Prof. Samuele Grassi: appunti sul laboratorio di cultura digitale
Forme di cultura e comunicazione
Comunicazione = combinazione di elementi verbali e non verbali. Informazioni che passano dal mittente al destinatario, che poi ritornano nuovamente al mittente. Quindi processo che consiste (in maniera più o meno intenzionale) nella trasmissione di informazioni.
Etimologia (latino)
- Communicatio = partecipare
- Communis = comune a tutti, può essere messo in comune
- Munus = reciprocità, scambio reciproco (relazione in cui si dà senza obbligo di ricevere)
La comunicazione lega le persone, e spesso è anche un bisogno.
Roman Jakobson e la comunicazione
Roman Jakobson (linguista) parlò di comunicazione - verbale e non verbale - tramite una struttura:
- Codice = accomuna chi manda e chi riceve.
- Messaggio = oggetto di comunicazione.
- Contatto/Canale = connessione a livello fisico/psicologico tra chi manda messaggio e chi riceve (rende possibile la trasmissione del messaggio, comunicazione).
- Destinatario = colui che riceve il messaggio e lo interpreta.
- Contesto = insieme che proviene dalla situazione e dalle circostanze in cui si inserisce un evento comunicativo.
Comunicazione di massa
Comunicazione di massa utilizza mezzi diversificati. Tramite essa si è formata una nuova cultura, la quale si è concentrata sui modi di trasmissione. Questo tipo di comunicazione ha fatto la sua comparsa durante il 20esimo secolo. Marshall McLuhan, importante studioso che ha elaborato quella che è la più famosa teoria sui media, disse: “le innovazioni tecnologiche che si impongono in alcuni periodi storici hanno avuto un ruolo centrale nell’orientare quelli che sono gli aspetti principali della società stessa.”
I media sono i mezzi tecnici usati per inviare a distanza i messaggi. I “mass media” divengono di uso comune nella metà del 20esimo secolo, soprattutto in ambito anglosassone. Si parla di mass media quando si usa un mezzo capace di inviare il messaggio a un pubblico vastissimo in pochissimo tempo.
Comunicazione tradizionale e non tradizionale
McLuhan nota come con l’avvento della stampa abbiamo avuto un cambio di paradigma, perché in quel momento si è passati dalla cultura orale a quella alfabetica.
- ➢ Comunicazione tradizionale --> parola scritta, stampa, giornali, fumetti, ecc.
- ➢ Comunicazione non tradizionale --> web e derivati, email, blog, forum, ecc.
Non è il mezzo in sé a essere tradizionale o no, ma l’uso che se ne fa.
Le capacità dei media
Sono le proprietà (caratteristiche) dei media. Essi infatti hanno potenzialità e limiti, che devono essere considerati, ovvero:
- Velocità = è importante perché nei nuovi media aumenta esponenzialmente (nel passare degli anni).
- Portata = riguarda il fatto che i nuovi media raggiungono un numero sempre maggiore di persone (sia a livello geografico che demografico).
- Capacità di memoria = con i nuovi media è notevolmente aumentata la capacità di memoria (un driver può tenere più informazioni di una libreria in casa).
- Accuratezza = informazioni più accurate (Maps è più accurato di una cartina). Ma sono nate anche le fake news con i social media, quindi dobbiamo vedere accuratezza rispetto a cosa.
- Selettività = selezionare gruppi di utenza per raggiungere obiettivi (scegliere audience o scegliere chi manda messaggio).
- Interattività = abbiamo un’interattività maggiore con le persone perché possiamo raggiungerne di più, ma anche minore, in quanto è ridotta la comunicazione dal vivo.
- Ricchezza degli stimoli = i media danno accesso a tantissimi stimoli.
- Complessità = più difficile negoziare, spiegare punti difficili, ecc.
- Protezione della sfera intima = con i media viene a mancare più privacy rispetto al passato (sono più invasivi).
Internet e fusione delle tecnologie
Reti di calcolatori = insieme di calcolatori indipendenti, collegati tra di loro per potersi scambiare dati: è il modello di organizzazione prevalente dei sistemi informatici.
Internet = la più grande rete di calcolatori; rappresenta uno dei più potenti mezzi di raccolta e diffusione dell’informazione su scala globale.
Internet service provider = organizzazioni che forniscono servizi internet e permettono l’accesso a internet.
WWW = World Wide Web è il più diffuso servizio di internet, la condivisione (quindi www non è internet, ma solo un servizio). Si basa sullo scambio di pacchetti di informazione codificati su progressivi livelli di astrazione. Ogni livello serve a offrire una piattaforma adatta al contenuto che deve essere veicolato. Il livello più basso è il segnale elettrico che passa sul cavo, mentre il livello più alto è quello che permette la fruizione di un contenuto. Su ciascun livello viene utilizzato il codice binario.
- 30 aprile 1992 = il Cern stabilisce che la tecnologia è accessibile e migliorabile da chiunque.
Codice binario = messaggio in formato digitale, ovvero una stringa di numeri che l’user vuole inviare tramite il proprio calcolatore al calcolatore di un altro. È diviso in porzioni più piccole, detti pacchetti inviati in rete seguendo percorsi sempre diversi. Quando l’elettricità passa, è 1 e quando non passa è 0.
Fasi del web
- 1990-2000 = Web 1.0, l’era del Read-only Web, ovvero siti statici HTML, che avevano una frequenza di aggiornamento molto ridotta, dove solo i Web Master potevano modificare, mentre gli user non potevano avere alcuna interazione.
- 2000-2001 = Web 2.0, fase di sviluppo di interazione tra siti e utenza con maggiore partecipazione di chi fluiva del Web non più come mero destinatario, ma anche come autore (modificatore). Es. Social network, ecc.
- Metà anni 2000 (2007) = Web 3.0 o Read Write and Execute Web. Nasce un nuovo linguaggio (xnl) ovvero data web, ossia un tipo di Web con altissimo livello di interazione. La ricerca di informazioni è così sempre più performante, in quanto i contenuti sono collegati a parole chiave.
- Oggi = Web 4.0, fase dei Big data (insieme di tecnologie in grado di analizzare, estrapolare e mettere in relazione dati diversi, i dati possono essere strutturati e destrutturati) e Compfight Computing (indica una serie di strumenti che riproducono il funzionamento del cervello umano, caratterizzati dalla capacità di risoluzione dei problemi -- problem solving) --> lavora su piattaforme in grado di elaborare il linguaggio umano.
Cos'è il web
Il web è il principale servizio di internet, ma prima di essere questo, è un medium (mezzo, ma anche interfaccia). Il che è così importante che sorpassa la sua stessa condizione di mezzo, esso diventa il messaggio stesso (McLuhan). Perché il mezzo influenza così l’informazione che modifica il messaggio.
Digitale
“Digitale” significa che il Web ha un modo di rappresentare numericamente le informazioni. Le informazioni analogiche fanno riferimento a una quantità fisica. Le informazioni digitali invece non hanno “quantità intermedie”. L’unità fondamentale è il Bit (lo 0 o 1). Non esistono quantità intermedie al bit.
Tre macrocategorie della comunicazione
- Face to face = comunicazione dal vivo, due soggetti interagiscono nel tempo e spazio
- One-to-many = mass media, si interessano più riceventi (in maniera indistinta)
- Screen to face = comunicazione filtrata da uno schermo (sfruttando Internet)
Caratteristiche della comunicazione rettangolare
Comunicazione fatta su carta, soggetta alle regole imposte da tale spazio (rettangolare), ovvero la fine della carta, le righe, ecc.
Comunicazione digitale
Ci si libera dei limiti della comunicazione rettangolare. Essa è liquida, informe e continua, perché è simile allo scorrere di un fiume, in quanto ad esempio si possono utilizzare i link, che permette di aggiungere a un percorso un altro percorso e così via. Inoltre il link mi permette di andare da un concetto all’altro all’infinito.
Si può non comunicare? No, perché qualsiasi comportamento comunica qualcosa, anche non dire nulla.
La comunicazione è formazione?
I media sono i principali agenti coinvolti nel pensiero e nell’apprendimento di una cultura.
Fare comunicazione digitale
Comunicare in ambiente digitale, dove tutti hanno possibilità di espressione.
Chi è il mittente? Può essere uno studioso, una persona che ha sentito dire qualcosa e una persona che si basa sulla propria esperienza o altrui.
Chi riceve informazioni? Il pubblico è composto da partecipanti e vittime, dobbiamo fare attenzione tra subire e ricevere.
Le novità della rivoluzione digitale
- Prima novità: incremento del potere del soggetto nella gestione delle conoscenze. Significa che possiamo scegliere come gestire le nostre conoscenze, cosa leggere. Concetto che unisce l’idea di Prosumer: consumatore e venditore. È un soggetto creatosi a seguito della rivoluzione digitale e che rappresenta la suddetta possibilità di scelta della gestione delle proprie conoscenze.
- Seconda novità: aumento considerevole dell’estensione delle conoscenze.
- Di contro: tutta questa disponibilità comporta incertezza e disordine.
Sovraccarico informativo
Sensazione di sentirsi sommersi dal carico di informazioni, non arrivare mai alla fine di una ricerca, avendo infiniti spunti, con il risultato possibile di sentirsi di aver perso il tema di partenza. Inoltre la qualità sul web è spesso poco controllata, il che rende difficile l’assimilazione delle informazioni. Il sovraccarico informativo abbassa infatti vertiginosamente la soglia di attenzione (ci sono studi che lo dimostrano).
Luciano Floridi, a proposito del sovraccarico informativo, dice che ci preoccupiamo di proteggere con antivirus le nostre macchine, ma trascuriamo l’idea di porre (noi stessi) dei filtri per proteggere la nostra mente.
Testo e web: cosa significa scrivere oggi ai tempi del web
Differenza tra elettrico e elettronico
- Elettronico = ciò che può utilizzare circuiti elettrici affinché le informazioni siano elaborate.
- Elettrico = tutto ciò che riguarda il consumo di energia elettrica.
Scrittura elettronica
Scrittura realizzata con il computer, dovrebbe essere definita scrittura informatica (più corretto).
Informatica = scienza che si occupa di rappresentare ed elaborare informazioni. L’elaboratore manipola e gestisce le informazioni, le quali possono essere digitali (si utilizzano digits), elettroniche (vedi definizione elettronico) e automatiche (non c’è nessun intervento esterno).
Scrittura informatica
Gli input che riceve il computer sono digitali (non analogici), costituiti da codice binario (0 e 1).
Tappe fondamentali della storia della scrittura informatica
(individuate da Domenico Fiormonte):
- Prima fase: anni ‘80, in questa fase le informazioni venivano distribuite a un pubblico abbastanza vasto, ma si trattava di una ricezione piuttosto passiva. Allo stesso tempo si ebbero i primi studi su come la scrittura sarebbe cambiata con la combinazione di informatica e scrittura. Questa prima fase ha avuto un impatto lieve a livello individuale.
- Seconda fase: anni ‘90, c’è un impiego piuttosto vasto del mezzo informatico e c’è maggiore consapevolezza dell’uso del computer. In questa fase si passa dalla diffidenza del computer, all’utilizzo, e infine all’entusiasmo.
- Terza fase: si sviluppano due tipologie di utilizzo del computer:
- 1) Il computer diventa utile per la comunità scientifica.
- 2) Il computer diventa utile a livello personale. Proprio in questa fase si sviluppa l’informatica umanistica.
- Quarta fase: nascita dell’ipertesto. Abbiamo una vera e propria rivoluzione nelle forme, supporti e gestione dei contenuti.
Informatica umanistica
Nasce nel 1949, quando Roberto Busa produce l’Idex verborum. Da qui si ha la nascita di un numero vasto di riviste e associazioni: Computers and the humanities (rivista), l’Association for Livertrav and Linguistic Computing (ALLC) e in Italia nasce Associazione per informatica umanistica e cultura digitale.
Cosa s’intende per “umanistica digitale”
Si colloca tra le discipline umanistiche e le tecnologie informatiche. Studia le modalità con cui i media influenzano il modo di produrre e condividere cultura. Il presupposto fondamentale è la comprensione del passato servendoci di strumenti attuali (moderni). Conoscenza che si sviluppa con lo scambio di altre discipline e approcci resi possibili dalla rivoluzione tecnologica. Unendo più discipline si può avere una cultura più “a tutto tondo”.
Digital humanities vs. informatica umanistica
- Digital humanities: settore di ricerca interdisciplinare che cresce grazie al rapporto con le altre discipline. L’informatica è utilizzata come strumento (il soggetto è quindi l’informatica).
- Informatica umanistica: varietà dell’informatica rivolta all’umanistica (il soggetto è quindi l’umanistica).
Fasi di chi si occupa di informatica umanistica
- Sfrutta la capacità di ricerca e recupero delle informazioni del database (quantità).
- Non riguarda più la ricerca del maggior numero di informazioni, sfrutta le possibilità del digitale mettendole a servizio della forza metodologica delle materie umanistiche (qualità).
All’inizio delle ricerche infatti si cercano informazioni “a caso”, massive, si cerca di prenderne il più possibile, poi si restringe il campo a quelle migliori.
Quattro diversi periodi dell’informatica umanistica
- Fino a anni 60 = Progetto sullo sviluppo di tecniche di traduzione automatica.
- Dagli anni 60 a 70 = qui i computer non sono più considerati strani, e un numero crescente di persone che si occupa di umanistica inizia ad avvalersi dell’uso dei computer.
- Dagli anni 70-90 = c’è il periodo in cui l’analisi lessicale si espande e abbraccia l’analisi delle strutture linguistiche. Si sviluppa la linguistica computazionale = linguistica + informatica umanistica.
- Da anni 90 a oggi = Periodo dove gli strumenti sono dotati di software incorporati che hanno portato a risultati importanti. Incredibili avanzamenti della tecnologia con programmi che offrono all’utente finale un risultato visibile. Riguarda l’amplificazione delle possibilità di un testo.
Ipertesto
È un insieme di testi potenzialmente infinito, legati da connessioni che ci permettono di passare da uno all’altro in tempi brevissimi. Il concetto di ipertesto (coniato da Ted Nelson) si collega a velocità e apertura, perché l’ipertesto è un testo che si apre a numerosi altri testi e questa apertura è resa possibile dai link. Con la nascita dell’ipertesto cambia la concezione di testo stesso: non solo la scrittura, ma anche la lettura del testo.
Link
È una parola o una stringa di parole che ci permette di andare a leggere altre pagine o di entrare e ritrovarci in altri ambienti digitali. Permette di navigare all’interno delle varie strutture ipertestuali.
Problemi della fruizione dell’ipertesto
- Il salto da un link all’altro può essere compiuto in maniera casuale. Noi infatti siamo abituati a una lettura lineare (su carta), ma nell’ipertesto ci troviamo davanti a una lettura multi sequenziale, ovvero che possiamo passare da una pagina all’altra con un semplice click.
- Si diventa consapevoli del link solo dopo averlo attivato. Non saprò infatti dove mi porterà il link finché non lo clicco.
- Il salto di schermata può far dimenticare l’idea che lo aveva nominato.
- Spesso l’associazione ha senso per l’autore del link ma non per chi legge.
- Il bisogno di creare un effetto nel lettore rischia di prendere il sopravvento sui reali bisogni di chi legge. A volte riempire la pagina/video di grandi effetti può distrarre il lettore. Importante: la forma non può prendere il posto al contenuto.
Difficoltà scaturite dall’ipertesto
Riguardo le nuove generazioni: si è visto che non hanno più bisogno della struttura lineare (si trovano bene anche nell’ipertesto) che permetteva però di creare un pensiero organico. Questo porta a:
- difficoltà a prestare attenzione al singolo elemento
- crescente abitudine a considerare le immagini e le parole con le stesse categorie di interpretazione
- sempre maggiore necessità di stimoli
Vantaggi dell’ipertesto
Collegamento tra materiali stimola l’abitudine di associazione. Infatti il libro è un testo chiuso, mentre l’ipertesto è un testo aperto. (prima dell’era digitale)
Presupposti culturali dell’età della stampa
- Il testo è dell’autore
- Un testo per essere tale deve essere finito (chiuso)
- Il testo deve essere originale, nato dalla ricerca personale di chi lo scrive.
Presupposti culturali dell’età della rete
Spesso facciamo fatica a dare ad...
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Laboratorio - 5
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Laboratorio di Cultura Digitale per Studi Linguistico-Letterari
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Laboratorio Media Education
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Laboratorio didattica delle religioni