"The ambassadors" di Hans Holbein
Realtà di una certa classe sociale
"The ambassadors" (1553) di Hans Holbein rappresenta la realtà di una certa classe sociale: persone benestanti, contesto benestante. I due ambasciatori poggiano i gomiti su elementi come uno strumento musicale, un quaderno aperto, un mappamondo dell'epoca e altre strumentazioni che dovevano essere di altre discipline delle scienze. La prospettiva è frontale.
Prospettiva e significato nascosto
In questa regolarità e ordine, c'è questo oggetto sul pavimento: un teschio che non ha più la prospettiva frontale. Si tratta di un memento mori. Il quadro utilizza una tecnica dell'anamorfosi: creazione in pittura di immagini che, se viste frontalmente, risultano distorte. Il loro distorcersi diventa un raddrizzarsi a quelle proporzioni che permettono di riconoscere quell'oggetto stesso.
Quello che non vediamo in questa vita, "io ti ricordo che è sempre presente anche sotto mentite spoglie/distorto dalle forme nitide del resto ma è lì". Eliot dice che il drammaturgo ha saputo vedere "il teschio che sta sotto la pelle", una cosa sempre presente nella vita di cui spesso dimentichiamo.
L'anamorfosi nell'arte
L'anamorfosi è utilizzata da altri pittori senza nessun particolare fine se non quello di dimostrare la loro bravura nell'arte. Ci vuole abilità a distorcere un'immagine in maniera tale che, guardata da un'altra angolazione, si raddrizza. Questo utilizzo dell'anamorfosi ci dice che gli artisti di questa epoca continuano a preoccuparsi della questione della rappresentazione del mondo, un po' come ha fatto William Scrots in Edward VI.
Daniel Collins afferma: "gli artisti stanno mostrando la loro bravura, continuano ad utilizzare la prospettiva, altrimenti non avrebbero l'immagine raddrizzata". A imparare a guardare quelle immagini, questa cosa ci dice che la prospettiva centrale non era sufficiente.
Conoscenza e trasformazione
Ciò significa che tra 500 e 600 è un'epoca di trasformazioni: sapere, conoscenze astronomiche, visione diversa dell'universo nella quale la terra e l'uomo stesso risultano decentrati. L'anamorfosi sta facendo prendere consapevolezza di questo essere decentrato: questa posizione decentrata non è poi così malvagia.
Bisogna a volte cambiare punto di vista per vedere le cose. Daniel Collins scrive: "questo essere disposti a sacrificare la prospettiva centrale, è utile a cogliere la realtà come essa è ma a cogliere addirittura quanto c'è di perturbante, di non immediatamente evidente (uncanny), quella dimensione della realtà che non è immediatamente comprensibile se noi adottiamo i soliti parametri."
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