Concetti Chiave

  • La crisi del regime zarista è emersa durante la partecipazione della Russia alla Prima Guerra Mondiale, evidenziando la povertà della popolazione e le sommosse del 1905.
  • La rivoluzione di febbraio del 1917 è scaturita da proteste popolari contro la carestia, culminando in una sommossa generale contro lo zar, con le truppe che si unirono agli insorti.
  • Un governo provvisorio fu formato il 12 marzo 1917, portando all'abdicazione dello zar Nicola II e all'instaurazione di un dualismo di potere tra il governo e i Soviet.
  • Lenin, rientrato a Pietrogrado nell'aprile 1917, presentò le Tesi di Aprile, proponendo un'immediata rivoluzione proletaria e una pace rapida, guadagnando consensi tra la popolazione.
  • I Soviet, ricostruiti dopo la rivoluzione di febbraio, divennero un'alternativa politica al governo provvisorio, rappresentando interessi di operai, soldati e contadini.

La crisi del regime zarista

La partecipazione al conflitto mondiale aveva messo in evidenza la crisi che da tempo affliggeva il regime zarista. Infatti, la popolazione, continuava a vivere in condizioni di estrema povertà. Già dal 1905 si erano verificate in tutto il paese delle sommosse, che avevano costretto lo zar Nicola II a concedere l'istituzione di un parlamento, la Duma. Nel 1905 lo zar, convinto che il conflitto si sarebbe risolto velocemente, scelse di entrare in guerra a fianco dell'intesa. Dopo tre anni di combattimenti la Russia aveva registrato enorme perdite di uomini e di mezzi e ciò non faceva che accrescere l'insofferenza popolare. .

La rivoluzione di febbraio

Dall'autunno del 1915 si erano susseguiti scioperi e proteste, causati dalla mancanza di beni di prima necessità e dal vertiginoso rincaro dei prezzi. All'inizio del 1917 la situazione precipitò. L'8 marzo, corrispondente al 23 febbraio del calendario ortodosso, scoppiò a Pietrogrado una protesta popolare spontanea contro la dilagante carestia. Questa volta le truppe incaricate della repressione fecero causa comune con gli insorti e in pochi giorni la ribellione, nota come rivoluzione di febbraio, dilagò in tutto il paese, trasformandosi in una sommossa generale contro lo zar.

Il governo provvisorio e i Soviet

Il 12 marzo si formò un governo provvisorio sotto la presidenza del principe Georgij L'vov. Unico ministro di sinistra era il socialdemocratico Aleksandr Kerenskij. La pressione fu tale che il 15 marzo lo zar fu costretto ad abdicare. Nicola II indicò come suo successore il fratello Michele, il quale però rifiutò la corona rendendosi conto dell'impossibilità di domare la situazione. Su ordine di Kerenskij lo zar e i familiari vennero trasferiti e sottoposti a rigorosa sorveglianza. A fianco del governo liberale, le forze popolari e socialiste ricostruirono i Soviet, le assemblee dei rappresentanti di operai, soldati e contadini. Nei nuovi Soviet confluirono delegati eletti dai lavoratori nelle fabbriche e dai corpi dell'esercito che si erano ammutinati, scelti tra i più accesi rappresentanti sia dei socialisti, sia dei socialdemocratici, questi ultimi divisi a loro volta tra bolscevichi e menscevichi. Presto si verificò un vero e proprio dualismo fra il governo e i Soviet. In particolare il Soviet di Pietrogrado finì per porsi come un'alternativa politica al potere centrale. Nello stesso tempo, si andava estendendo il disfattismo, atto a far uscire la Russia dalla guerra mediante l'accettazione di una pace a qualsiasi costo e a difendere sul piano murale i disertori.

Le tesi di Lenin

La situazione conobbe una svolta decisiva quando il capo bolscevico Lenin, nell'aprile 1917 rientro a pietrogrado. Una volta raggiunta la capitale, Lenin enunciò le cosiddette tesi di Aprile, che innovavano la tradizione marxista sostenendo la possibilità di un'immediata rivoluzione proletaria e comunista. A tale scopo andava interrotta ogni Intesa tra le forze rivoluzionarie e il governo L'vov in modo che questo cadesse in quanto reazionario e politicamente incapace. Tutto il potere doveva passare in mano ai Soviet, espressione diretta degli interessi proletarie popolari. Le Tesi di Lenin prevedevano anche "la terra ai contadini e le fabbriche gli operai" e la necessità di stipulare una pace immediata. Perciò riscossero largo successo tra la popolazione.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della crisi del regime zarista?
  2. La crisi del regime zarista fu accentuata dalla partecipazione al conflitto mondiale, che mise in evidenza la povertà estrema della popolazione e portò a sommosse già dal 1905, culminando in un'insofferenza crescente a causa delle enormi perdite subite dalla Russia in guerra.

  3. Cosa scatenò la rivoluzione di febbraio del 1917?
  4. La rivoluzione di febbraio fu scatenata da una protesta popolare a Pietrogrado contro la carestia, che si intensificò a causa della mancanza di beni di prima necessità e dell'aumento vertiginoso dei prezzi, portando a una sommossa generale contro lo zar.

  5. Quale fu il ruolo del governo provvisorio dopo l'abdicazione dello zar?
  6. Dopo l'abdicazione di Nicola II, il governo provvisorio, presieduto da Georgij L'vov, si formò per gestire la situazione, ma si trovò a fronteggiare un dualismo con i Soviet, che rappresentavano le forze popolari e socialiste.

  7. Quali erano le tesi di Lenin e come influenzarono la situazione politica?
  8. Le tesi di Lenin, enunciate nell'aprile 1917, proponevano un'immediata rivoluzione proletaria e comunista, sostenendo che il potere dovesse passare ai Soviet e che fosse necessaria una pace immediata, guadagnando così un ampio consenso tra la popolazione.

  9. Come si manifestò il dualismo tra il governo provvisorio e i Soviet?
  10. Il dualismo si manifestò con il Soviet di Pietrogrado che si affermò come un'alternativa politica al governo centrale, mentre le forze socialiste e popolari cercavano di rappresentare gli interessi dei lavoratori e dei soldati, creando tensioni e conflitti di potere.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community