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Jean Piaget

Jean Piaget nasce il 9 agosto del 1896 in Svizzera a Neuchâtel. A 18 anni il suo interesse è rivolto soprattutto alle scienze naturali, in particolare alla malacologia (ovvero allo studio dei molluschi), tanto da collaborare part-time con il direttore del Museo di Scienze naturali di Neuchâtel.

Tra il 1914 e il 1918

Riprende un’idea del mondo tipicamente gestaltica: esistono “totalità” che sono qualitativamente ≠ dalle loro parti e queste totalità impongono alle parti una organizzazione. Dunque, non esistono «elementi» isolati, bensì le relazioni tra il tutto e le parti variano da una struttura all’altra. Perciò è necessario distinguere quattro azioni che sono sempre presenti e si bilanciano l’una l’altra in un’azione del tutto su se stesso (preservazione) o struttura totale, ma ci sono l’azione delle parti tutte (alterazione o preservazione), equilibrio:

  • Le azioni delle parti su se stesse (preservazione)
  • L’azione delle parti sul tutto (alterazione o preservazione)

1) Predominanza del tutto con alterazione delle parti.

2) Predominanza delle parti con alterazione del tutto.

3) Preservazione reciproca delle parti e del tutto.

Solo l’ultimo tipo di equilibrio (il n. 3) è «stabile» o «buono», mentre gli altri due (1 e 2) sono meno stabili.

1918

Si laurea in Scienze naturali (N.B.: il suo pensiero è molto vicino a quello dell’evoluzionismo darwiniano) e pubblica “Ricerca” in cui mette le basi dell’epistemologia genetica.

1919

Va a Parigi, dove partecipa alle ricerche di Binet sul quoziente intellettivo, dalle quali rimane deluso perché secondo lui queste ricerche non sono in grado di evidenziare le reali visioni dei bambini dal punto di vista intellettivo. Di nascosto dagli studiosi (Binet e Simon) “studiò” i bambini attraverso un altro metodo: utilizzò un questionario psichiatrico con lo scopo di scoprire qualcosa sui processi razionali delle loro risposte giuste e soprattutto errate. Sulla base del quale fare conversazione con i bambini e propose loro compiti per studiare le relazioni causa-effetto. Notò che i più semplici compiti razionali implicanti l’inclusione di una parte in un tutto o la coordinazione di relazioni o la moltiplicazione di classi presentava per i bambini normali di undici o dodici anni difficoltà che gli adulti non sospettavano. In seguito a questi studi, si rese conto che la teoria tra il tutto e le parti poteva essere studiata sperimentalmente. Ciò segnò la fine del suo periodo teoretico e l’inizio di un’era induttiva e sperimentale nel campo della psicologia attraverso l’analisi dei processi mentali sottostanti le operazioni logiche: la logica non è innata, ma si sviluppa poco a poco (evoluzione struttura mentale → tendenza all’equilibrio). Ottenne inoltre il permesso di lavorare con i bambini anormali della Salpêtrière con i quali intraprese la ricerca sui numeri usando sia il metodo della manipolazione diretta sia quello della conversazione.

1921

Diventa direttore dell'Istituto J.J. Rousseau, presso il quale inizia le sue ricerche sugli schemi mentali dei bambini in età scolare. Fu invitato in molti paesi fra cui Francia, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Spagna ecc. per esporre le sue idee e discuterle nelle facoltà universitarie. A conclusione di questo periodo, egli scrive che sebbene la Gestalt si occupasse delle «forme inferiori di equilibrio» (quelle in cui la parte è alterata dal tutto o quelle in cui, secondo la teoria, non c’è composizione additiva), non si occupava delle «forme superiori di equilibrio» e, dunque, delle operazioni logiche o razionali (reciproca alterazione del tutto e delle parti).

1923

Sposa Valentina Châtenay ed ha 3 figli, il cui sviluppo intellettuale e linguistico diventano suo oggetto di studio. La scoperta principale: le operazioni intellettuali vengono dall’attività senso-motoria, prima dell’apparire del linguaggio. Necessità di cambiare metodo in modo tale che il bambino potesse manipolare gli oggetti.

1929 - 1939

Corso di Storia del pensiero scientifico, tenuto alla facoltà di scienze di Ginevra, gli consentì di portare avanti il progetto di un’epistemologia scientifica fondata sullo sviluppo mentale sia auto genetico che filogenetico. Riassunse nuovamente, stavolta su una scala più larga, la ricerca sulla psicologia infantile condotta all’Institut J.-J. Rousseau. Studio delle operazioni concrete attraverso analisi di bambini tra i 4 e i 7/8 anni riguardo: la relazione di parte e tutto (chiedendo loro di aggiungere delle perle a un gruppo di grandezza predeterminata), la sequenza delle relazioni asimmetriche (facendo loro costruire delle serie di ordine prescritto).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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