La perpendicolarità
di Leonardo Calconi
La condizione di perpendicolarità è parte integrante della nostra vita, per tutto ciò che questa frase può significare.
- Un oggetto lasciato cadere viaggia verso il suolo con una traiettoria ad esso perpendicolare.
- Noi camminiamo in posizione eretta perpendicolare al suolo.
- L’angolo retto è in genere la soluzione migliore per la gestione dello spazio: edifici, mobili, imballaggi, superfici di proiezione.
- Le superfici vengono ripartite in parti eguali con l’uso degli angoli retti creati da rette perpendicolari, angoli che, come ci dice Euclide col quarto postulato, sono tutti uguali.
- Col sole allo zenith gli oggetti non proiettano ombre perché i raggi solari sono perpendicolari al suolo.
- Le matrici sono griglie con righe e colonne tra di loro perpendicolari.
- La condizione di simmetria con la quale abbiamo a che fare ovunque, a cominciare dal nostro corpo di esseri viventi, è strettamente correlata a quella di perpendicolarità.
Eccetera per mille altri esempi.
Ma in che modo possiamo individuare in una formulazione astratta questa condizione che vincola pesantemente la nostra esistenza nell’infinitesimo sottoinsieme T del sistema universo U cui apparteniamo?
Equazione implicita della retta
È possibile individuare una condizione di normalità (e la sua “inversa” di parallelismo) nell’equazione implicita di una retta nel piano cartesiano del tipo
ax + by + c = 0
equazione che, come abbiamo illustrato in un altro nostro lavoro contiene anche un’altra condizione esistenziale nel sottoinsieme T: la continuità.
D’ora in avanti adotteremo la seguente terminologia:
- Una retta perpendicolare ad un’altra è ad essa normale.
- Due rette perpendicolari tra di loro sono normali tra di loro.
- La condizione di perpendicolarità è la condizione di normalità.
Discussione sui vettori applicati
Iniziamo stabilendo la condizione di normalità tra due rette nel piano cartesiano per mezzo di due vettori A e B applicati nell’origine e aventi la stessa direzione delle rette.
Se i due vettori sono tra di loro normali si ha
|A + B| = |A – B|
ovvero il modulo del vettore somma è uguale al modulo del vettore differenza.
Ricordando che il modulo di un vettore è
|N| = NN
Si ha =
(A + B)(A + B) (A - B)(A - B)
da cui elevando al quadrato e sviluppando il calcolo si ottiene
4AB = 0 ovvero
AB = 0
Ricordando che il prodotto di due vettori è un numero, qual è il significato del numero
c = AB
che nel nostro caso è uguale a zero?
Se due vettori A e B hanno direzione qualunque e, in prima istanza, non sono tra di loro normali,
R
possiamo considerare la proiezione cB di A su B con c
In tal caso il vettore differenza A-cB sarà normale a B e si avrà
B(A – cB) = 0
ovvero
AB
=
c BB
che, nel caso B sia un vettore unità, si riduce alla forma semplificata
c = AB.
Ora, con un semplice calcolo trigonometrico, abbiamo
α
|A|cos AB
α = =
|B| = |A|cos e c
c |B| BB
da cui si ha |B| |B|
AB AB AB
α = = =
cos 2
|A| |B| |A| |A||B|
BB
Ricordando che per la diseguaglianza di Schwarz si ha
≤ ≤
2 2 2
( ) ( )( ) |A| |B|
AB AA BB
si ha anche
≤
( ) |A||B|
AB
Allora è evidente che deve essere
α
− ≤ ≤
1 cos 1
ovvero
α π
≤ ≤
0
Quindi il nostro numero, attribuendo significato al prodotto di due vettori, rappresenta l’indicatore della loro eventuale condizione di normalità:
c
Esprimendo questa condizione con una variabile booleana κ
|A|
α
- se =0 c= ovvero |A| = c|B|, i due vettori coincidono ed hanno stesso verso = falso
κ
|B|
α
- °
=90 c = 0
se, i due vettori sono distinti = vero
κ
-|A|
α
- °
= 180 c=
se, i due vettori coincidono e hanno verso opposto = falso
κ
|B|
α
- °
se =270 c = 0, i due vettori sono distinti = vero
κ
Equazione implicita della retta
Tornando alla condizione di normalità espressa da
B(A – cB) = 0
osserviamo che A e B sono due vettori applicati nell’origine e quindi sono definiti ciascuno da una n-upla che rappresenta le coordinate dell’estremità libera del vettore, ovvero un punto.
Cambiamo simboli ponendo N(X – P) = 0 dove
- X (x,y) è un punto qualsiasi del piano
- N (a,b) è un vettore non nullo applicato nell’origine
- P (u,v) è il punto per il quale passa una retta normale ad N
Essendo NX = PN sarà ax + by = ua +vb, da cui ponendo ua + vb = -c si ha
ax + by + c = 0
ovvero l’equazione implicita della retta passante per X e P e normale ad N.
In questa equazione quindi i coefficienti a,b definiscono il vettore N normale alla retta data e a qualsiasi altra retta i cui coefficienti a’,b’ identifichino un vettore N’=N.