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Concetti Chiave

  • L'angoscia è una condizione esistenziale che emerge dalla possibilità, legata al mondo esterno e alle circostanze che collegano l'uomo al suo ambiente.
  • A differenza del timore, l'angoscia è un sentimento privo di un oggetto specifico, rappresentando la libertà limitata dell'individuo di fronte all'infinito delle possibilità.
  • La disperazione nasce dal rapporto dell'uomo con se stesso, dovuta all'impossibilità di conciliare la propria libertà con la finitezza dell'io.
  • La fede permette di superare la disperazione, riconoscendo la propria dipendenza da Dio e sostituendo il sentimento di disperazione con speranza e fiducia.
  • Kierkegaard distingue tra il cristianesimo e il socratismo, evidenziando che la verità è già presente nell'uomo e che è necessaria una rinascita per ricevere la verità divina.

Il concetto di angoscia

Il punto centrale della sua ricerca è l'esistenza come possibilità. L’angoscia riguarda il mondo esterno, le possibilità di eventi e circostanze che collegano l’uomo al mondo. Egli affronta l'argomento in due opere. In "Il concetto di Angoscia" chiarisce la situazione dell'esistenza nel rapporto dell'uomo col mondo. "La malattia mortale" chiarisce la situazione dell'esistenza nel rapporto dell'uomo con se stesso.

La natura dell'angoscia

L'angoscia è la condizione generata dal possibile che costituisce l'uomo. A differenza del timore, l'angoscia non ha oggetto preciso. Essa è il puro sentimento della possibilità. Non è necessità o libero arbitrio, ma libertà limitata.

La connessione dell'angoscia col possibile si rivela nel legame tra il possibile e l'avvenire: l'angoscia è legata a ciò che non è ancora, ma potrebbe essere. Invece, il passato può angosciare solo quando può ripresentarsi come futuro: una colpa passata genera angoscia solo se non è veramente passata (genererebbe pentimento).

L'angoscia è legata all'onnipotenza del possibile. Infatti, ogni possibilità favorevole all'uomo è annientata dall'infinito numero delle possibilità sfavorevoli e viceversa. Dunque, l'infinità e l'indeterminatezza delle possibilità rendono insuperabile l'angoscia.

Disperazione e rapporto con se stessi

La disperazione è interna e nasce legata al rapporto dell’uomo con se stesso. L’io è “rapporto che si rapporta a sé stesso”: la disperazione nasce dall’impossibilità di conciliare la libertà e la finitezza dell’io.

  • Volere essere se stesso: impossibile perché l’io è finito e insufficiente.

  • Non volere essere se stesso: impossibile perché negare il proprio io è contrario alla sua natura.

  • Fede e superamento della disperazione

    La fede risolve la disperazione perché l’uomo riconosce la propria dipendenza da Dio. L’io può volere essere se stesso senza illudersi di autosufficienza, affidandosi alla potenza di Dio. La fede sostituisce disperazione con speranza e fiducia, ma trascende la ragione e il comprensibile: è paradosso e scandalo.
    Il rapporto tra l'uomo e Dio non si verifica nella storia, ovvero nella continuità del divenire umano (teofania), ma nell'attimo, un’inserzione subitanea della verità divina nell'uomo. Dunque, l'uomo vive nella non-verità; e la conoscenza di questa condizione è il peccato.

    Kierkegaard contrappone il cristianesimo al socratismo: la verità è già dentro l’uomo, il maestro aiuta solo a renderla esplicita (maieutica). Cristianesimo: l’uomo è la non-verità e deve rinascere per ricevere la verità da Dio; il maestro è un salvatore/redentore. Dio rimane al di là di ogni possibile punto di arrivo della ricerca umana. L'attimo è l'inserzione paradossale e incomprensibile dell'eternità nel tempo, e realizza il paradosso del cristianesimo, che è la venuta di Dio nel mondo.

    Kierkegaard afferma che non c'è nessuna differenza tra il “discepolo di prima mano” e “il discepolo di seconda mano”: l'uomo che vive dopo secoli la venuta di Cristo crede in virtù della fede, concessa direttamente da Dio.

    Domande da interrogazione

    1. Qual è il significato centrale dell'angoscia secondo Kierkegaard?
    2. L'angoscia è vista come una condizione esistenziale legata alla possibilità, che connette l'uomo al mondo esterno e alle sue infinite possibilità, come spiegato in "Il concetto di Angoscia".

    3. In che modo l'angoscia si differenzia dal timore?
    4. A differenza del timore, che ha un oggetto specifico, l'angoscia è un puro sentimento della possibilità, rappresentando una libertà limitata piuttosto che necessità o libero arbitrio.

    5. Come si manifesta la disperazione nel rapporto dell'uomo con se stesso?
    6. La disperazione nasce dall'impossibilità di conciliare la libertà e la finitezza dell'io, rendendo impossibile sia il volere essere se stesso che il non volere essere se stesso.

    7. Qual è il ruolo della fede nel superamento della disperazione?
    8. La fede consente all'uomo di riconoscere la propria dipendenza da Dio, sostituendo la disperazione con speranza e fiducia, e trascendendo la ragione, come descritto nel contesto del cristianesimo e della verità divina.

    Domande e risposte

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