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Acquisizione e disturbi del linguaggio

La lingua naturale è un sistema di conoscenza che permette al parlante di produrre un numero potenzialmente infinito di frasi.

Negli approcci comportamentisti tradizionali l’apprendimento tradizionali l’apprendimento di una lingua non è distinto dall’apprendimento in genere. Accumulo progressivo di abitudini linguistiche senza l’istinto per il linguaggio senza → → l’intervento di una dotazione cognitiva specifica.

La mente cervello del parlante ruolo passivo orientato all’imitazione. → →

I modelli comportamentistici si scontrano con le restrizioni derivanti dalla povertà dello stimolo (Chomsky) empirici sufficienti per lo sviluppo di un sistema ricco e specifico come appunto una lingua ipotesi al di fuori del → dati → quadro innatista rapporto tra lingua adulta e lingua infantile. →

Rapporto lingua adulta infantile. →

Ipotesi che il bambino deve affrontare il compito di costruire una grammatica utilizzando principi e strategie cognitive anche se non specializzate nel linguaggio.

Discriminante tra linguaggio naturale e sistemi di comunicazione artificiali lingua materna (L1) è il risultato di un → processo di acquisizione spontanea del bambino in un periodo precoce della sua vita finestra del periodo critico. →

In questa finestra il bambino è sensibile agli stimoli linguisti nonostante sia privo di esperienza del linguaggio è in grado di → sviluppare autonomamente un sistema linguistico.

Processo di maturazione linguistica basato su stadi che non possono essere modificati dagli adulti. Capacità creativa autonoma del bambino nell’organizzare la grammatica mentale della lingua nativa. →

Processo a tappe per lo sviluppo della fonologia, sintassi, morfologia, lessico.

Nina Hyams – 1986 – suggerisce che è sbagliato guardare ai primi stadi dell’acquisizione in una prospettiva teleologica, essi non possono che essere descritti come pieni di errori (omissioni) non è un errore ma è semplicemente uno stadio di → maturazione del linguaggio.

I primi stadi devono essere visti come lingue automaticamente definite all’interno dei dispositivi fissati dalla facoltà linguistica del bambino. Irregolarità che rappresentano gli stadi del linguaggio del bambino. →

Proprietà e restrizione fissate dalla facoltà del linguaggio hanno piena attuazione nell’acquisizione linguistica durante il periodo critico. [base per l’acquisizione di L2]

Povertà dello stimolo e problema di Platone

L’argomento principale di Chomsky sull’acquisizione a favore dell’esistenza di un componente innato, specificamente → linguistico, cioè la povertà dello stimolo.

I dati disponibili al bambino nell’ambiente esterno sono insufficienti da soli per permettere di acquisire la lingua madre.

Esempio discusso di Chomsky l’estrazione dell’elemento interrogativo (chi, che cosa, quando ecc) →

Mentre nelle frasi semplici la forma interrogativa prevede che il sintagma interrogativo finale si muova in posizione iniziale [es. L’uomo mangiò la pizza che cosa mangiò l’uomo?] →

Nella frase “L’uomo che lesse il libro, mangiò la pizza” è impossibile che il sintagma interrogativo si possa spostare.

L’agrammaticalità sarebbe impossibile da prevedere con i soli dati positivi: le restrizioni sintattiche che il bambino deve sviluppare non sono deducibili dalle prove esterne disponibili. Quindi mettono in gioco conoscenze indipendentemente disponibili al bambino.

Problema centrale dello studio di acquisizione del linguaggio.

Chomsky il problema di Platone → in che modo questo sistema di conoscenza si forma nella mente/cervello del → parlante? [dato che i dati disponibili sono insufficienti]

Periodo critico ~ le modalità di sviluppo linguistico ~ disturbi linguistici ereditari e non disturbi afasici. ~ → Forniscono prove a favore di una facoltà innata della mente/cervello degli esseri umani.

Gli esseri umani nascono con una dotazione genetica che permette di acquisire una qualsiasi lingua naturale. Il bambino non deve imparare il modo di abbinare i suoni e i significati ma deve mettere in rapporto la sua dotazione innata con la lingua alla quale è esposto facoltà del linguaggio. →

Assumere una facoltà di linguaggio specializzata, fissata geneticamente la conoscenza di una lingua è il risultato di un → processo che porta il bambino dall’esperienza dei dati primari alla creazione di un proprio sistema cognitivo. [Lingua interna]

Dati facoltà di linguaggio lingua interna → → → espressioni strutturate.

L’acquisizione della lingua materna è il processo che attiva la facoltà di linguaggio in un bambino, intesa come insieme di dispositivi cognitivi.

Corrispondente S 0 lo stato iniziale del processo di acquisizione che porta alla lingua adulta. →

Lo stato iniziale della facoltà di linguaggio proprietà semantico-concettuali e fonetiche che precedono l’esposizione → all’esperienza grammatica universale. →

La grammatica di una lingua particolare coincide con lo stato della facoltà di linguaggio dopo che è stata esposta all’esperienza.

Apprendimento lingua materna nei bambini non apprendono come un processo istantaneo ma percorrono diverse fasi →

Secondo alcuni studi di psicologi francesi intorno a Jacques Mehler l’acquisizione inizia prima che il bambino produca → alcun suono o espressione con caratteri linguistici ben definiti.

Misurando la velocità di suzione del ciuccio dei bambini di pochi mesi, sono riusciti a stabilire che il bambino distingue le produzioni nella sua lingua materna da quelle dette in una lingua straniera in quanto la suzione è più intensa quando viene esposto ad una diversa lingua.

Capacità dei bambini di discriminare tra i suoni linguistici è precoce differenziazione tra sordo/sonoro già dai primi → → mesi.

Lo sviluppo comunicativo prelinguistico

Fin dai primi giorni dopo la nascita il bambino è predisposto a rispondere in maniera selettiva agli stimoli esterni. Lo sguardo verso volti noti, riconoscimento della voce e volto materno.

Interazione del neonato con il pianto, sorriso, espressioni facciali, indicatori di disagio, dolore, gioia o dispiacere. Imitazione delle espressioni di chi lo circonda. →

Il neonato viene coinvolto fin dai primi mesi in interazioni faccia a faccia con la madre.

Prima metà del primo anno di vita

  • Interazioni diadiche con l’adulto o con un oggetto.
  • Comparsa della capacità di interagire con un oggetto che diventa un potenziale elemento di conversazione.

10-13 mesi

  • Il bambino comincia a dirigere autonomamente la propria attenzione e a coinvolgere l’adulto.
  • Comunicazione intenzionale 9-10 mesi.
  • Il bambino diventa consapevole di produrre comportamenti significativi e li produce con l’intento di soddisfare i propri scopi o raggiungere particolari obiettivi utilizzando mezzi adeguati [conferma di un avvenuto sviluppo cognitivo].

In questo periodo compaiono anche i primi segni deittici (indicare, offrire, dare) usati come intento dichiarativo imperativo e informativo.

Con queste modalità espressive il bambino compirà i suoi primi atti comunicativi che riguardano oggetti ed eventi riconducibili al contesto.

A partire dai 12 mesi

  • Gesti rappresentativi o referenziali.
  • Oltre ad essere comunicativi sono anche referenti, che evocano un contenuto stabile.
  • Gesti per riferirsi ad eventi od azioni come agitare le mani per dire “ciao”, scuotere la testa per dire → “no”.

La lallazione

Il periodo della lallazione in un bambino è il periodo che va dai 6 agli 8 mesi c.a.

È una prima produzione vocale da parte del bambino di suoni simili a quelli del linguaggio. Consiste nella produzione di sequenze sillabiche di tipo CV.

Non sono riconducibili ad alcun significato a differenza delle prime parole o frasi.

I comportamentisti vedono nella lallazione come una sorta di imitazione. Pur avendo una base biologica iniziale risulta → successivamente controllato da meccanismi di rinforzo. I genitori favorirebbero certi suoni a scapito di altri.

In realtà questa posizione appare difficilmente sostenibile per diverse ragioni discusse in letteratura:

  • Lenneberg anche i bambini sordi sviluppano la lallazione. →
  • La lallazione si presenta nei bambini anche in alcuni momenti giornalieri, specialmente in contesti di isolamento → attività di gioco, come forma di gioco.

Per quanto riguarda il punto di vista articolatorio e acustico, le strutture fonetiche del balbettio sono simili alle sequenze sillabiche del linguaggio.

A partire dagli 8 mesi la produzione del bambino si orienta verso suoni e sequenze che veicolano il significato: produzioni di sillabe reduplicate o canoniche [AA, BB, CC ecc] sequenza temporali delle vocali e consonanti dell’adulto appaiono tra i 6 e gli 8 mesi.

La sillaba rappresenta un punto di accesso al linguaggio: un “atomo” su cui si costruisce la fonologia del parlante. →

Fonologia del periodo della lallazione 2 sorgenti. →

  1. Basi biologiche comuni a tutti i bambini: sillaba non marcata o CV.
  2. L’esperienza: influenza del particolare ambiente linguistico in cui il bambino si è venuto a trovare prima di produrre le prime parole.

Il passaggio alla fase linguistica coincide con l’attenzione alle particolarità della fonetica adulta. Le sillabe salienti del linguaggio adulto sono accessibili dal punto di vista motorio cioè sono punti di entrata per nuove produzioni fonetiche.

I bambini costruiscono i loro schemi lessicali nei limiti di ampie restrizioni fisiologiche.

Acquisizione della fonetica

Acquisire la fonologia significa acquisire l’inventario di segmenti di quella parola → fonemi che hanno un valore → distintivo tra suoni e significati.

“Processi fonologici” significa alternanze, restrizione → → sulla struttura prosodica della parola e sulle unità prosodiche più ampie che definiscono → restrizione [prosodia: pronuncia, intonazione, accento del linguaggio parlato]

Caplan a questi 3 insiemi di proprietà corrispondono tipi differenti di rappresentazione che coincidono con l’immediata → rappresentazione / descrizione degli schemi dei movimenti articolatori e degli aspetti percettivi coinvolti nel riconoscimento e nella produzione di enu

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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