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Concetti Chiave

  • Kant, erede dell'illuminismo e precursore del romanticismo, sostiene che la ragione deve autogiudicarsi per stabilire i suoi limiti e possibilità.
  • Definito un 'innamorato deluso' della metafisica, Kant avverte che la ricerca dell'infinito può portare a naufragare nel suo oceano.
  • Le tre critiche di Kant, fondamentali per il criticismo, sono: Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica e Critica del giudizio.
  • Kant introduce la rivoluzione copernicana nel pensiero, affermando che il soggetto condiziona l'oggetto attraverso strutture mentali innate.
  • Distingue tra fenomeno e noumeno, affermando che possiamo conoscere solo il fenomeno, mentre il noumeno rimane sconosciuto.

Eredità illuminista e critica della ragione

Immanuel Kant vive tra fine 700 e inizio 800, quindi è erede della tradizione illuministica e precursore del romanticismo.

Kant riprende dalla concezione illuminista la fiducia nella ragione. Gli illuministi dicevano che tutto doveva essere sottoposto al 'tribunale della ragione', Kant invece afferma che è la ragione stessa a dover essere sottoposta al tribunale, quindi è sia giudice che imputato. La ragione deve autogiudicarsi, deve stabilire quali sono i suoi limiti e le sue possibilità.

Inizialmente simpatizzò con il razionalismo ma, con il risveglio dal 'sonno dogmatico' da parte di Hume, lo sorpassa dicendo che la ragione è limitata dall'esperienza, riprende l'empirismo e l'illuminismo, quindi l'ambito della metafisica è inconoscibile.

Quali sono la metafisica e i limiti della conoscenza?

Kant si definirà un 'innamorato deluso' perchè credeva che la metafisica fosse un bisogno naturale dell'uomo, cioè l'uomo tende a superare i limiti e a ricercare l'infinito. 'Se ci avventuriamo nel oceano della metafisica siamo destinati a naufragare'.

Le tre critiche di Kant

Kant è il fondatore del criticismo (krìno: giudicare neutralmente), infatti scrive tre critiche:

1) Critica della ragion pura: la ragione teoretica, l'insieme delle nostre facoltà conoscitive e si occupa di gneoseologia;

2) Critica della ragion pratica: la volontà e si occupa della morale;

3) Critica del giudizio: un giudizio estetico e si occupa dell'estetica (arte, bellezza..).

Rivoluzione copernicana e soggettivismo

Come Copernico ribaltò i rapporti tra Terra e Sole, così Kant ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto (rivoluzione copernicana). La natura è un ordine oggettivo regolata da leggi universali e necessarie, l'uomo è sottoposto alle stesse leggi della natura; quindi il soggetto è condizionato dall'oggetto. Per Kant, queste leggi non sono intrinseche nella natura ma sono nel soggetto, sono delle strutture mentali innate che come dei filtri, uguali per tutti, necessariamente si frappongono fra noi e la realtà; quindi è il soggetto che condiziona l'oggetto. Questo è il soggettivismo universale. In poche parole, la modalità di conoscenza è uguale per tutti cambia, da soggetto a soggetto, cosa conosciamo quindi il contenuto, in base all'esperienza.

Queste strutture mentali innate sono le forme a priori che permettono di conoscere. Kant dice: "Immaginiamo tutti di avere, fin dalla nascita, delle lenti blu incorporate, in questo modo vedremo tutti la realtà filtrata di blu. Questo, però, non significa nè che la realtà sia blu nè che le lenti deformino la realtà, ma esse sono l'unico modo in cui possiamo conoscere la realtà".

Fenomeno e noumeno

Kant distingue: il "fenomeno" (dal greco: faìnomai = apparire) che è la realtà come ci appare attraverso le forme e priori, quindi è l'oggetto nel suo rapporto con il soggetto; e il "noumeno" (intellegibile: ciò che è pensabile ma non conoscibile) è la "cosa in sè", la realtà cosi com'è che rimane una grande X sconosciuta, quindi è l'oggetto indipendente dal soggetto.

La nostra è solo una conoscenza fenomenica poichè possiamo conoscere solo ciò di cui abbiamo esperienza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della ragione secondo Kant rispetto all'illuminismo?
  2. Kant sostiene che la ragione deve essere sottoposta al "tribunale della ragione", diventando sia giudice che imputato, e deve autogiudicarsi per stabilire i suoi limiti e possibilità, differente dalla fiducia incondizionata degli illuministi.

  3. Come Kant descrive il suo rapporto con la metafisica?
  4. Kant si definisce un "innamorato deluso" della metafisica, ritenendo che l'uomo abbia un bisogno naturale di superare i limiti e cercare l'infinito, ma avverte che avventurarsi nella metafisica porta a naufragare.

  5. Quali sono le tre critiche scritte da Kant e i loro ambiti?
  6. Le tre critiche di Kant sono: la "Critica della ragion pura" (gnoseologia), la "Critica della ragion pratica" (morale) e la "Critica del giudizio" (estetica), che insieme fondano il suo approccio critico.

  7. In che modo Kant ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto?
  8. Kant, attraverso la sua "rivoluzione copernicana", afferma che il soggetto condiziona l'oggetto, poiché le leggi che regolano la natura sono strutture mentali innate nel soggetto, non intrinseche nella realtà.

  9. Qual è la distinzione tra fenomeno e noumeno secondo Kant?
  10. Il "fenomeno" è la realtà come appare attraverso le forme a priori, mentre il "noumeno" è la "cosa in sé", una realtà indipendente dal soggetto che rimane sconosciuta e non conoscibile.

Domande e risposte

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