Concetti Chiave
- L'Italia del secondo dopoguerra è caratterizzata da una devastazione totale, sia territoriale che psicologica, richiedendo un'immediata ricostruzione delle infrastrutture e una conversione delle industrie da belliche a civili.
- Il governo provvisorio di Ferruccio Parri, pur trovando inizialmente solidarietà, crolla rapidamente a causa della sua volontà di colpire i grandi industriali e sostenere le piccole e medie imprese, non gradita alla Democrazia Cristiana.
- Alcide de Gasperi subentra a Parri, affrontando la trattativa di pace per l'Italia, che porta a penalizzazioni territoriali significative, tra cui la perdita di Trieste e l'assegnazione dell'Istria alla Jugoslavia.
- Durante il governo di de Gasperi si discute la transizione da monarchia a repubblica, con il re Vittorio Emanuele III che abdica in favore di Umberto II, il quale regna solo per un mese prima della proclamazione della Repubblica.
- L'iniziativa di Togliatti, nota come "Svolta di Salerno", cerca di mettere da parte la questione istituzionale per formare un governo di unità nazionale, culminando in una consultazione elettorale per un'Assemblea Costituente.
Devastazione post-bellica in Italia
L’Italia ne esce ancor più distrutta della prima guerra mondiale=devastazione totale, sia da un punto di vista territoriale che psicologico.
Tra le cose più urgenti:
• ricostruzione delle infrastrutture.
• la conversione delle industrie da belliche a civili=questo comportava una fase di stallo, per cui il tasso di disoccupazione era aumentato.
Inoltre da non dimenticare che in Italia c’era stata una guerra civile a tutti gli effetti: partigiani e fascisti.
Governo provvisorio e Ferruccio Parri
L’unica cosa che si poteva fare per riassettare l’Italia in quel momento era proclamare un governo provvisorio, affidato a Ferruccio Parri, leader del partito di azione.
Trova solidarietà tra quelli che avevano fatto parte de CLN (lui stesso aveva preso parte alla Resistenza), ma in generale da tutti—-> i partiti dell’epoca fanno muro con Parri per un obbiettivo comune= di far ritornare il paese a una condizione migliore/ normale.
Dimissioni di Parri e ascesa di de Gasperi
Ma questa solidarietà dura poco: la fiducia a Parri viene presto a mancare—> perché voleva colpire i grandi industriali e favorire le piccole e medie imprese.
Ciò in questo periodo aveva un senso preciso, al di là dell’ideologia: agevolando le piccole-medie imprese poteva dare uno sprint alla creazione di un nuovo impianto e aumentare l’occupazione.
Questa cosa non fu ben vista soprattutto dalla Democrazia Cristiana, connessa strettamente agli USA= destabilizzare i grandi Monopoli significava colpire gli USA (nel nostro territorio si stavano impiantando le multinazionali di fatto).
Alla fine Parri è costretto a dimettersi.
Dopo le dimissioni di Parri subentra una figura importante per l’Italia (sebbene opinioni contrastanti sulla sua azione): Alcide de Gasperi, segretario per i successivi 40 anni della democrazia cristiana.
Era comunque una persona onesta e trasparente e lavorava per il bene dell’Italia, seppur lo concepisse a suo modo questo bene.
Trattativa di pace e penalizzazioni
1) Il primo ruolo che doveva assumere de Gasperi era riguardo la questione della trattativa di pace (Parri si dimette a novembre 45, tempo tecnico per far salire Gasperi e siamo fine 45 inizio 46).
Se al tavolo dei vincitori si siedono gli stessi paesi che si spartiscono la Germania, è chiaro che Francia e USA consideravano l’Italia tra i perdenti (i fascisti avevano oltretutto attaccato la Francia)—>di fatto è vero, l’Italia non ha vinto la guerra, ma de Gasperi voleva sottolineare che gli stessi italiano hanno combattuto contro il nazifascismo da un momento in poi=>ma ai francesi e agli inglesi ciò non interessa e in quanto perdenti, l’Italia subisce penalizzazioni territoriali.
• La punizione più grande fu quella di non aver riconosciuto Trieste=diventerà italiana solo nel 1954=viene affidata fin lì agli americani (truppe).
• Istria alla Jugoslavia: ciò comporta per migliaia di persone che abitavano in quella zona e che si sentivano italiane a scappare in Italia.
Fu una firma di ratifica dura per l’Italia, ma non poteva rifiutare, decidono i vincitori.
Questione monarchia o repubblica
2) Questione importante da affrontare nel governo de Gasperi: Era arrivato il momento di decidere se l’Italia voleva restare una monarchia o diventare una repubblica.
In realtà questa questione era già stata sollevata più di un anno prima=tuttavia, nel '44 il segretario del partito comunista Palrmiro Togliatti (assoggettato/sotto impulso dell'URSS) afferma che in un momento così delicato non si poteva parlare di questione istituzionale, la guerra ancora non era finita.
Come viene denominata questa idea/iniziativa di Togliatti di accantonare per un primo momento la questione istituzionale: sotto impulso dell'URSS voleva trovare un compromesso tra i partiti antifascisti e la monarchia, in modo da formare un governo di unità nazionale al quale partecipassero tutte le forze del CLN--->si conclude con l'indizione di una consultazione elettorale per un'Assemblea Costituente. (Salerno: il governo in quel momento storico aveva trasferito la sede a Salerno dopo che gli alleati avevano liberato la città).
Il re Vittorio Emanuele III dopo questo caos della guerra decide che si sarebbe ritirato a vita privata, facendosi da parte=l’idea era quella di abdicare in favore del figlio Umberto II: è così fu=il re sperava di mantenere la corona—> decide di abdicare perché era profondamente odiato dagli italiani, in quanto era colpa sua se il fascismo si era radicato= forse però suo figlio sarebbe stato accettato.
Il figlio sale al trono e prende il soprannome di re di Maggio: sta al potere solo un mese, perché a giugno 1946 viene proclamata la Repubblica.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali sfide che l'Italia affrontò dopo la Seconda Guerra Mondiale?
- Chi fu Ferruccio Parri e quale ruolo ebbe nel governo provvisorio italiano?
- Perché le dimissioni di Parri portarono all'ascesa di Alcide de Gasperi?
- Quali furono le conseguenze della trattativa di pace per l'Italia?
- Come si sviluppò la questione monarchia o repubblica in Italia nel 1946?
L'Italia si trovò a dover affrontare una devastazione totale, sia territoriale che psicologica, con urgenze come la ricostruzione delle infrastrutture e la conversione delle industrie da belliche a civili, che portò a un aumento del tasso di disoccupazione.
Ferruccio Parri, leader del partito di azione, guidò un governo provvisorio con l'obiettivo di riassettare l'Italia, trovando solidarietà tra i membri del CLN, ma la sua fiducia svanì rapidamente a causa delle sue politiche a favore delle piccole e medie imprese.
Le dimissioni di Parri furono causate dalla sua volontà di colpire i grandi industriali, che non fu ben vista dalla Democrazia Cristiana; successivamente, Alcide de Gasperi assunse un ruolo chiave nel governo, cercando di stabilizzare l'Italia.
L'Italia, considerata tra i perdenti, subì penalizzazioni territoriali significative, come la non riconoscenza di Trieste e l'assegnazione dell'Istria alla Jugoslavia, costringendo migliaia di italiani a fuggire.
Dopo la guerra, si pose la questione se mantenere la monarchia o diventare una repubblica; il re Vittorio Emanuele III abdicò in favore del figlio Umberto II, ma quest'ultimo regnò solo un mese prima che fosse proclamata la Repubblica nel giugno 1946.