Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'Italia rivendicava territori come le coste dalmate e la città di Fiume, basandosi sul principio di autodeterminazione dei popoli.
  • Durante le trattative di pace del 1919, le rivendicazioni italiane furono contestate dal presidente Wilson, causando la frustrazione dei delegati italiani.
  • L'insuccesso delle trattative portò alle dimissioni di Orlando e contribuì all'emergere di un clima di malcontento popolare in Italia.
  • Il periodo del Biennio Rosso fu caratterizzato da rivolte popolari violente che coinvolsero sia lavoratori urbani che contadini.
  • Le rivolte portarono all'emanazione di una nuova legge elettorale proporzionale da parte del governo Nitti, promuovendo una democrazia più solida in Italia.

Rivendicazioni territoriali post-guerra

In seguito alla fine della guerra l’Italia aveva intenzione di rivendicare i territori stabiliti dal patto di Londra, ovvero le coste dalmate, e anche durante le trattative di pace, l’annessione della città di Fiume per il principio di autodeterminazione dei popoli, nonostante nel 1918 l’Italia si fosse dimostrata favorevole alla solidarietà nei confronti delle popolazioni slave, tra cui vi era la Serbia alla quale la città di Fiume doveva essere destinata in base a quanto si affermava nel patto di Londra.

Trattative di pace e tensioni?

Pertanto nel 1919 durante le trattative di pace a Parigi il presidente americano Wilson, non garante del patto di Londra, contestava le suddette rivendicazioni dell’Italia e questo comportò l’offesa di Sonnino e Orlando i quali abbandonarono Versailles per tornare in Italia dove ottennerò un voto di fiducia a loro favore. Tuttavia l’Italia non fu comunque presa in considerazione per le trattative e ciò determinò una vittoria mutilata.

Conseguenze politiche e sociali

Nello stesso anno l’insuccesso da parte di Orlando nell’ottenere ciò che spettava all’Italia, determinò le sue dimissioni e il governo fu allora presieduto da Nitti; contemporaneamente il malcontento iniziava ad alimentare rivolte popolari violente ed anarchiche che videro partecipare sia lavoratori nelle città sia i contadini nelle campagne (1920). Questi due anni ,proprio per la violenza delle rivolte che li ha caratterizzati, passarono alla storia con il nome di Biennio Rosso.

Rivolte e riforme democratiche

A seguito di queste innumerevoli rivolte cittadine e campagnole, tutto il popolo si vide riconoscere un importante risultato: il governo Nitti emanò infatti una nuova legge elettorale proporzionale che avviava lo Stato italiano verso una forma più concreta di democrazia.

Domande da interrogazione

  1. Quali territori l'Italia rivendicava dopo la guerra?
  2. L'Italia rivendicava i territori stabiliti dal patto di Londra, in particolare le coste dalmate e la città di Fiume, sostenendo il principio di autodeterminazione dei popoli, nonostante le disposizioni del patto di Londra prevedessero la destinazione di Fiume alla Serbia.

  3. Quali furono le conseguenze delle trattative di pace per l'Italia?
  4. Durante le trattative di pace a Parigi nel 1919, l'Italia non fu presa in considerazione, portando a una "vittoria mutilata" e alle dimissioni di Orlando, che scatenarono un malcontento popolare e rivolte violente nel paese.

  5. Quale riforma democratica scaturì dalle rivolte popolari del 1919-1920?
  6. Le rivolte portarono all'emanazione di una nuova legge elettorale proporzionale da parte del governo Nitti, segnando un passo significativo verso una forma più concreta di democrazia in Italia.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community