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La Tavola Periodica degli elementi. Origine e significato dei nomi

di Michele T. Mazzucato

“luciferous rather than lucriferous”

Robert Boyle (1627-1691) in The Skeptical Chymist (1661)

Gli elementi chimici sono sostanze non decomponibili per mezzo di reazioni chimiche in sostanze più semplici e costituite da atomi di uno stesso tipo, ossia aventi lo stesso numero atomico (stesso numero di protoni e di elettroni, rispettivamente di carica positiva e negativa). Gli elettroni, distribuiti intorno al nucleo, determinano il comportamento chimico dell’elemento.

Durante una reazione chimica, un atomo, può perdere o acquistare elettroni dando luogo a uno ione positivo (catione) oppure a uno ione negativo (anione), rispettivamente. Mentre il numero dei neutroni (elettricamente neutri), presenti nel nucleo insieme ai protoni, può variare dando luogo a isotopi.

Il concetto di isotopo, dal greco “stesso luogo”, venne proposto nel 1913 da Frederick Soddy (1877-1956) che per tale lavoro ricevette il Premio Nobel per la chimica nel 1921.

L’elettrone venne identificato nel 1897 da Joseph John Thomson (1856-1940), il protone nel 1902 da Ernest Lord Rutherford of Nelson (1871-1937) e il neutrone nel 1932 da James Chadwick (1891-1974) che per questo ricevette il Premio Nobel per la fisica nel 1935.

Un primo tentativo di definizione moderna di elemento chimico venne avanzata da Robert Boyle (1627-1691), ma fu soltanto dopo l’introduzione del concetto di atomo da parte di John Dalton (1766-1844) nel 1803 esposto nel New System of Chemical Philosophy (1808) e quello di molecola da parte di Amedeo Avogadro (1776-1856) nella memoria Essai d’une manière de déterminer les masses relatives des molécules élémentaires des corps del 1811 nonché la sintesi chiarificatoria di Stanislao Cannizzaro (1826-1920) contenuta nel Sunto di un corso di filosofia chimica del 1858, le cui idee sulla chimica atomistica vennero esposte alla prima Conferenza Internazionale di Chimica tenutasi a Karlsruhe nel settembre 1860, che il concetto di elemento chimico venne nettamente definito.

La necessità di ordinare le disparate conoscenze che venivano via via accumulandosi portarono Antoine Laurent Lavoisier (1743-1794), universalmente considerato il padre della chimica moderna, a proporre una prima rudimentale forma di sistemicità chimica esposta nel Traité élémentaire de chimie del 1789, considerato il primo testo moderno di chimica.

Lo sviluppo storico sul concetto di periodicità delle proprietà chimiche degli elementi, attraverso le idee di Johann Wolfgang Döbereiner (1780-1849) nel 1825 con la legge delle Triadi (secondo la quale si potevano individuare gruppi di tre elementi simili e in cui il peso atomico del medio era la media degli altri due elementi) ulteriormente sviluppate da Peter Kremers, Max Joseph von Pettenkofer (1818-1901) nel 1850, J. P. Cooke nel 1857, Alexandre-Émile Béguyer de Chancourtois (1820-1886) nel 1862 con la “vis tellurique”, Gustav Detlef Hinrichs (1836-1923), William Odling (1829-1921), John Alexander Reina Newlands (1837-1898) nel 1864 con la legge degli Ottavi (ordinando gli elementi sulla base dei loro pesi atomici crescenti evidenziava come simili proprietà riapparissero dopo ogni otto elementi), portarono Julius Lothar Meyer (1830-1895) e Dmitrij Ivanovič Mendeleev (1834-1907) indipendentemente uno dall’altro, ad assumere il peso atomico come parametro base della classificazione periodica degli elementi.

Il fatto che il sistema periodico vada sotto il nome del solo Mendeleev origina dal fatto che questi pubblicò i suoi risultati nella fondamentale opera The Principles of Chemistry (1870). Tuttavia nel 1882 la Royal Society di Londra conferì la Davy Medal ad entrambi riconoscendo l’uguale contributo dato per i loro lavori sulla periodicità delle proprietà chimiche degli elementi.

Nel 1899 Bohuslav Brauner (1855-1935) aggiunse al sistema periodico il gruppo dei gas nobili, scoperti fra il 1894 ed il 1898 da John William Strutt, Lord Rayleigh (1842-1919) e da William Ramsay (1852-1916) entrambi insigniti del Premio Nobel nel 1904 e raggruppò gli elementi delle terre rare.

Nel 1913 Anton van den Broek propose e Henry Gwyn Jeffreys Moseley (1887-1915) scoprì che il parametro ordinatore degli elementi nel sistema periodico non era il peso atomico ma il numero atomico, così chiamato nel 1920 da Ernest Lord Rutherford of Nelson (1871-1937), che esprime il numero delle cariche positive (protoni) presenti nel nucleo di un atomo.

Dalla sua prima luce il Sistema Periodico degli elementi è stato discusso, modificato, migliorato e aggiornato via via che la scienza progrediva e si scoprivano nuovi elementi. Dmitrij Ivanovič Mendeleev (1834-1907)

I nomi degli elementi della Tavola Periodica sono così riconosciuti dall’International Union of Pure and Applied Chemistry IUPAC tramite una Commissione sulla nomenclatura in chimica inorganica CNIC.

Metalli

Af nio [simbolo Hf, numero atomico 72]

Scoperto nel 1923 da Dirk Coster e Georg Karl von Hevesy (1885-1966). Il nome deriva da Hafnia, nome latinizzato di Copenaghen.

Alluminio [Al, 13]

Hans Christian Ørsted (1777-1851) - Friedrich Wöhler (1800-1882). Scoperto nel 1825 da Hans Christian Ørsted e Friedrich Wöhler. Il nome deriva da allumina.

Americio [Am, 95]

Scoperto nel 1944 da Glenn Theodore Seaborg (1912-1999), R. A. James e collaboratori. Così chiamato in onore dell’America.

Antimonio [Sb, 51]

Già noto nell’antichità. Dal latino Stibium.

Argento [Ag, 47]

Già noto nell’antichità. Dal greco “chiaro, brillante”.

Attinio [Ac, 89]

Scoperto nel 1899 da André-Louis Debierne (1874-1949). Dal greco “raggio”, l’equivalente greco del radio di derivazione latina.

Bario [Ba, 56]

Scoperto nel 1600 da Vincenzo Cascariolo (1571-1624). Dall’inglese barium da barite, il minerale che contiene questo elemento.

Berillio [Be, 4]

Scoperto nel 1797 da Louis-Nicolas Vauquelin (1763-1829). Dal minerale berillo da quale viene estratto.

Berkelio [Bk, 97]

Scoperto nel 1949 da Glenn Theodore Seaborg (1912-1999), S. G. Thompson e collaboratori. Deriva da nome della città di Berkeley in California (USA) dove si trova il Lawrence Berkeley National Laboratory.

Bismuto [Bi, 83]

Scoperto nel 1752 da Claude Joseph Geoffroy (1685-1752). Dal latino bisemútum, derivato dal tedesco Wiszmut, parola creata da Philipp Theophrast Bombast von Hohenheim (Paracelso) (1493-1541) sul paese di St. Georg in der Weisen in Sassonia, dove fu per la prima volta estratto e –muten “sollecitare una concessione mineraria”.

Bohrio [Bh, 107]

Scoperto dallo staff della Gesellschaft für Schwerionenforschung GSI di Darmstadt in Germania. Così chiamato in onore di Niels Bohr (1885-1962).

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