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Concetti Chiave

  • Kant propone una rivoluzione copernicana nella conoscenza, ponendo al centro il soggetto anziché l'oggetto, modificando radicalmente la concezione tradizionale del sapere.
  • La conoscenza è vista come un'attività del soggetto che organizza e unifica i dati forniti dall'esperienza, trasformando l'oggetto in un prodotto dell'attività umana.
  • Per Kant, la conoscenza è una sintesi tra materia e forma, dove le forme a priori giocano un ruolo cruciale nell'organizzazione delle esperienze sensoriali.
  • Le forme a priori sono condizioni comuni a tutti gli esseri umani, presenti prima dell’esperienza sensibile, che rendono possibile la percezione e la comprensione del mondo.
  • La filosofia trascendentale indaga queste forme a priori, essenziali per spiegare l'esistenza di conoscenze universali e necessarie, segnando una svolta significativa nella teoria della conoscenza.

Qual è la rivoluzione copernicana di Kant?

La rivoluzione copernicana della conoscenza: Kant elabora una concezione della conoscenza che costituisce una vera e propria rivoluzione, perché al centro del processo conoscitivo non pone più l’oggetto ma il soggetto con le sue capacità e attività.

Il soggetto al centro del processo

La conoscenza consiste nell’attività con cui il soggetto organizza i fati forniti dall’esperienza, ordinandoli, elaborandoli, unificandoli mediante l’intervento di alcune funzioni mentali. La conoscenza si figura, pertanto, come il risultato di un’attività, una costruzione umana. L’oggetto della conoscenza non è un dato ma è un prodotto della sua attività. La conoscenza non crea i propri oggetti, ma da forma a una materia del conoscere fornita dall’intuizione sensibile. Il cambiamento è radicale. Fino a Kant la definizione di verità cui la cultura filosofica occidentale di era attenuta era quella di derivazione aristotelico-tomista, l’adeguamento dell’intelletto all’essere. Ora invece, si sostiene che è la realtà a doversi adeguare ai modi con i quali il soggetto conosce le cose.

La sintesi tra materia e forma

In questa prospettiva, la conoscenza, per Kant, si configura come sintesi fra una materia del conoscere e una forma con cui questi la organizza. Infatti, afferma Kant con una frase famosa “tutto ha inizio dall’esperienza, ma non tutto deriva dall’esperienza. Così il filosofo sostiene che nella conoscenza operano forme e strutture che no provengono dall’esperienza e che sono a priori. Si costituisce così un campo conoscitivo comune a tutti gli uomini, proprio perché comuni sono i criteri di organizzazione del materiale dell’esperienza.

Le forme a priori

Quindi ognuno di noi ha un modo di organizzare le sensazioni che poggia su condizioni comuni a tutti gli uomini. Tali condizioni sono le forme a priori della conoscenza: cioè funzioni indipendenti dall’esperienza e da noi possedute “prima” dell’esperienza sensibile, perché appartenenti al nostro modo di percepire e di pensare. Le forme a priori costituiscono dunque le condizioni di possibilità della stessa esperienza.

La filosofia trascendentale

L’indagine su tali forme costituisce la “filosofia trascendentale”. In tal senso il termine “trascendentale”, riferito alle forme a priori mediante cui si costituisce l’esperienza, ha un significato diverso da quello di “trascendente” che riguarda invece una sfera che fa al di la dell’esperienza stessa (la trascende). Solo ammettendo la presenza di quelle forme e strutture a priori, è possibile spiegare l’esistenza di conoscenze universali e necessarie. Per questo si può affermare che “Noi delle cose non conosciamo a priori se non quello che noi stessi vi mettiamo”. Questa svolta nel campo della teoria della conoscenza è definita da Kant una “rivoluzione copernicana”.

Il ruolo dell'osservatore

Il ruolo centrale diviene quello “dell’osservatore”, cioè dell’uomo che indaga e investiga sulla natura. L’accentuazione di questo ruolo dell’osservatore ha lasciato un segno non solo nella filosofia ma anche nella

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale innovazione della concezione della conoscenza di Kant?
  2. Kant propone una rivoluzione copernicana, ponendo il soggetto al centro del processo conoscitivo, dove la conoscenza è vista come un'attività di organizzazione dei dati forniti dall'esperienza, piuttosto che come un semplice adeguamento dell'intelletto all'essere.

  3. Cosa si intende per forme a priori nella filosofia di Kant?
  4. Le forme a priori sono condizioni comuni a tutti gli uomini che permettono di organizzare le sensazioni, esistendo indipendentemente dall'esperienza e costituendo le basi per la possibilità stessa dell'esperienza.

  5. Qual è il significato della filosofia trascendentale secondo Kant?
  6. La filosofia trascendentale indaga le forme a priori che strutturano l'esperienza, differente dal concetto di trascendente, e permette di spiegare l'esistenza di conoscenze universali e necessarie.

  7. Qual è il ruolo dell'osservatore nella concezione kantiana della conoscenza?
  8. L'osservatore diventa centrale nel processo conoscitivo, poiché la realtà è interpretata attraverso l'attività del soggetto, influenzando non solo la filosofia ma anche la scienza moderna.

Domande e risposte

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