufficiale.
Tassi di cambio flessibili:
- Apprezzamento: il prezzo delle valute estere in termini di valuta nazionale si riduce (aumentano importazioni e diminuiscono esportazioni).
- Deprezzamento: il prezzo delle valute estere in termini di valuta nazionale aumenta (aumentano esportazioni e diminuiscono importazioni).
Tasso di cambio nominale “e”: indichiamo come il prezzo della valuta estera in termini di valuta nazionale, quindi se la valuta nazionale si apprezza si riduce (e viceversa).
Tassi di cambio nel lungo periodo
Nel lungo periodo il tasso di cambio è determinato dal potere d’acquisto delle due valute.
Parità di poteri d’acquisto (PPP) quando un’unità di moneta nazionale può acquistare lo stesso paniere di beni nel Paese in cui circola o all’estero. Il potere d’acquisto relativo di due valute è misurato dal tasso di cambio reale, che misura la competitività di una nazione nel commercio internazionale: dove:
- e: tasso di cambio nominale.
- Pf: prezzo dei beni esteri.
- P: livello dei prezzi nazionale.
Se R=1: le monete si trovano al PPP. Se R>1: i beni esteri sono più costosi; i beni nazionali sono più competitivi e più richiesti, e questo porta all’aumento dei prezzi nazionali o alla riduzione del tasso di cambio reale fino a tornare al livello di PPP. Se R<1: i beni nazionali sono più costosi. Contrario della situazione con R>1.
Limiti della PPP
Il mercato impedisce che ci si allontani troppo da PPP; è però difficile avere PPP perché:
- Esistono barriere al movimento delle merci, come dazi, tasse, costi di trasporto che influenzano il costo finale del bene, quindi per beni importati non si può avere PPP.
- Beni non commerciati: ad esempio, un terreno non può essere commerciato da un Paese all’altro.
Equilibrio IS-LM in economia aperta
Mercato dei beni
Ipotizziamo che il livello dei prezzi sia dato e sappiamo che l’offerta di prodotto = domanda. Per modificare l’IS-LM e adattarlo all'economia aperta dobbiamo aggiungere la BP. Parte della produzione nazionale viene venduta all'estero (esportazioni) e parte della spesa dei residenti è destinata all’acquisto di prodotti esteri (importazioni).
La produzione nazionale non coincide più con la spesa nazionale, ma dipende dalla spesa di prodotti nazionali: la AD diventa quindi (formula), dove:
- X: esportazioni, costituite dalle importazioni del resto del mondo e dipendono dalla loro propensione all’importazione.
- Q: importazioni.
- R: tasso di cambio reale.
- NX=X-Q: esportazioni nette (o avanzo della bilancia commerciale).
Esportazioni nette (NX)
Le esportazioni dipendono positivamente da Y del resto del mondo (Yf) e dal tasso di cambio reale (R). Le importazioni dipendono positivamente dal Y interno e negativamente dal tasso di cambio reale (R). Le esportazioni nette sono l’eccedenza del valore dell’export rispetto al valore dell’import. Quindi NX crescono:
- Al crescere di Yf (più export).
- Al peggiorare del Y interno (meno import).
- Al deprezzarsi reale della valuta nazionale (R cresce).
Formalizzando abbiamo: dove:
- Xbar: componente autonoma delle esportazioni.
- vR: sensibilità delle NX al tasso di cambio reale.
- mY: propensione marginale alle importazioni.
L’IS ora comprende anche NX, e quindi risolvendo per Y troviamo una nuova equazione. Y ora aumenta anche all’aumentare di Xbar e quando R aumenta. L’IS è più inclinata perché il moltiplicatore in economia aperta è inferiore a quello in economia chiusa: infatti, data una certa riduzione di i, l’incremento della domanda andrà in parte ad aumentare le importazioni, riducendo quindi l’aumento di Y interno. Poiché le nazioni sono interconnesse, gli effetti delle politiche economiche nazionali influiscono anche sugli altri Paesi.
- Ad esempio, se l'Italia aumenta G facendo salire Y nazionale, parte di questo aumento verrà speso in beni importati, aumentando Y anche negli altri Paesi.
- Variazioni tassi di cambio: ad esempio, il deprezzamento del dollaro fa salire NX USA ma riduce domanda di beni nazionali e Y negli altri Paesi.
Mercato dei capitali
Ipotizziamo perfetta mobilità dei capitali: se voglio prendere a prestito denaro, conviene dove i è più basso; se voglio investire invece conviene di più dove i è maggiore (=si ricerca il rendimento più alto): quindi i rendimenti nei due Paesi torneranno ad equilibrarsi. Nella realtà i tassi d’interesse divergono sia per il diverso rischio dei titoli, sia perché i tassi di cambio tra valute e i livelli delle imposte possono variare. Una diminuzione di i tende a peggiorare la BP a causa del deflusso di capitali derivante dalla concessione di prestiti all’estero da parte dei residenti.
BP e flussi di capitali
Il conto finanziario dipende dalla differenza di i: se i > if, allora ci sarà afflusso di capitali nel Paese e viceversa. Un aumento di Y nazionale peggiora il conto finanziario perché all’aumentare di Y aumentano gli investimenti, e parte di questi sarà diretto verso l’estero. Un aumento di i rispetto a if migliora conto finanziario. Ciò implica che anche un piccolo aumento di i è sufficiente a mantenere l'equilibrio.