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Concetti Chiave

  • Durante la Seconda Guerra Mondiale, il nord Italia ha visto un forte movimento antifascista, mentre il sud è rimasto conservatore e monarchico senza un vero movimento di opposizione.
  • Il governo di Pietro Nenni ha segnato una svolta decisiva, portando alla caduta della monarchia e all'instaurazione di una repubblica in Italia.
  • La Democrazia Cristiana, guidata da Alcide De Gasperi, emerge come il partito dominante nelle elezioni del 1946, rappresentando un'area moderata e diversificata.
  • Il referendum del 2 giugno 1946 ha sancito la vittoria della Repubblica, con una netta distinzione tra le preferenze del nord e del sud Italia.
  • Togliatti ha gestito la questione degli ex fascisti con un'amnistia, mirando a presentare un'Italia democratica in vista del patto di Parigi, ma mantenendo ambiguità sulle pene per i colpevoli di reati gravi.

Il movimento antifascista in Italia

Durante la Seconda Guerra Mondiale non si è sviluppato nell'Italia del sud un vero e proprio movimento antifascista, essendo da sempre molto conservatrice e monarchica. Il nord, invece, ha combattuto una guerra di liberazione guidata dai partiti antifascisti che vogliono fortemente una repubblica. Il governo, di Pietro Nenni spazzerà via la monarchia, troppo collusa col regime.

Governi di transizione e cambiamenti

Dal governo Bonomi, successivo a quello di Nenni, vagamente socialdemocratico e che vede al suo interno i partiti antifascisti, si passa al governo Parri. Ferruccio Parri è il capo di una nuova corrente, rappresentante del vento del Nord. Il suo governo è basato sul CLN, ma viene travolto dall'opposizione dei partiti moderati, poiché le sue scelte di epurazione di fascisti sono troppo estreme.

L'ascesa della Democrazia Cristiana

Nel dicembre del 1945 inizia la lunga tradizione dei governi a guida Democristiana, con Alcide De Gasperi come presidente del consiglio, che durerà fino al 1982 con il governo Spadolini. Nel 1946 ci sono le prime elezioni amministrative e la Democrazia Cristiana è il primo partito. Ha raccolto l'Italia moderatamente repubblicana e monarchica, indirizzando la massa grigia verso un partito sostanzialmente centrista. Rappresenta un corpo centrale italiano, un'area molto vasta diversificata al suo interno.

Al secondo posto arrivano i socialisti e al terzo i comunisti. Dopo queste elezioni socialisti e comunisti si avvicinano, sottoscrivendo un patto d'Unità d'azione. Si ipotizza anche la creazione di un fronte democratico popolare.

Il referendum istituzionale del 1946

Nel mentre, bisogna arrivare alla risoluzione del problema istituzionale. Vittorio Emanuele III, nel 1944, aveva attribuito i suoi compiti al figlio Umberto di Savoia, introducendo un dispositivo giuridico presente nello Statuto Albertino secondo cui il re poteva introdurre l'istituto di luogotenenza generale del regno in casi particolari. In questo modo il re fa un passo indietro per salvaguardare la monarchia, a favore di un re giovane e non compromesso dal fascismo. Si arriva così al referendum istituzionale del 2 giugno del 1946, che coincide con l'elezione dell'Assemblea Costituente, con un sistema elettorale proporzionale. Qualunque fosse il risultato del referendum, era poi necessario elaborare una nuova costituzione, poiché lo Statuto Albertino era ormai ingestibile e antiquato. Le elezioni della Costituente dovevano creare una Camera che avrebbe discusso della nuova Costituzione, ricoprendo i doveri del Parlamento fino alla promulgazione di quest'ultima.

Il referendum vede la vittoria della Repubblica (nel centro-nord c'è la maggioranza repubblicana, con dominazione dei partiti di sinistra e mazziniani/garibaldini, mentre nel sud la maggioranza è monarchica) e il re Umberto di Savoia abdica e va in esilio.

Contemporaneamente le elezioni della Costituente vedono la riconferma della DC come partito principale. Il nuovo governo De Gasperi vede la Democrazia Cristiana attorniata dal Partito comunista, dal Partito socialista e dal Partito Repubblicano.

L'amnistia di Togliatti

Togliatti si rende conto che questa ingente quantità di fascisti in libera uscita (ex dirigenti ed esponenti di Salò) deve essere eliminata in vista del patto di Parigi, dove presentare un'Italia ancora fascista non sarebbe saggio. Nono volendo spaccare l'Italia in due, facendo vedere che è un paese ufficialmente democratico (nonostante sia profondamente legato al regime), Togliatti provvede ad un'amnistia per i fascisti, che dovranno pagare una sanzione. Verranno anche colpiti da pene giuridiche solo i fascisti colpevoli di atti particolarmente efferati, estremamente ambigui.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la differenza principale tra il movimento antifascista nel nord e nel sud Italia durante la Seconda Guerra Mondiale?
  2. Nel sud Italia non si è sviluppato un vero movimento antifascista, essendo la regione molto conservatrice e monarchica, mentre nel nord si è combattuta una guerra di liberazione guidata dai partiti antifascisti, desiderosi di instaurare una repubblica.

  3. Come si è evoluto il governo italiano dopo Pietro Nenni?
  4. Dopo il governo di Nenni, si è passati al governo Bonomi, seguito da Ferruccio Parri, il cui governo, basato sul CLN, è stato travolto dall'opposizione dei partiti moderati a causa delle sue scelte di epurazione di fascisti considerate troppo estreme.

  5. Qual è stato il ruolo della Democrazia Cristiana nella politica italiana post-bellica?
  6. La Democrazia Cristiana, guidata da Alcide De Gasperi, è diventata il primo partito nelle elezioni del 1946, rappresentando un'area moderatamente repubblicana e monarchica, e ha dominato la scena politica italiana fino al 1982.

  7. Qual è stato l'esito del referendum istituzionale del 1946?
  8. Il referendum del 2 giugno 1946 ha visto la vittoria della Repubblica, con una maggioranza repubblicana nel centro-nord e monarchica nel sud, portando all'abdicazione del re Umberto di Savoia e all'elezione dell'Assemblea Costituente.

  9. Qual è stata la strategia di Togliatti riguardo agli ex fascisti dopo la guerra?
  10. Togliatti ha introdotto un'amnistia per gli ex fascisti, per evitare di spaccare l'Italia e presentarla come un paese democratico, imponendo sanzioni e pene giuridiche solo ai fascisti colpevoli di atti particolarmente gravi.

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