Emozioni
Lunedì 10 settembre 2018 16:44
Per anni si è ritenuto che le emozioni fossero qualcosa di distinto dagli altri processi cognitivi, molto dato dall'influenza storico-filosofica.
Solo negli anni Ottanta del secolo scorso s'è cominciato a concepirle come parte annessa dei sistemi cognitivi a partire dai primi studi sulle modificazioni fisiologiche (aumento della sudorazione, dilatazione delle pupille, etc.). Altri dati a sostegno furono quelli degli studi di neuroimaging: una prima grande scoperta venne fatta nel 1996 da LeDoux, il quale osservò un'attivazione dell'amigdala nell'elaborazione degli stati emotivi.
Tale struttura, collocata nel lobo temporale, accanto all'ipotalamo, ha un ruolo cruciale sia strutturalmente che funzionalmente (essa infatti gode di un'ottima connessione con strutture sottocorticali e corticali, il che implica l'esistenza di una sua influenza nei vari processi cognitivi/comportamento).
Negli anni successivi vennero scoperte altre strutture, molte delle quali collegate/influenzate da sistemi neurali centrali per i comportamenti cognitivi, a sostegno di una forte interdipendenza tra emozioni e processi cognitivi.
Adolphs et al. (1999): prove a sostegno del coinvolgimento dell'amigdala sono state fornite da questo studio che vede come protagonisti soggetti con lesioni bilaterali all'amigdala e non. Sottoponendoli a stimoli di varia misura, quello che osservano è una reazione deficitaria da parte dei soggetti con lesioni per quanto riguarda l'attivazione dell'amigdala. Ne è stato possibile concludere che lesioni all'amigdala provocano un'acuta difficoltà nel riconoscimento delle emozioni.
Cos'è un'emozione?
Un'emozione è un processo fisiologico e mentale che innesca un insieme di reazioni agli eventi limitate nel tempo. La risposta emotiva è sempre innescata da qualcosa, un trigger interno o esterno, e sono direttamente collegate all'azione: ne sono motivazione.
Differiscono da altri:
- Umore (mood): diffuso stato affettivo di bassa intensità ma di durata prolungata, talvolta attivato senza causa apparente;
- Atteggiamenti: credenze, preferenze e/o predisposizioni verso persone o oggetti connotati affettivamente, relativamente durevoli;
- Motivazione: propensione all'azione e componente della risposta affettiva.
Universalità delle emozioni
Paul Ekman et al. furono tra i primi a studiare le emozioni: ad essi si deve l'identificazione delle sei emozioni di base, ossia rabbia, disgusto, paura, felicità, tristezza e sorpresa.
Ciascuna di queste emozioni è caratterizzata da un unico sottoinsieme di movimenti facciali, la cui combinazione sembra essere innata pertanto sono universali e simili in termini di variabilità, aspetto esteriore e interpretazione.
Ekman e Freisen (1971): compiono uno studio per valutare l'universalità delle emozioni su un campione anglofono e uno dalla Nuova Guinea. Ad entrambi i gruppi leggono una storia, dopodiché mostrano tre fotografie di volti (di cui solo una è la risposta corretta) e chiedono ai partecipanti di associare i personaggi della storia -con annessi stati emotivi- alle fotografie.
Quanto osservato fu che, salvo leggere oscillazioni, l'accuratezza delle risposte era abbastanza alta in tutti i soggetti, a prescindere da età, sesso e cultura.
Nummenmaa et al. (2014): conducono un altro esperimento per appurare l'universalità delle emozioni, per far ciò prendono un campione composto da soggetti svedesi, finlandesi e taiwanesi. Mostrano a ciascuno una schermata computer con due sagome della figura umana e, in seguito all'esposizione a vari stimoli (parole, volti, storie, brevi filmati), chiedono ai partecipanti di
Quanto osservato fu che, salvo leggere oscillazioni, l'accuratezza delle risposte era abbastanza alta in tutti i soggetti, a prescindere da età, sesso e cultura.
Nummenmaa et al. (2014): conducono un altro esperimento per appurare l'universalità delle emozioni, per far ciò prendono un campione composto da soggetti svedesi, finlandesi e taiwanesi. Mostrano a ciascuno una schermata computer con due sagome della figura umana e, in seguito all'esposizione a vari stimoli (parole, volti, storie, brevi filmati), chiedono ai partecipanti di colorare i punti di maggiore attivazione in una e quelli di minor attivazione nell'altra.
Quanto fu osservato è che emozioni diverse attivano parti diverse del corpo e sono percepite ugualmente da tutti i soggetti del campione (il che testimonia che la percezione sensoriale emotiva è crossculturale).
Modello circomplesso
Oltre alle sei emozioni di base, sono state riconosciute altrettanti stati emotivi. Il modo migliore per rappresentarli è il modello circomplesso di Barrett e Russell del 1998.
Tale modello fa leva su misure dimensionali: le emozioni non sono quantitativamente classificabili con on/off, piuttosto sono misurabili su un continuum. Questo continuum è dato da due parametri:
- Arousal: termine generico utilizzato per descrivere i cambiamenti corporei che sono presenti durante l'esperienza emotiva, come il cambiamento del battito cardiaco, la sudorazione, etc. (in soldoni, quanto sento uno stato emotivo);
- Valenza: termine utilizzato per descrivere la qualità soggettiva, positiva o negativa, della risposta emotiva rispetto a uno specifico oggetto o evento (in soldoni, dove sento lo stato emotivo, quale sistema è attivato).
L'arousal si riferisce sia alla forza della risposta emotiva rispetto ad uno stimolo, sia all'attivazione, ossia alla mobilitazione delle risorse.
La valenza, invece, riferisce il grado con cui un'esperienza è ritenuta piacevole o spiacevole.
Utilizzando queste due dimensioni, il modello circomplesso crea una cornice grafica in cui ogni emozione sarebbe determinata da variazione delle due dimensioni di valenza e arousal.
Bradley & Lang (2007): compiono una serie di misurazioni su un campione assai vasto di popolazione (uomini, donne, bambini, anziani, etc.) proponendo stimoli di varia misura e andando a misurare la relazione tra valenza ed arousal.
I dati interessanti riguardano la differenza di arousal tra maschi e femmine: tendenzialmente i maschi hanno un arousal maggiore per stimoli di valenza positiva, più piacevoli, mentre le femmine hanno un pattern d'attivazione speculare, ossia maggiore attivazione per stimoli di valenza negativa, quindi spiacevoli.
Arousal e valenza possono anche essere utilizzati per costruire un modello orientativo verso l'azione (aspetto della motivazione ad agire data dalle risposte emotive): emozioni diverse possono portare ad obiettivi specifici.
È possibile infatti riferirsi ad alcune emozioni come felicità, sorpresa e rabbia in termini di avvicinamento, nel senso che attivano il desiderio di approcciare l'oggetto o la situazione stimolo.
Analogamente, un altro gruppo di emozioni, quali tristezza, disgusto e paura, sono definite in termini di evitamento, nel senso che evocano il desiderio di evitare l'oggetto/evento stimolo.
Definiamo questo costrutto dimensionale modello di avvicinamento-evitamento, ideato da Davidson et al. nel 2000.
Misurazione e manipolazione delle emozioni
Nei contesti sperimentali le emozioni possono essere studiate in primis in funzione dello stimolo: la manipolazione tramite induzione dell'umore è una delle tecniche utilizzate. Alcuni studiosi hanno cercato di manipolare l'umore per influenzare le esperienze emotive in partecipanti in condizioni di baseline.
Un'altra tecnica è quella della manipolazione tramite stimoli attivanti: questa tecnica va ad agire sull'insorgenza di uno stato emotivo (e non sulla variazione dell'umore) tramite la presentazione di stimoli emotivamente attivanti (vocaboli, foto, brevi filmati, storie, etc.).
Una volta manipolati gli stimoli e avendo ottenuto risposta emotiva, è necessario misurarla. Esistono varie metodologie:
- Misurazione diretta dell'emozione: basata su valutazioni self-report. Esse possono semplicemente riferirsi alla descrizione del proprio stato d'animo in maniera introspettiva (il che, tuttavia, è influenzato da norme socio-culturali) o possono basarsi su scale comportamentali come per esempio la Scala Likert (1-7) o scale che utilizzano immagini/disegni/smile.
- Misurazione indiretta dell'umore: la valutazione indiretta può essere fatta in diversi modi:
- Misurazione dei tempi di reazione: vengono presentati stimoli neutri, positivi o negativi ai partecipanti, ai quali viene chiesto di rispondere; quanto viene misurato è se la velocità e la correttezza della risposta sono modulate dal contenuto emotivo dello stimolo;
- Rilevazione dei movimenti oculari/dilatazione della pupilla: questo metodo ci permette di vedere come la gente esplora le emozioni (zone di interesse per comportamentali come per esempio la Scala Likert (1-7) o scale che utilizzano immagini/disegni/smile.
- Misurazione indiretta dell'umore: la valutazione indiretta può essere fatta in diversi modi:
- Misurazione dei tempi di reazione: vengono presentati stimoli neutri, positivi o negativi ai partecipanti, ai quali viene chiesto di rispondere; quanto viene misurato è se la velocità e la correttezza della risposta sono modulate dal contenuto emotivo dello stimolo;
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