Concetti Chiave
- Kant cerca di mediare tra il mondo fenomenico, conosciuto attraverso i giudizi determinanti, e il mondo noumenico, accessibile tramite i giudizi morali nella sua opera "Critica del Giudizio".
- La facoltà del giudizio funge da intermediario tra intelletto e ragione, permettendo di fare esperienza della finalità del reale attraverso il sentimento.
- I giudizi riflettenti si dividono in estetici, soggettivi e legati al piacere, e teleologici, oggettivi e orientati alla percezione di finalità nella natura.
- Il bello artistico emerge quando la natura appare come arte, con il genio che produce opere originali senza poter spiegare scientificamente il suo processo creativo.
- Il giudizio teleologico conferma la nostra inclinazione a percepire cause finali nella natura, sia intrinseche che estrinseche, evidenziando un pensiero finalistico innato.
Nella “Critica del Giudizio”, Kant si propone il compito di tentare una mediazione tra i due mondi, ovvero quello fenomenico, conosciuto attraverso i giudizi determinanti, e quello noumenico conosciuto attraverso i giudizi morali.
Qual è la facoltà del giudizio?
Questo fondamento è una terza facoltà che Kant individua come intermediario tra l’intelletto (=facoltà conoscitiva) e la ragione (=facoltà pratica) e che chiama facoltà del giudizio, strettamente collegata con il sentimento. Il sentimento di cui parla Kant, deve essere inteso come la facoltà attraverso cui l’uomo fa esperienza della finalità del reale.
Giudizi riflettenti: estetico e teleologico
Per Kant, i giudizi sentimentali sono i giudizi riflettenti che si contrappongono a loro volta ai giudizi determinanti. I due tipi fondamentali di giudizio riflettente sono quello estetico e quello teleologico; attraverso il primo viviamo intuitivamente la finalità della natura, mediante il secondo pensiamo concettualmente tale finalità mediante la nozione di fine. Di conseguenza il giudizio estetico avrà valore soggettivo, il giudizio teleologico valore oggettivo.
Definizioni del bello e del sublime
Il giudizio estetico è la proprietà che nasce dal rapporto degli oggetti con il nostro sentimento di piacere e si fonda sull’armonia tra fantasia e intelletto. Inoltre il bello può essere spiegato attraverso quattro definizioni: secondo la qualità, il bello è l’oggetto di un piacere senza interesse; secondo la quantità, il bello è ciò che piace universalmente; secondo la modalità, è ciò che è riconosciuto come oggetto di un piacere necessario; secondo la relazione, è la forma della finalità di un oggetto. Dall’analisi del bello, nasce anche il sublime, che a differenza del bello, riguarda ciò che non è limitato. Il sublime, fonte di un piacere negativo, si risolverà in sublime dinamico e matematico, il primo dato dall’infinitamente potente, il secondo creato dall’infinitamente grande.
Il bello artistico e il genio
Il bello artistico, invece, si ha quando la natura ha l’apparenza dell’arte e l’arte è bella quando ha la spontaneità della natura. La spontaneità dell’arte bella proviene dal genio, che ha prerogative proprie, ovvero l’originalità, la capacità di produrre opere esemplari e l’impossibilità di mostrare scientificamente come compie la sua produzione.
Giudizio teleologico e finalità
Il giudizio teleologico, d’altra parte invece, afferma e conferma l’esistenza della tendenza irresistibile nella nostra mente a pensare finalisticamente, ovvero a scorgere nella natura l’esistenza di cause finali, sia intrinseche che estrinseche.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della facoltà del giudizio secondo Kant?
- Quali sono i due tipi fondamentali di giudizio riflettente identificati da Kant?
- Come Kant definisce il bello e il sublime?
- Qual è la relazione tra il bello artistico e il genio secondo Kant?
La facoltà del giudizio è un intermediario tra l’intelletto e la ragione, collegata al sentimento, attraverso cui l’uomo fa esperienza della finalità del reale.
I due tipi fondamentali di giudizio riflettente sono quello estetico, che ha valore soggettivo, e quello teleologico, che ha valore oggettivo, entrambi utilizzati per comprendere la finalità della natura.
Il bello è legato al piacere senza interesse e alla sua universalità, mentre il sublime riguarda ciò che non è limitato, generando un piacere negativo e suddividendosi in sublime dinamico e matematico.
Il bello artistico si manifesta quando la natura appare come arte, e la spontaneità dell'arte bella deriva dal genio, che possiede originalità e capacità di produrre opere esemplari senza poter essere spiegato scientificamente.