Concetti Chiave
- L'angoscia nasce dalla scoperta della libertà dell'uomo di fronte alla scelta, creando una vertigine per le infinite possibilità.
- La vertigine delle possibilità implica che ogni scelta porta a un dilemma, rendendo difficile stabilire cosa sia giusto o sbagliato.
- La natura umana, secondo Kierkegaard, si distingue da quella animale e angelica, poiché l'uomo agisce non solo per istinto ma anche attraverso la libertà di scelta.
- La disperazione riflette il complesso rapporto tra l'uomo e la sua interiorità, dove si confronta con la propria natura limitata e imperfetta.
- Essere uomo implica accettare i propri limiti, mentre rifiutare questa condizione porta alla disperazione e al fallimento esistenziale.
La scoperta della libertà
Angoscia: è definita come la sconvolgente scoperta da parte dell’uomo della propria libertà di fronte alla scelta. È il risultato della relazione tra l’uomo ed il mondo che provoca una forte vertigine nell’uomo stesso .
La vertigine delle possibilità
Infatti, di fronte al mondo (ciò che apre l’uomo ad infinite possibilità) esso rimane sconvolto da vertigine perché ogni possibilità è possibile, che è però anche sinonimo di nulla è possibile.
L’infinita serie di possibilità è ciò che impone una scelta, che difficilmente permette di dire ciò che è giusto, scartando le scelte sbagliate.
La possibilità porta con sé tanto la sua realizzazione quanto la sua non realizzazione, con la consapevolezza che questa possibilità è onnipotente.
La natura umana secondo Kierkegaard
Questo ci appartiene in modo naturale ed è legato al fatto che siamo uomini, ci caratterizza in quanto esseri umani. Kierkegaard dice che se fossimo bestie, sceglieremmo con l’istinto.
Gli uomini non agiscono in modo determinato per l’istinto, non siamo neppure angeli e puri spiriti altrimenti avremmo la libertà assoluta e non condizionata dalla possibilità.
La disperazione e l'interiorità
La disperazione è definita come quella dimensione che caratterizza il rapporto tra l’uomo e sè stesso, la propria interiorità.
Nel momento in cui l’uomo si guarda dentro, ha due possibilità: voler essere uomo oppure non volere essere se stesso, un essere umano.
In entrambi i casi, l’uomo deve scegliere tra possibilità che lo condizionano e che lo portano a vivere la disperazione perché essere uomo significa accettare di essere limitato, finito e peccatore mentre non essere uomo significa essere destinati a fallire in quanto non siamo nessuno.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'angoscia nella scoperta della libertà?
- Come si relazionano le possibilità alla libertà secondo Kierkegaard?
- Qual è il legame tra disperazione e interiorità nell'essere umano?
L'angoscia è la sconvolgente consapevolezza dell'uomo riguardo alla propria libertà di fronte alla scelta, generata dalla relazione tra l'uomo e il mondo, che provoca una forte vertigine (come descritto nel testo).
Le infinite possibilità che si presentano all'uomo impongono una scelta, rendendo difficile discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, e portando con sé sia la realizzazione che la non realizzazione delle scelte (come evidenziato nel testo).
La disperazione rappresenta la dimensione del rapporto tra l'uomo e la propria interiorità, dove l'individuo deve scegliere se accettare la propria umanità, con tutte le sue limitazioni, o rifiutarsi di essere se stesso, rischiando di non essere nessuno (secondo quanto affermato nel testo).