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Relazione

Oggetto: “Le motivazioni per cui l’Italia deve continuare a mantenere la propria presenza in Africa Settentrionale”

Premessa

La politica estera italiana nei confronti dei Paesi del Bacino mediterraneo e del Medio Oriente risulta di vitale importanza per il perseguimento dell’interesse nazionale dello Stato italiano. Quella che si muove a Sud verso il Nord Africa e, ad Est, verso il Mediterraneo orientale, è infatti la direttrice forse più rilevante per l’azione estera dell’Italia, almeno se si prende in considerazione il punto di vista geografico e geopolitico.

Se è vero che Roma ha storicamente, almeno dal Secondo Dopoguerra ai giorni nostri, costruito solidi rapporti transatlantici da un lato e, dall’altro, europei è altrettanto vero che l’interesse nazionale di un Paese risente della posizione (nel senso fisico e non politico del termine) che questo occupa all’interno della mappa globale. Tenendo presente quest’ultima considerazione, sono proprio le sponde Sud ed Est del Mediterraneo a costituire il contesto più prossimo con cui l’Italia deve confrontarsi. E, d’altro canto, non può esimersi dal farlo, in quanto, come vuole la tradizione delle relazioni internazionali, si possono scegliere gli alleati, ma non i vicini.

L’ascesa dello Stato Islamico (IS) e la competizione innescatasi all’interno della galassia jihadista della vecchia al-Qaida sembrano attivare dinamiche di concorrenza/coesistenza che hanno conseguenze molto rischiose per un’intera area geopolitica affetta da una situazione d’instabilità che già costituiva un terreno fertile per la proliferazione di gruppi radicali.

Questa rilevanza è data non solamente dalla constatazione che il Mediterraneo e il vicino Medio Oriente rappresentano per l’Italia quell’area di primario interesse politico-strategico incluso in un raggio che dai vicini Balcani oltrepassa la Turchia verso la sponda sud del Mediterraneo fino all’Atlantico, ma anche per evidenti motivazioni economico-commerciali e di politica energetica.

1 A. Demurtas, F. Galietti, S. Santangelo, E. Schibotto, F. Tajani, S. M. Torelli, Italia, Potenza globale? Il ruolo internazionale dell’Italia oggi, Fuoco Edizioni, pag. 65-66.

I fenomeni legati all’emergere di quest’arco d’instabilità regionale, quindi, coinvolgono direttamente l’interesse nazionale dell’Italia in tutte le sue sfaccettature.

Lo scopo di tale elaborato risulta, quindi, l’individuazione e l’analisi delle motivazioni, tratte esclusivamente da fonti non classificate, per cui lo Stato italiano deve continuare a mantenere la propria presenza nel Nord Africa e nel bacino del Mediterraneo orientale.

Svolgimento

Le motivazioni sono riportate di seguito.

1. Approvvigionamento energetico

Tra i principali interessi per la geopolitica italiana rimane quello dell’approvvigionamento energetico, vista la sua dipendenza da fonti esterne. L’Italia risulta fortemente dipendente dagli approvvigionamenti esterni per ciò che concerne l’energia, per una quantità che arriva a quasi l’87%.

La vicinanza fisica con Paesi ricchi di risorse petrolifere e gasifere sulla sponda Sud del Mediterraneo (figura n. 1 Allegato A), ha allo stesso tempo costituito un elemento di vantaggio per Roma, nel momento in cui il Paese ha dovuto elaborare la propria politica in materia. Circa il 50% delle fonti energetiche totali alla base dell’energia consumata in Italia è importato da otto Paesi di questa regione.

In particolar modo, l’Algeria, nonostante si tratti di un Paese i cui rapporti con l’Italia sono generalmente meno noti, proprio l’Algeria rappresenta uno dei fulcri intorno al quale si manifesta l’interesse italiano.

L’Italia consuma circa 76 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno e, di questi, 66 sono importati da produttori esterni. Quasi 28 miliardi di metri cubi di gas naturale sono importati proprio dall’Algeria: con tale quantità (circa il 42% di tutto il gas naturale importato da Roma), Algeri è il primo esportatore di tale idrocarburo verso l’Italia e, dopo la Russia, ne rappresenta il primo fornitore energetico in assoluto, sommando gas e petrolio.

2 L’Algeria è il nono produttore al mondo di gas naturale, con più di 80 miliardi di metri cubi l’anno, e il primo in Africa. Con quasi 2 milioni di barili al giorno, è anche il quindicesimo produttore di petrolio al mondo e il secondo in Africa, dietro la Nigeria. Dati: BP e Iea.

3 http://www.reporternuovo.it/2015/02/24/petrolio-e-gas-naturale-da-dove-e-quanto-importa-litalia/

Il rapporto italo-algerino è destinato, inoltre, a incrementare nei prossimi anni, tramite la realizzazione di un’altra grande opera infrastrutturale nel settore energetico: il cosiddetto gasdotto GALSI (Gasdotto Algeria Sardegna Italia), il quale trasporterà altri 8 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno dall’Algeria all’Italia, tramite l’Isola sarda (figura n. 2 Allegato A).

La consistenza dell’investimento congiunto, pari a circa 3 miliardi di euro, lascia intendere quanto l’Italia ritenga necessario mantenere e sviluppare un rapporto stabile con l’Algeria, in virtù di uno dei propri interessi nazionali e strategici più basilari: l’approvvigionamento energetico.

A ciò si aggiungono, in elenco, alcune infrastrutture in fase di costruzione e di implementazione da parte di imprese italiane:

  • Linea ferroviaria Oued Tlelat-Tlemcen (Trans Magrheb) 56 viadotti e ponti per un totale di 17.100 m, 160 opere idrauliche di protezione sia scatolari che tubolari e 15 sottovia, tutti ricuciti con la viabilità esistente;
  • Centrale a ciclo aperto di Hassi Messaoud, costruita da Ansaldo Energia, la quale fornirà 660 MW di potenza per un contratto del valore di circa 300 milioni di euro;
  • Miniacciaieria integrata per 2 milioni di tonnellate all’anno affidata alla Danieli per un valore di 750 milioni di dollaro, infrastrutture escluse. L’impianto impiegherà circa 1.000 persone all’interno tra ingegneri e tecnici e altre 3.000 dall’esterno per servizi;
  • La joint venture italiana tra Rizzani De Eccher e Ospedale San Raffaele si è aggiudicata la più importante tra le quattro commesse bandite dal ministero della Salute algerino per la costruzione e la gestione di grandi policlinici universitari ad Algeri, per un valore di circa un miliardo di euro.

2. Relazioni con la Libia

A differenza delle relazioni con l’Algeria, la Libia era l’attore con cui, sulla sponda meridionale del Mare Nostrum, l’Italia era riuscita a tessere una rete di relazioni e interessi tali da renderla un interlocutore privilegiato del regime del Colonnello, fino al momento della sua

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

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