Mutamento culturale che “quantifica” e porta novità: nuova epoca
Rapporto dialettico col mondo antico di amore e odio.
- Antichità: un'arte che imita la realtà, funzione mimetica, attraverso figure proporzionate e volumetriche, spazio tridimensionale, visi molto espressivi.
- Medioevo: trasmettere un messaggio chiaro e indiscusso, per esempio i personaggi più importanti sono raffigurati più grandi, manipolando l'opinione pubblica, senza alcun interesse per lo spazio, è bidimensionale.
Declino e metamorfosi dell’arte antica
Tetrarchia, da Diocleziano: due Augusti scelgono per meritocrazia due Cesari. Scontri, dal III secolo: Diocleziano e Massimiano rinunciano alla dignità di Augusti e Costantino sconfigge Massenzio → emerge unicamente Costantino, che, benché pagano, non è ostile ai cristiani, dal cui Dio ritiene di essere stato aiutato in battaglia, e riconosce la legittimità del nuovo culto → da questo momento gli imperatori agiscono come monarchi di uno stato cristiano e impiegano gran parte delle risorse pubbliche per costruire e ornare i luoghi di culto della nuova religione.
La basilica di Massenzio a Roma, enorme costruzione in laterizio sulla via Sacra, è stata iniziata da Massenzio (306 – 312) e finita da Costantino dopo la vittoria sul ponte Milvio (312). Il progetto originario prevedeva una grande navata centrale, con ingresso a est, che mostrava policromia e luminosità; ma l’intervento nell’età di Costantino ha portato modifiche strutturali e un ingresso sul lato sud, sul percorso dei cortei trionfali: viene meno l’impatto immediato, frontale, della grandiosità dell’interno su chi entra. Il senso di smarrimento provocato da uno spazio così vasto, è accentuato dalla statua colossale dell’imperatore Costantino, le apparteneva forse la testa di Costantino scoperta nel 1487 e alta 2,6 metri → grandiosità e colossalià per esprimere la forza e la sacralità del potere imperiale.
L'arco di Costantino ai fori imperiali a Roma (313 – 315) è onorario, non di committenza costantiniana: è il senato a volerlo, per il decennale del regno di Costantino. È stato fatto con vari pezzi di spoglio, o riuso: vengono riutilizzate parti di vecchi monumenti, in questo caso riguardanti altri imperatori, Traiano, Adriano, Marco Aurelio, Costantino, dunque i materiali sono di diversa datazione; è un fatto economico, si recuperano cose già lavorate da risemantizzare per non consumare e per creare un collegamento con imperatori gloriosi. Alcune parti però sono ex novo, da botteghe che lavoravano per Costantino.
Chiasmo: “instinctu divinitatis mentis magnitudine” = “per ispirazione della divinità e per grandezza del suo spirito”.
Policromia: colonne addossate in giallo antico e incrostazioni di porfido rosso.
Varietà stilistica:
- Sole e luna ai lati corti.
- Scene belliche verso l'esterno, per non intimorire il popolo.
- Scene di Costantino con il popolo, per esempio la distribuzione dei beni, verso l'interno della città.
Nel '500 i Medici, per offendere il papa, taglieranno tutte le teste di Costantino raffigurate in questi fregi.
Il nuovo linguaggio artistico del IV secolo è chiamato dagli specialisti tardo – romano: rigorosa e astratta frontalità, gestualità iconica, stridenti contrasti chiaroscurali, convenzionalità densa di significati simbolici. Nel IV secolo l’immagine ha di solito un forte contenuto ideologico: il potere dell’imperatore, l’autorità dei funzionari, la saldezza dello stato, la superiorità dei romani sui barbari, il rispetto delle gerarchie sociali.
Proprio perché espressione di un mondo senza più certezze, lacerato da violente tensioni spirituali, l’arte tardoantica disprezza l’ordine e la razionalità. Questo è molto evidente in architettura: gli edifici assumono proporzioni colossali, fuori scala rispetto alle reali esigenze funzionali, con parametri murari enormi, pesanti volte a cassettoni, volumi talora semplici e grandiosi come nella basilica costantiniana di Treviri. Questa volontà di grandezza è ben rappresentata dalla più grande basilica pubblica costruita a Roma, la basilica di Massenzio. Naturalmente il costo spropositato di simili edifici mal si accorda con un’economia in crisi → reimpiego di materiali e ornamenti, prassi ben nota anche più tardi, durante il Medioevo, secondo il recupero e l’emulazione dell’antico.
La mancanza di naturalismo, il rifiuto del bello canonico, la preferenza per un linguaggio rude e simbolico, accadono nelle epoche la cui cultura è attraversata da forti impeti irrazionalistici, secondo una prospettiva anticlassica.
Roma e l’arte della cristianità d’Occidente
- Ufficialità della religione cristiana: Costantino ha abbracciato pienamente il cristianesimo o è stata una scelta opportunistica?
- Esigenze politiche, spostare l'asse politico a Costantinopoli → propaganda: i volti di Costantino, rilavorazione di statue più antiche per un'immedesimazione coi grandi del passato – no damnatio memoriae – soprattutto con Augusto perché pacificatore.
- Marmo fine, più prezioso, per le parti nude.
- Materiale più povero, rivestito in bronzo, per le vesti.
Gli elementi caratterizzanti dell’arte cristiana, derivata da una tradizione prevalentemente popolare e con mutamenti stilistici meno sensibili che nell’arte ufficiale laica, sono:
- La costruzione di luoghi di culto adatti a grandi masse di fedeli.
- La formazione di un’iconografia propriamente cristiana, capace di comunicare efficacemente il messaggio evangelico, la complessa dottrina e la spiritualità della nuova fede.
La conseguenza è il drastico mutamento della struttura architettonica degli edifici sacri: dalla domus ecclesiae alla basilica cristiana, derivata dalla basilica civile romana. Presenta volumi semplici e austeri, scanditi dalle poderose travature del tetto; una fuga di colonne, che dividono lo spazio in tre o cinque navate, e di archi che indirizza l’attenzione dei fedeli verso la zona dell’altare, separata da un’alta recinzione o iconostasi e immersa nello scintillio dei mosaici absidali; l’atmosfera raccolta delle navate laterali, che circondano di meditativa penombra lo spazio luminoso e chiaro della navata centrale.
Associati alla basilica si trovano spesso due edifici di minori dimensioni e dalla tipica pianta centrale:
- Il battistero, a pianta centrale, solitamente poligonale, ricorda il perimetro del fonte battesimale; infatti, ospita al centro una grande vasca poligonale in cui si amministra per immersione il battesimo dei nuovi adepti, catecùmeni.
- Il mausoleo è una tomba monumentale, un sepolcro solenne, dove si conservano le spoglie, o reliquie, di santi, soprattutto martiri, particolarmente venerati o di personaggi di grande rilievo. Ad esempio, a Roma troviamo il mausoleo di Elena, madre di Costantino, e quello di Costantina, o Santa Costanza, figlia di Costantino. Quest’ultimo, ha una pianta centrale, con la novità del cerchio di colonne che divide a metà lo spazio interno. Di Santa Costanza si sono conservati i mosaici della volta anulare. Al centro c’era il sarcofago di Costantina, oggi ai Musei vaticani, rosso in porfido, “il marmo di porpora”: colore allegato al potere imperiale, così come quello di Elena; il sarcofago presenta un tralcio di vite, dei putti, un pavone, gli antichi credevano che la carne di pavone non si decomponesse → Resurrezione di Cristo.
- Basilica pagana: edificio rettangolare, suddiviso da colonne, luogo per riunioni civili.
- Basilica cristiana: è orientata, perché guardi a est, verso l'Oriente, dove si crede sia il Paradiso, con l'ingresso a ovest; lo spazio è diviso in modo longitudinale dalle colonne, creando così delle navate, quelle centrali sono più alte rispetto le pareti laterali, così la luce delle finestre va al centro, sempre dispari; l'abside è uno spazio semicircolare, che segna la fine del percorso del fedele, dove si avverte tutta la sacralità dell'edificio, teofania = incontrare Dio.
La basilica paleocristiana è l’esito di una mutuazione di una forma già presente nell’antichità, la basilica pagana, destinata a riunioni civili, di forma rettangolare e suddivisa da colonne, con una struttura molto libera. Le basiliche cristiane invece hanno delle regole. Le prime nascono per mano di Costantino a Roma, in una posizione periferica per l’epoca, essendoci ancora una grande resistenza dell’aristocrazia pagana; quindi, sorgono su terreni dell’imperatore. Ricordiamo San Giovanni, San Pietro, costruzione voluta da Giulio II Della Rovere, e San Paolo, distrutta da un incendio e ricostruita in modo filologico, diversamente dalle prime due.
Il fedele doveva entrare dal lato corto e, con un percorso longitudinale, arrivare a oriente, direzionato dalle colonne e dalla luce delle finestre aperte, che si concentra nella navata centrale. Un quadriportico d’entrata accoglieva i catecumeni.
La legge romana vietava le sepolture all'interno della città, per questioni demografiche e fini agricoli e commerciali verso l'esterno:
- Catacombe, dal greco κατά κυμβής = “presso la cavità”.
- Basiliche cimiteriali, come San Sebastiano e Sant'Agnese: a forma di circo, di ippodromo, in cui il lato corto non è perpendicolare al muro, ma di sbieco, richiamando così la partenza dei carri.
Esito di una committenza vasta, culturalmente differenziata e ben stratificata economicamente, la scultura cristiana presenta una produzione ancora di gusto popolaresco e un’altra dallo stile sciolto e vivace, che si ricollega alla tradizione ellenistico – romana.
Le rappresentazioni sui sarcofagi all’inizio sono simili a quelle dei pagani: scene di pastorizia, il defunto come filosofo che legge, personaggi che suonano e danzano. Poi giungono motivi del tutto nuovi: i fedeli che pregano con le braccia aperte e lo sguardo al cielo, le scene tratte dall’Antico e Nuovo Testamento, il Cristo come buon pastore e altri ancora. Spesso le immagini si caricano di un significato più profondo, che si cela dietro quello letterale: per esempio, Cristo condotto davanti a Pilato è un modo per rappresentare le persecuzioni subite dalla Chiesa, oppure il sacrificio di Isacco è usato per esprimere la fede nell’intervento di Dio a sostegno dei suoi figli. Ovviamente Cristo è il soggetto più frequente.
Nel V e nel VI secolo l’arte cristiana è molto disomogenea dal punto di vista stilistico e si individuano due tendenze contrapposte, che in qualche caso possono convivere: una classicistica e naturalistica e un’altra anticlassica.
Costantinopoli e l’Oriente greco: la nascita dell’arte bizantina
Figlio di un generale illirico, cresciuto nei ranghi militari a contatto con il mondo rude dei soldati di confine, Costantino non ama particolarmente Roma, perciò, dopo aver governato quasi sempre dai grandi centri delle province settentrionali, decide di spostare definitivamente la capitale in Oriente. La necessità di avvicinare la sede dell’impero ai confini della ricca pars Orientis e la volontà di legare il proprio nome, come già Alessandro, alla fondazione di una grande città, lo spingono a questa impresa da cui, nelle sue intenzioni, doveva nascere una seconda Roma, pari per dignità e splendore alla prima. La scelta della nuova capitale cade su Bisanzio: Costantinopoli avrà poderose mura difensive, un foro, un ippodromo, un palazzo imperiale e molte splendide chiese.
Girolamo parla di una città in cui “le mura precedono le case e le case precedono gli abitanti”.
Costantinopoli apre la strada a una divisione di fatto dell’impero. I bizantini si considerano eredi di Augusto e legittimi continuatori del potere imperiale romano; l’uso del greco e l’influsso delle antiche tradizioni slave e asiatiche allontanano sempre più la cultura di Costantinopoli da quella della civiltà romano – latina. Nel 395, con la morte di Teodosio, la divisione è ufficiale: egli aveva infatti assegnato la parte orientale al figlio primogenito Arcadio, quella occidentale al cadetto Onorio. E mentre l’Occidente si avvia alla dissoluzione, l’oriente si consolida economicamente e politicamente fino a tentare un secolo dopo con la guerra greco – gotica, sotto Giustiniano, la riconquista dell’Italia e degli altri territori occupati dai barbari.
La cultura artistica bizantina è un ramo dell’arte tardantica, da cui eredita il senso dell’immagine come imitazione fedele della natura e la capacità di rappresentare lo spazio e il movimento dei corpi, raggiungendo uno straordinario naturalismo. Ma alla fine del VI, l’arte bizantina mostra una progressiva perdita della coerenza plastica e un’accentuata schematizzazione delle forme, sino a sfociare in un linguaggio rigidamente codificato, incline all’astrattismo. Così le forme tradizionali dell’architettura pubblica romana si combinano con altre di origine orientale. Durante il V secolo la scultura bizantina nega i valori plastici e spaziali, per riversare nelle immagini contenuti simbolici e allusivi. Spesso nelle opere a carattere ufficiale troviamo rappresentazioni del sovrano e della corte.
Questa tendenza antinaturalistica non è però esclusiva e onnipresente nell’arte bizantina.
In epoca giustinianea è rimasta una traccia nelle arti di superficie: il mosaico e la pittura parietale.
Da Roma a Milano, da Milano a Ravenna
Dopo il 320 nessun imperatore risiede più a Roma. I successori di Costantino trovano una sede ideale in Milano, che eclissa il prestigio di Roma dal 355, quando l’imperatore Costanzo II vi riunisce il sinodo dei vescovi d’Occidente per tentare di imporre il credo ariano in Italia e in Gallia; questa superiorità diviene eclatante con l’episcopato di Ambrogio (374 – 397), un funzionario civile di altissima statura intellettuale acclamato vescovo, interlocutore spirituale dell’imperatore Teodosio.
Morto Ambrogio, Milano appare poco sicura all’imperatore Onorio, pericolo degli Unni, che nel 402 sposta la corte a Ravenna, semplice porto militare con opportunità strategiche: toccata dalla via Emilia, difesa su tre lati dalle paludi del Po, affacciata sull’Adriatico, lo sbocco sul mare facilitava i collegamenti con la parte orientale di Arcadio, Ravenna come appare la porta naturale fra l’Italia e l’Oriente e diverrà il maggior centro di cultura cristiana dell’Occidente.
L’arte ravennate può essere ripartita in tre fasi:
- Sorgono i grandi edifici sacri, dal trasferimento della capitale da parte di Onorio alla conquista di Teodorico nel 486.
- Si costruiscono gli edifici legati al culto ariano favorito dai goti, caduto l’Impero romano d’Occidente, Teodorico caccia Odoacre: riconquista bizantina.
- Si raggiunge la migliore fusione fra tradizione architettonica locale ed elementi decorativi d’importazione, dalla riconquista giustinianea alla caduta dell’Esarcato d’Italia.
Il periodo di Onorio
- Il mausoleo di Galla Placidia: figlia di seconde nozze di Teodosio, Galla Placidia dal 425, dopo la morte del fratellastro Onorio, guida le sorti dell’impero d’Occidente per il figlio Valentiniano II. È una basilica a tre navate, con le colonne in marmo e i capitelli in pietra calcarea d’Istia. Ha un aspetto disadorno e spoglio all’esterno; il piano di calpestio esterno è coperto per via dei sedimenti delle paludi. Mentre l’interno è ricco di mosaici: la volta a vela stellata presenta la croce e i simboli degli evangelisti; nella lunetta opposta a quella d’ingresso c’è una figura che potrebbe essere San Lorenzo o San Vincenzo; la lunetta del buon pastore rappresenta non un pastore ma Cristo. Non ha mai ospitato le ossa di Galla Placidia, seppellita a Roma.
- Il battistero degli Ortodossi: al centro vi è rappresentato il battesimo di Cristo, mentre le piante d’acanto scandiscono gli apostoli; c’è stato un forte intervento dei restauri durante l’Ottocento: per esempio, il piatto del Battista è un’invenzione e il colore del fondo è diverso. Gli stucchi costituiscono la fascia intermedia. Il vescovo Neone è stato il promotore di questa ricostruzione per l’abbellimento del vecchio battistero.
L’età di Teodorico
- Uno dei monumenti perduti è la Chiesa dei Goti, i cui marmi e capitelli sono stati reimpiegati.
- Medaglione da Morro d’Alba.
- Tegola con bollo di Teodorico alle terme di Caracalla.
- Sant’Apollinare Nuovo: dapprima dedicata a Cristo, con Giustiniano sarà dedicata a San Martino, il martello degli eretici. Nel IX secolo assumerà il nome attuale. È presente un set completo di colonne da Costantinopoli: benché Teodorico fosse nemico di C. questo non impediva rapporti di tipo commerciale. Anche l’ambone, ricostruito a doppia rampa, è stato importato da Costantinopoli. Nel XV secolo è stato deciso di innalzare il pavimento della chiesa: è stato eliminato un metro di altezza del muro e sono state reinserite le colonne. È una chiesa realizzata da ariani, la loro cattedrale era Santo Spirito, con scene cristologiche: a nord la vita pubblica, a sud la Passione. Dal momento che gli ariani non credono nell’aspetto divino di Cristo, quasi sempre egli è affiancato da un testimone: è evidente l’aspetto didattico e non l’esaltazione religiosa. Irrompe il fondo oro d’estrazione bizantina. Aumentano di consistenza le tessere vitree. Diverso è il registro inferiore: il corteo parte da due strutture architettoniche, il palazzo per gli uomini, il porto per le donne. Cristo e gli angeli sono attendibili, invece il corteo forse non compren
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