Concetti Chiave
- I terremoti in Italia sono causati dalla collisione delle placche tettoniche, che accumulano energia fino a provocare fratture e onde sismiche.
- Non è possibile prevedere i terremoti, ma esistono carte di rischio sismico che identificano le aree più vulnerabili nel territorio.
- Le scale Mercalli e Richter vengono utilizzate per misurare rispettivamente l'intensità e la magnitudo dei terremoti, con la Richter che è più scientificamente valida.
- La penisola italiana è caratterizzata da 15 zone sismiche, classificate in quattro livelli di pericolosità, con l'intera area del Mediterraneo ad alto rischio sismico.
- I fenomeni vulcanici in Italia, generati dalle interazioni delle placche tettoniche, portano alla formazione di vulcani e a eventi geotermici significativi.
In questo appunto viene descritta il rischio sismico della penisola italiana, come si genera un terremoto, come si definisce l’intensità di un terremoto, le placche del Mar Mediterraneo, i terremoti e i vulcani in Italia.
Il fenomeno dei terremoti
I terremoti sono avvenimenti naturali originati dalla collisione di placche tettoniche. Queste zolle si muovono con una velocità molto bassa e dallo scontro che si crea, viene generato una frizione e quindi un accumulo elevato di energia. Non appena la frizione supera il punto critico avviene una frattura. È proprio questa frattura che crea delle onde dette “sismiche” che si diffondono fino alla superficie della terra. Generalmente la durata di un terremoto non dura più di qualche minuto però anche se di pochi secondi, ma con una forte intensità può avere un’azione distruttiva.
Prevedibilità e misurazione dei terremoti
Prevedere un terremoto non è possibile. Esistono però le carte del rischio sismico che indicano le zone dove la probabilità che si manifesti un terremoto è molto più alta. Per definire un terremoto si utilizzano due scale differenti: la prima è la scala Mercalli che andrà a misurare l’intensità che va da 1 a 12 gradi che vengono quantificati in base agli effetti visivi prodotti sull’ambiente e gli edifici; la seconda è la scala Richter che va a misurare la magnitudo ovvero l’energia liberata dal sisma con una scala che va da 1 a 9 gradi. Visto che la prima scala non può essere misurata in modo scientifico perché dipende dal grado di vulnerabilità delle costruzioni, viene utilizzata maggiormente la scala Richter che viene misurata con i sismografi. I terremoti si verificano a km dalla superficie terrestre e quindi temperatura, condizioni climatiche e giorno e notte non hanno alcun effetto. Si tratta di un evento imprevedibile per cui non esistono ancora macchinari in grado di anticipare l’evento e la sua intensità.
Rischio sismico in Europa e Mediterraneo
Con “rischio sismico” si intende la probabilità legata alla manifestazione di un terremoto in un arco di tempo. Tutto ciò è utile per definire quali sono le aree più rischiose e quelle meno rischiose e serve anche a definire delle politiche rivolte alla riduzione del rischio sismico. Ad esempio, nell’Europa meridionale e nel Mediterraneo i paesi a maggior rischio sismico sono l’Italia, Grecia e Turchia. Le politiche efficaci per la riduzione del rischio sismico si basano sull’individuazione delle aree in cui intervenire. Fino a poco tempo fa, un comune veniva indentificato sismico dopo essere stato colpito da un forte terremoto. Il primo punto di riferimento è stato il terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908. Da quel momento ogni comune che veniva danneggiato da un terremoto veniva classificato come “sismico”.
Placche tettoniche e zone sismiche italiane
La maggior parte della penisola italiana si estende in corrispondenza di faglie, ovvero di zone di frattura della crosta che determina la divisione tra placche e, allo stesso tempo, rappresentano le aree di contatto tra di esse. Le placche che interessano l’Italia sono essenzialmente due: la placca africana caratterizzata da una protuberanza che risale lungo gli Appennini per poi discendere lungo le coste balcaniche e spinge verso nord; poi c’è la placca euroasiatica separata da quella africana dalla faglia gloria che si estende lungo tutto il mediterraneo, dallo stretto di Gibilterra alla Turchia, spinge invece in senso opposto cioè verso sud. In base a ciò, è possibile distinguere in Italia 15 zone sismiche che possono essere raggruppate in quattro livelli di pericolosità: il primo livello indica la possibilità di eventi sismici molto forti anche di tipo disastroso; mentre il quarto livello, che è il più basso, indica la presenza di scosse brevi e sporadiche con bassa probabilità di causare danni.

L’Italia e l’intera zona del Mediterraneo rappresentano un’area ad alto rischio sismico, ovvero una zona dove si manifestano numerosi terremoti dovuti principalmente alla pressione della zolla africana contro quella euroasiatica.
La linea dove si verificano i terremoti più intensi passa per il Nord Africa, taglia la Sicilia, risale la penisola, si dirige a est in Veneto e in Friuli, ridiscende lungo la zona balcanica e termina in Turchia. Tutto lo stivale, quindi, è interessato in vario modo da movimenti tellurici cioè del terreno e solo la Sardegna non registra terremoti di rilievo. Terremoti molto intensi che hanno interessato la nostra penisola si sono registrati nel 1980, con epicentro, cioè il punto sulla superficie terrestre da cui si propagano le scosse, in Irpinia e nel 2009 con epicentro in Abruzzo.
Vulcani e fenomeni geotermici in Italia
Oltre ai terremoti, nel sottosuolo sono presenti molti fenomeni vulcanici. I vulcani si formano a partire dallo scontro di due placche tettoniche di cui una sprofonda e l’altra si frammenta lungo una serie di faglie chiamate thrusts. La formazione di questa frammentazione andrà a generare rilievi montuosi e non solo: lo sprofondamento della placca che andrà a raggiungere alte temperature causando la fusione di pezzi di roccia che tenderanno a risalire formando un arco vulcanico. I vulcani attraverso le eruzioni spingono in superficie il magma presente all’interno della Terra e i fenomeni geotermici con emissione di vapore acqueo ad altissima temperatura.
Domande da interrogazione
- Qual è la causa principale dei terremoti in Italia?
- Come si misura l'intensità di un terremoto?
- Qual è il rischio sismico in Europa e nel Mediterraneo?
- Quali sono le zone sismiche in Italia?
- Qual è il legame tra vulcani e terremoti in Italia?
I terremoti in Italia sono causati dalla collisione delle placche tettoniche, che generano frizione e accumulo di energia fino a provocare fratture che creano onde sismiche (testo).
L'intensità di un terremoto si misura principalmente con la scala Mercalli, che valuta gli effetti visivi, e la scala Richter, che quantifica l'energia liberata, utilizzando sismografi (testo).
Il rischio sismico in Europa e nel Mediterraneo è elevato, con l'Italia, la Grecia e la Turchia come paesi a maggior rischio, e le politiche di riduzione del rischio si basano sull'individuazione delle aree più vulnerabili (testo).
In Italia ci sono 15 zone sismiche raggruppate in quattro livelli di pericolosità, dove il primo livello indica la possibilità di eventi sismici molto forti e il quarto livello scosse brevi e sporadiche (testo).
I vulcani in Italia si formano dallo scontro di placche tettoniche, e le eruzioni vulcaniche sono collegate ai movimenti tellurici, poiché entrambi sono causati dalle dinamiche delle placche (testo).