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Immanuel Kant

andando oltre il suo pensiero precedente. Tra il 1746 ed il

Biografia 1770, infatti, egli possiede un pensiero precritico, poi nei

successivi venti anni possiede un pensiero critico o

pensiero della maturità. Kant è stato una persona rigorosa,

tranquilla, metodica, dotato di regolarità, tranne nel 1789,

quando arrivò la notizia dell’inizio della Rivoluzione

Francese, e nel 1794, quando il re di Prussia Federico

Guglielmo II vietò a Kant di insegnare i contenuti di una sua

religione entro i limiti della pura ragione”,

opera, “La Kant

ritirò l’opera, non insegnò più sull’argomento, inoltre non

la modificò mai. Morì nel 1804 per gravi problemi di salute.

Interessi e opere

Nella prima fase della sua vita, egli ha interessi tanto

Immanuel Kant è stato un filosofo tedesco, nonché uno dei scientifici quanto filosofici, ed è in questo stesso periodo

più importanti filosofi del pensiero occidentale. Oltre che che ipotizza l'origine dell'universo da una nebulosa. Si

essere riconosciuto per i suoi pensieri principali, che a interessa alla metafisica e dice che bisogna insegnare

seguire verranno esplicati, Immanuel Kant è anche stato quest'ultima, tanto quanto la filosofia, in maniera non-

ideatore della definizione di Illuminismo, infatti, secondo dogmatica. Tuttavia, la sua filosofia iniziale era molto

egli, con questo termine, si indicava l'uscita dallo stato di razionalista, legata al pensiero di Leibniz e simili, quindi è

minorità, quando gli uomini cominciavano ad utilizzare la pienamente metafisica.

propria testa, senza farsi mettere in condizioni di minorità

("minorato" o "minorenne", gli aggettivi che si attribuivano

agli uomini stessi in caso contrario), ma anzi ragionando da

sé. Egli nacque agli inizi del Settecento (1724) nella Prussia

orientale, in una città molto importante dal nome di

Königsberg, sede di università. Oggi questa città non

possiede più questo nome, da quando fa parte della Russia

è stata nominata come Kaliningrad. Egli pensava, al tempo, che la metafisica e la filosofia

fossero in qualche modo conciliabili con la scienza, poi si

rende conto che mentre la scienza ha raggiunto risultati

concreti ed accettati da tutti, la metafisica è ancora oggetto

di continue discussioni, di conseguenza questa

conciliazione avrebbe potuto esserci solo se la metafisica

fosse stata rifondata, con delle basi più rinforzate. Con la

Figlio di una famiglia modesta, Kant viene educato tanto a sua opera dapprima citata, nel 1770 intuisce un nuovo modo

casa quanto al collegio, in un ambito pietistico: il pietismo di concepire la metafisica, ma soprattutto il problema

è una corrente radicale di una severa moralità ed

interpretazione del protestantesimo. Nella sua città natale gnoseologico, ossia ciò che riguarda la conoscenza e ciò

compie gli studi di filosofia e scienze, prendendo che era stato il problema della filosofia moderna. Per

successivamente una laurea, ma date le modeste arrivare a questa intuizione, egli è stato costretto ad uscire

condizioni familiari si mantiene con il mestiere di dall'ambito filosofico a cui era inizialmente legato, ed ha

precettore, ossia di educatore privato. Riesce ad ottenere dal sonno

letto il pensiero di Hume, che lo "scuote

la libera docenza, ossia la possibilità di insegnare, ma non dogmatico/metafisico", lo fa riflettere sul problema della

ancora l'assunzione, la quale avverrà molto più tardi; infatti, conoscenza e lo spinge ad indagare in maniera diversa sui

egli è in grado di diventare professore ordinario tra i fondamenti di quest'ultima. Hume pensava che la

quaranta e i cinquanta anni di vita. La libera docenza riesce conoscenza fosse il risultato della percezione, ossia delle

ad ottenerla grazie ad un elaborato in latino, uno scritto impressioni e delle idee, le prime più immediate e le

sulla

molto importante che ha come titolo "Dissertazione seconde più languide. La conoscenza scientifica, secondo

forma e i principi del mondo sensibile ed intellegibile (De Hume, poggiava sul principio di causa ed effetto, tuttavia

mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis)". Nel

periodo 1770-1790, considerato periodo della maturità di

Kant, egli elabora il suo pensiero originale e principale,

non era necessaria. Kant, tra il 1769-1770, trova una

luce"

soluzione a questa problematica, detta "grande (siamo

in pieno Illuminismo, quindi ciò riguarda un chiarimento dall’intelletto sono i concetti, come quello di necessità e di

Dissertazione.

razionale), e la mette per iscritto nella Ci possibilità su cui si basa la metafisica. Questi pensieri di

vogliono oltre undici anni affinché Kant, quella prima Kant subiranno, col tempo, delle modifiche, ma di

intuizione, la formuli in maniera sistematica e la esprima particolare importanza è il modo in cui egli concepisce lo

nella sua opera più importante. Nel 1781, nell'opera, spazio e il tempo. Spazio e tempo sono i passaggi

della

prevalentemente a carattere gnoseologico, "Critica attraverso i quali avviene la conoscenza sensibile: non sono

ragion pura", il pensiero di Kant introduce un nuovo tipo di delle cose, spazio e tempo, che esistono di per sé, piuttosto

filosofia che prende il nome di criticismo, poi nel 1788 dei modi in cui il soggetto coglie le cose sensibili (sono delle

della ragion pratica",

scrive "Critica avente contenuto etico “condizioni strutturali della sensibilità”, ossia le condizioni

(cioè parla della morale), ed infine nel 1790 scrive "Critica attraverso le quali noi cogliamo gli oggetti sensibili). Spazio

del giudizio", in cui parla di estetica e di bellezza (contenuto e tempo, quindi, non sono delle entità ontologiche, non

teleologico). sono delle realtà a sé stanti, piuttosto stanno in noi. Da

Pensiero questo pensiero di Kant, conseguirà una vera e propria

rivoluzione dal punto di vista gnoseologico (rivoluzione

Il pensiero di Kant può essere racchiuso nel termine copernicana di Kant, detta “copernicana” perchè ribalta

“criticismo” (filosofia del limite, perché la ragione umana è completamente il modo di vedere le cose). La convinzione

limitata), perché il termine “critica”, nella sua filosofia, comune, al tempo, era che ci fosse un mondo esterno, un

viene inteso come equivalente ad “indagine”, “esame”. oggetto di conoscenza, che noi, soggetto di conoscenza,

Sottopone, quindi, la ragione ad un’indagine, perchè vuole dovevamo sforzarci di indagare; la realtà esterna modifica

verificare le sue possibilità, la validità e la legittimità il soggetto, dando luogo a queste rappresentazioni, e poi,

dell’uso della ragione, in quali campi essa deve essere secondo gli empiristi, ciò si compiva con l’esperienza,

limitata. La ragione illuminista e la ragione di Kant, al mentre, secondo i razionalisti, erano più certe le

tempo, risultano quindi limitate. Kant, da pieno illuminista, conoscenze provenienti direttamente dalla ragione. Ma, da

mette sul tribunale della ragione la ragione stessa, e scrive questo processo conoscitivo, il soggetto non ha alcun ruolo

della

quindi le due opere dapprima citate. Nella “Critica attivo, ed è per questo che Kant non è d’accordo con tale

ragion pura (dove “pura” è un aggettivo che indica che la pensiero e ne fa un cambiamento totale. Egli sposta

ragione è a priori)” egli indaga sui limiti e sulle possibilità soggetto ed oggetto, e mette al centro della conoscenza il

della ragione teoretica e conoscitiva, mentre nella “Critica soggetto, mentre l’oggetto gli ruota intorno. Nel processo

della ragion pratica” egli indaga sui limiti della ragione che conoscitivo, quindi, il soggetto e le sue strutture

guida la nostra moralità. La ragione conoscitiva viene prima conoscitive hanno un ruolo primario e attivo nel costituire

di conoscere i contenuti dell’esperienza. L’opera “La conoscenza. Di conseguenza, il soggetto contribuisce in

Dissertazione sulla forma e i principi del mondo sensibile ed modo determinante a costituire l’oggetto di conoscenza,

intelligibile" (1770), invece, è l’ultima che costituisce il non si limita ad indagare nella realtà e a cercare una

periodo precritico di Kant. Dati due tipi di conoscenza, spiegazione. Kant ritiene che noi esseri umani possediamo

ossia conoscenza sensibile e conoscenza intellegibile, delle forme a priori di conoscenza, ossia delle strutture

Kant vuole scoprire com’è fatta l’una e com’è fatta l’altra. conoscitive che ci fanno conoscere in una determinata

Per quanto riguarda la conoscenza sensibile, il soggetto maniera la realtà. Queste, quindi, sono delle modalità con

riceve un’affezione, ossia una sorta di impatto, data dalla cui noi ci rapportiamo alla realtà e con cui la ordiniamo. C’è

presenza dell’oggetto; quindi, conosce non l’oggetto stesso un qualcosa che proviene dall’esterno a cui noi, attraverso

ma l’affezione appunto (fenomeno dell’oggetto, ed è per queste strutture conoscitive a priori, riusciamo a dare

questo motivo che la conoscenza sensibile, per Kant, può forma. Tutto ciò contribuisce a costituire l’oggetto di

essere detta anche come conoscenza del fenomeno). Per conoscenza, e se fossimo diversi conosceremmo in

quanto riguarda la conoscenza intellegibile, invece, questa maniera diversa. L’oggetto, tuttavia, non lo conosciamo in

è la facoltà di rappresentare degli aspetti delle cose che sé, ma ne conosciamo un particolare fenomeno, una

non sono immediatamente colte dai sensi. Le cose colte particolare rappresentazione che noi contribuiamo a

dall’intelletto sono chiamate da Kant non più come creare. Kant, inoltre, parlerà di forme a priori della

fenomeni, piuttosto come noumeni. Queste cose colte solo

conoscenza sensibile e di forme a priori della conoscenza necessarietà, tuttavia non aumentano il sapere, lo

intellettiva, le quali ci fanno leggere la realtà in maniera esplicitano, di conseguenza non sono giudizi scientifici

specifica e ci fanno dare una forma ad essa. Noi esseri perchè la scienza non progredisce grazie ad essi, ne fa solo

umani, in quanto tali, conosciamo tutti allo stesso modo, uso essendo razionale; i giudizi sintetici, invece, sono

ma possono intervenire delle situazioni sociali e culturali in ricavati dall’esperienza, cioè sono a posteriori, e sono

grado di orientarci in un modo piuttosto che in un altro. fecondi (il predicato esprime una conoscenza nuova

rispetto al soggetto), carattere fondamentale per la

C ritica della Ragion Pura scienza, tuttavia essendo a posteriori non sono universali,

né necessari, perchè dall’esperienza non si può ricavare

nulla di necessario (come diceva anche Hume, in quanto

l’esperienza vale per il passato e per chi la fa, non è

universale), quindi anche i giudizi sintetici hanno qualcosa

che serve alla scienza, ma non possono costituire la scienza

stessa. Kant, dopo questa analisi, dirà che i giudizi

scientifici non saranno né quelli analitici, né quelli sintetici,

della ragion pura”,

Nella “Critica Kant si pone un problema, bensì un altro tipo di giudizi che lui stesso chiamerà giudizi

ossia se è possibile fare un uso puro della ragione a sintetici a priori. Kant, così come Leibniz, Hume ed i

prescindere dall’esperienza (a priori) o se tutte le nostre filosofi precedenti, ha distinto, come già detto, due tipi di

conoscenze derivano dall’esperienza e quindi sono a ragionamento e due tipi di giudizio: i ragionamenti che si

posteriori (come sostenuto dagli empiristi che poi hanno basano sulla ragione, diceva Leibniz, sono raccolti tra

raggiunto esiti scettici): questo problema si collega alla proposizioni, poi c’erano le proposizioni che facevano

possibilità di esistenza della metafisica e della scienza. La riferimento a questioni di fatto; i ragionamenti che non

metafisica, in quanto filosofia, si occupa di oggetti che non fanno riferimento all’esperienza, dice Kant, portano ai

derivano dall’esperienza (come Dio, o l’anima). Se l’uso giudizi analitici, mentre quelli legati all’esperienza portano

puro della ragione, cioè senza esperienza, non è legittimo ai giudizi sintetici. I giudizi sintetici a priori, ossia quelli

e non dà conoscenza, allora la metafisica non è fondata e scientifici (della matematica e della fisica, per esempio),

non dà conoscenza. La scienza, invece, pur basandosi su sono giudizi fecondi, accrescitivi del sapere, inoltre

concetti, come i nessi causali, è molto più legata possiedono universalità e necessarietà. Per avere questi

all’esperienza: essa, quindi, è riconosciuta come esistente, giudizi, lo strumento conoscitivo, specificato nell’opera

come un fatto, come un valore riconosciuto in modo Dissertazione Critica della ragion

della e riportato nella

universale. Kant si interroga sul motivo per cui sulla pura, è proprio la rivoluzione copernicana: Kant fa il

metafisica si creano tante discussioni, mentre la scienza paragone tra la mente umana e l’oggetto di conoscenza,

viene creduta e riconosciuta universalmente. Alla domanda così come con Copernico c’era il paragone tra la Terra ed il

che riguarda il se è possibile fare un uso puro a prescindere Sole. In ambito gnoseologico, Kant dice che dobbiamo

dall’esperienza, Kant dice che è possibile quanto non è capire che al centro della conoscenza c’è il soggetto, cioè

possibile: esistono delle conoscenze pure, ma queste noi conosciamo, in quanto soggetti, in una determinata

hanno senso solo in relazione agli oggetti dell’esperienza, maniera, determinando l’oggetto di conoscenza. Di

indagati cioè dalla scienza. Alla domanda, invece, che conseguenza, i giudizi vengono formulati a partire da noi.

riguarda il se è possibile conoscere oggetti non empirici, Gli oggetti non vengono conosciuti in se stessi, ma vengono

Kant risponde negativamente. Per quanto riguarda la filtrati attraverso delle strutture conoscitive chiamate da

metafisica, Kant ci spiega che essa non può essere Kant strutture a priori. Noi cerchiamo quali sono le nostre

considerata una scienza. Conoscere significa indagare il forme a priori della conoscenza, ed una volta che le

giudizio della conoscenza, perchè la conoscenza, e così individuiamo sappiamo che comprenderemo le cose

anche la scienza, sono fatte di giudizi e di proposizioni. Non sempre in una determinata maniera perchè abbiamo

tutti i giudizi sono scientifici, bensì esistono dei giudizi conosciuto quali sono i nostri strumenti per avere

detti analitici, in cui il predicato è contenuto nel soggetto conoscenza. Non possiamo pronunciarci, quindi, su cosa

(giudizi razionali di cui anche Hume e Leibniz parlavano), e vedremo, ma su come vedremo. Queste strutture

dei giudizi sintetici, in cui il predicato non è implicito nel conoscitive, però, non sono solo i sensi. Così facendo, il

soggetto, ma aggiungono qualcosa di nuovo ad esso. A soggetto diventa attivo nei confronti dell’oggetto. Per

questo punto Kant si chiede quali siano, tra gli analitici e i capire in che modo il soggetto condiziona l’oggetto di

sintetici, i giudizi della scienza: i giudizi analitici sono conoscenza, occorre

formulati a priori, quindi senza l’esperienza, ed hanno dei

caratteri importanti per la scienza, ossia l’universalità e la

ripercorrere l’analisi di tutte le nostre facoltà, e Kant, Noi possiamo conoscere attraverso la mente in due modi:

della ragion quando la mente utilizza le conoscenze che provengono dai

questa analisi, la fa sempre nell’opera “Critica sensi, sta facendo intervenire l’intelletto, ed il percorso

pura”. conoscitivo è lecito e scientifico; quando la mente vuole

trovare delle conoscenze e fare appunto dei ragionamenti,

non utilizza i sensi, quindi fa intervenire la ragione, ed

arriva solo alle idee, non alle conoscenze stesse. La ragione,

cioè, è uno strumento che funziona in maniera illegittima,

ai fini della conoscenza vera e propria. L’aggettivo

“trascendentale” veniva usato per indicare i concetti che si

predicano di ogni cosa (come il concetto di uno, di bene, di

verità), tuttavia Kant lo usa per indicar

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Sintesi

Il pensiero filosofico di Kant


Il pensiero di Kant può essere racchiuso nel termine “criticismo” (filosofia del limite, perché la ragione umana è limitata), perché il termine “critica”, nella sua filosofia, viene inteso come equivalente ad “indagine”, “esame”. Sottopone, quindi, la ragione ad un’indagine, perché vuole verificare le sue possibilità, la validità e la legittimità dell’uso della ragione, in quali campi essa deve essere limitata. La ragione illuminista e la ragione di Kant, al tempo, risultano quindi limitate. Kant, da pieno illuminista, mette sul tribunale della ragione la ragione stessa, e scrive quindi le due opere dapprima citate.

Le opere di Kant


Nella “Critica della ragion pura (dove “pura” è un aggettivo che indica che la ragione è a priori)” egli indaga sui limiti e sulle possibilità della ragione teoretica e conoscitiva, mentre nella “Critica della ragion pratica” egli indaga sui limiti della ragione che guida la nostra moralità. La ragione conoscitiva viene prima di conoscere i contenuti dell’esperienza.

L’opera “La Dissertazione sulla forma e i principi del mondo sensibile ed intelligibile" (1770), invece, è l’ultima che costituisce il periodo precritico di Kant. Dati due tipi di conoscenza, ossia conoscenza sensibile e conoscenza intellegibile, Kant vuole scoprire com’è fatta l’una e com’è fatta l’altra. Per quanto riguarda la conoscenza sensibile, il soggetto riceve un’affezione, ossia una sorta di impatto, data dalla presenza dell’oggetto; quindi, conosce non l’oggetto stesso ma l’affezione appunto (fenomeno dell’oggetto, ed è per questo motivo che la conoscenza sensibile, per Kant, può essere detta anche come conoscenza del fenomeno). Per quanto riguarda la conoscenza intellegibile, invece, questa è la facoltà di rappresentare degli aspetti delle cose che non sono immediatamente colte dai sensi. Le cose colte dall’intelletto sono chiamate da Kant non più come fenomeni, piuttosto come noumeni. […] Nella “Critica della ragion pura”, Kant si pone un problema, ossia se è possibile fare un uso puro della ragione a prescindere dall’esperienza (a priori) o se tutte le nostre conoscenze derivano dall’esperienza e quindi sono a posteriori (come sostenuto dagli empiristi che poi hanno raggiunto esiti scettici): questo problema si collega alla possibilità di esistenza della metafisica e della scienza. La metafisica, in quanto filosofia, si occupa di oggetti che non derivano dall’esperienza (come Dio, o l’anima). Se l’uso puro della ragione, cioè senza esperienza, non è legittimo e non dà conoscenza, allora la metafisica non è fondata e non dà conoscenza. La scienza, invece, pur basandosi su concetti, come i nessi causali, è molto più legata all’esperienza: essa, quindi, è riconosciuta come esistente, come un fatto, come un valore riconosciuto in modo universale. Kant si interroga sul motivo per cui sulla metafisica si creano tante discussioni, mentre la scienza viene creduta e riconosciuta universalmente. Alla domanda che riguarda il se è possibile fare un uso puro a prescindere dall’esperienza, Kant dice che è possibile quanto non è possibile: esistono delle conoscenze pure, ma queste hanno senso solo in relazione agli oggetti dell’esperienza, indagati cioè dalla scienza. Alla domanda, invece, che riguarda il se è possibile conoscere oggetti non empirici, Kant risponde negativamente. Per quanto riguarda la metafisica, Kant ci spiega che essa non può essere considerata una scienza. Conoscere significa indagare il giudizio della conoscenza, perchè la conoscenza, e così anche la scienza, sono fatte di giudizi e di proposizioni. Non tutti i giudizi sono scientifici, bensì esistono dei giudizi detti analitici, in cui il predicato è contenuto nel soggetto (giudizi razionali di cui anche Hume e Leibniz parlavano), e dei giudizi sintetici, in cui il predicato non è implicito nel soggetto, ma aggiungono qualcosa di nuovo ad esso.
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