Concetti Chiave

  • La globalizzazione è un processo di apertura dei mercati internazionali, che mira a uniformare scambi commerciali e idee in tutto il mondo.
  • I sostenitori della globalizzazione, come grandi capitalisti e burocrati, affermano che essa crea opportunità di lavoro, anche se spesso a scapito dei diritti dei lavoratori.
  • Le critiche alla globalizzazione evidenziano che essa aumenta il divario tra ricchi e poveri, colpendo in particolare paesi come l'Africa e l'Argentina, già in difficoltà.
  • Un esempio emblematico è il ciclo produttivo dei jeans, che evidenzia il lungo viaggio e le condizioni di sfruttamento dei lavoratori nei paesi sottosviluppati.
  • La soluzione proposta per migliorare la situazione è che i paesi ricchi inizino a pagare equamente le materie prime, per garantire una distribuzione più giusta della ricchezza.

redir: https://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/globalizzazione.html

La Globalizzazione Economica

La globalizzazione è un processo che sta prendendo ormai tutto il mondo e consiste nell’apertura dei mercati internazionali con la liberazione degli scambi commerciali e dei capitali al fine di portare in tutto il mondo le stesse idee e gli stessi oggetti di uso quotidiano e che vanno di moda nei vari periodi.
Ma chi permette che questo processo possa avvenire? I suoi sostenitori.
I sostenitori sono tutte quelle persone bene stanti che possono permettersi di giocare in borsa, i grandi capitalisti, i burocratici internazionali, ecc.
Sostengono questo progetto perché dicono che portando lavoro a chi non ne ha anche se questi vengono sfruttati si permette loro di recepire uno stipendio minimo a fine mese riuscendo cosi a comprare il minimo per vivere.
Molte persone però si definiscono contrarie a questo processo poiché dicono che non permette lo sviluppo di molti paesi mentre ne fa arricchire chi già è abbastanza ricco e sviluppato aumentando così il divario tra ricchi e poveri, a causa di questo l’Africa -già in una posizione precaria-, l’Argentina, la Russia e il sud-est asiatico sono cadute in una crisi molto forte trascinando poi tutto il mondo nella crisi portandoci sull’orlo di un crack globale. Molto criticate sono le aziende che diventano multinazionali fondando in diverse parti del mondo sottosviluppate dove appunto i lavoratori vengono sottopagati e sfruttati così da ridurre i costi e aumentare i guadagni. il G8 è stato invece criticato per il suo operato sempre nel caso dello sfruttamento, dell’inquinamento e della manipolazione genetica. Sono poi stati accusati da questi oppositori i paesi sviluppati che hanno convinto quelli meno sviluppati ad abbattere le frontiere dell’esportazione togliendo così la dogana sui prodotti esportati cosa che però loro non hanno fatto facendo così perdere anche quei pochi soldi che questi paesi guadagnavano con le esportazioni delle materie che si trovano in quegli stati.
Un esempio che abbiamo analizzato in classe è il viaggio che deve fare un paio di jeans per essere poi venduto. Il viaggio abbiamo visto che è lungo circa 60 mila km e va praticamente in tutto il continente euro-asiatico.
Questo è un chiaro esempio di globalizzazione poiché in tutto il mondo c’è un altissima richiesta di questo prodotto che viene prodotto pezzo per pezzo in diverse parti del mondo in fabbriche dei paesi sottosviluppati dove le persone vengono sottopagate e fatte lavorare fino al limite possibile per un uomo se non oltre. Però a questo non pensa nessuno quando ai grandi magazzini compriamo un paio di jeans perché ormai è una cosa normale.
Secondo me la globalizzazione ha sia i suoi lati positivi che i suoi lati negativi.
Positivi perché comunque porta lavoro dove non c’è e permette ai paesi ricchi di materie prime di poterle sfruttare ma è negativa perché anche se porta lavoro non porta soldi dato che i lavoratori sono maltrattati, sfruttati e mal pagati e poi perché i paesi ricchi comprano le materie prime di questi paesi a dei prezzi talmente bassi da sembrare assurdi ma che i paesi sottosviluppati sono costretti ad accettare pur di ricevere pochi soldi in più. Per questo se si va avanti così non ci sarà mai un sistema a parità di sviluppo e per questo il divario tra ricchi e poveri non diminuirà e non cesserà di esistere. Per risolvere questi problemi secondo me i paesi ricchi dovrebbero iniziare a pagare onestamente ciò che comprano da un paese povero come se lo comprassero da un paese ricco così che i soldi iniziassero ad essere ben distribuiti così da poter vivere tutti dignitosamente, anche se con questo non voglio dire che chi non lavora debba avere ciò che chi lavora se l’è guadagnato. Solo allora la globalizzazione potrà essere definita un processo totalmente positivo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo della globalizzazione economica?
  2. La globalizzazione economica mira all'apertura dei mercati internazionali e alla liberazione degli scambi commerciali e dei capitali, per diffondere idee e oggetti di uso quotidiano in tutto il mondo.

  3. Chi sono i principali sostenitori della globalizzazione?
  4. I sostenitori della globalizzazione includono persone benestanti, grandi capitalisti e burocrati internazionali, che credono che questo processo possa portare lavoro a chi non ne ha, anche se spesso a scapito dei diritti dei lavoratori.

  5. Quali sono le critiche principali rivolte alla globalizzazione?
  6. Le critiche alla globalizzazione si concentrano sul fatto che essa aumenta il divario tra ricchi e poveri, sfrutta i lavoratori nei paesi sottosviluppati e favorisce le multinazionali a scapito delle economie locali.

  7. Qual è un esempio concreto di globalizzazione menzionato nel testo?
  8. Un esempio concreto è il viaggio di un paio di jeans, che percorre circa 60.000 km attraverso il continente euro-asiatico, evidenziando la produzione in diverse fabbriche di paesi sottosviluppati dove i lavoratori sono malpagati.

  9. Qual è la proposta per migliorare la situazione dei paesi sottosviluppati nella globalizzazione?
  10. Si propone che i paesi ricchi inizino a pagare onestamente le materie prime acquistate dai paesi poveri, per garantire una distribuzione più equa delle risorse e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori.

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