Concetti Chiave
- Il giudice Guglielmo incarna il prototipo dell'uomo borghese, con una solida posizione sociale, un ruolo familiare e un forte rispetto per lo Stato e le leggi.
- Il marito è un simbolo di impegno e responsabilità, che vive la sua scelta in modo costante e fedele, cercando di realizzare la propria identità.
- Kierkegaard avverte che la routine può portare alla noia, rendendo necessaria la "ripresa" per dare nuovo impulso alla scelta iniziale.
- La mancanza di "ripresa" può trasformare una scelta morale in moralismo, dove il dovere prevale sulla libertà di scelta personale.
- Il moralismo costringe l'individuo a seguire norme astratte, distogliendo l'attenzione dal significato profondo della propria scelta di vita.
Il giudice Guglielmo
Il personaggio di riferimento è la figura di un giudice, Guglielmo, che rappresenta per Kierkegaard il prototipo ideale dell’uomo borghese: ha una sua posizione lavorativa, ciò che gli permette una certa collocazione sociale, è sposato e quindi realizzato nella vita coniugale e familiare, ha la consapevolezza del suo essere cittadino, rispettoso dello Stato e delle leggi. È la sintesi degli aspetti etici hegeliani: famiglia, società, Stato.
Il simbolo del marito
Il simbolo centrale è il marito, colui che ha deciso di fare una sola scelta in modo definitivo, rispetto a cui si assume un impegno costante di viverla giorno per giorno fino in fondo. Sceglie la responsabilità di fronte alla scelta fatta, che non sarà esente dalla ripetizione perché tale scelta sarà costante e fedele nella sua vita. Il marito cerca continuamente di realizzare ciò che ha scelto di essere.
La ripresa e il moralismo
Ad un certo punto però, si può cadere nella noia e nella routine; Kierkegaard afferma che l’uomo deve saper effettuare “ la ripresa“: è la capacità di dare nel corso del tempo nuovi stimoli ed emozioni alla scelta che è sempre la stessa. Se non c’è la ripresa avviene il fallimento e da scelta morale si passa a moralismo: a comandare ed obbligare l’uomo a rimanere fermo nella sua scelta non è la scelta stessa ma il senso del dovere. Il moralismo porta l’uomo a sottostare alle norme astratte ed universali ed al senso del dovere, perdendo di vista il fondamento di questo stile di vita, cioè la scelta.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del giudice Guglielmo nella filosofia di Kierkegaard?
- Cosa simboleggia il marito nel contesto del testo?
- Qual è il rischio di cadere nel moralismo secondo Kierkegaard?
Il giudice Guglielmo rappresenta il prototipo ideale dell’uomo borghese, con una posizione lavorativa, una vita coniugale realizzata e una consapevolezza del suo ruolo sociale, sintetizzando gli aspetti etici hegeliani come famiglia, società e Stato.
Il marito simboleggia la scelta definitiva e l'impegno costante verso quella scelta, cercando di realizzare ciò che ha deciso di essere, affrontando la responsabilità di vivere la sua scelta giorno per giorno.
Il rischio è che, senza la "ripresa" e la capacità di dare nuovi stimoli alla scelta, si possa passare da una scelta morale a un moralismo che costringe l'individuo a rimanere fermo, perdendo di vista il significato autentico della propria scelta.