Concetti Chiave
- Il progetto museale di Schinkel a Berlino si configura come un santuario dell'arte, con un'architettura ispirata al tempio greco e al Pantheon romano, riflettendo un nuovo culto dedicato all'arte.
- La forma-museo rappresenta uno spazio 'sacro' per la tutela della varietà culturale, distinguendosi dalla dimensione commerciale e riflettendo un clima culturale che accoglie tutte le forme artistiche.
- Uscendo dal museo, si può osservare come il fenomeno della varietà si estenda alla vita quotidiana, richiamando la convivenza pacifica di stili e forme simile a un grande supermarket ottocentesco.
- Jünger critica la conservazione del patrimonio culturale, evidenziando il rischio di svuotare gli oggetti della loro vitalità esponendoli al 'culto' senza contesto, suggerendo una dimensione necrofila della tutela.
- Il concetto di 'imbalsamare' il vivente si pone come condizione necessaria per la vera conservazione, mettendo in discussione l'efficacia delle pratiche di tutela attuali.
Qual è il progetto museale di Schinkel?
A Berlino Schinkel realizza uno dei progetti museali più pregnanti del secolo: un’isoletta della Sprea diventa nel giro di pochi anni un santuario dell’arte edificato nel cuore della città. Il proto-museo berlinese si presenta al visitatore con un vasto porticato preceduto da una monumentale scalinata: potrebbe o vorrebbe essere un tempio greco, mentre la rotonda interna è modellata sull’esempio romano del Pantheon. Oltre all’eclettismo, c’è dunque l’intenzione evidente di costruire un sistema templare, un’area sacra, destinata però a un nuovo culto, il culto dell’arte.
La forma-museo e la vita quotidiana
La forma-museo non esaurisce il fenomeno di cui stiamo parlando: l’esperienza della varietà o dell’accumulo si estende infatti alla vita quotidiana, di cui la forma-museo ne rappresenta il «sacrario», cioè uno spazio ‘sacro’ sottratto alla dimensione commerciale dove l’esposizione e l’accumulo della varietà hanno fini essenzialmente di «tutela» e di «conservazione». Ma basta uscire dal museo per accorgersi della profonda attualità di quel fenomeno o «clima culturale», che discende dal grande supermarket ottocentesco, in cui si realizza la convivenza pacifica di tutte le forme e di tutti gli stili; è il vorticare di tutte le forme in uno spazio che tutto accoglie.
Critica di Jünger alla conservazione
Attaccando uno dei temi più «sacri» del discorso contemporaneo, ossia la tutela e la conservazione del patrimonio culturale e ambientale, Jünger non esita a metterne a nudo l’aspetto nichilistico. Esporre al «culto» oggetti sradicati dal loro contesto di provenienza significa ammirare oggetti devitalizzati, in quanto svuotati della loro linfa vitale e questo sembra perseguire una strana vocazione necrofila. Il fatto è che il vivente può essere conservato e tutelato solo a condizione di imbalsamarlo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del progetto museale di Schinkel a Berlino?
- In che modo la forma-museo influisce sulla vita quotidiana?
- Qual è la critica di Jünger riguardo alla conservazione del patrimonio culturale?
Il progetto museale di Schinkel rappresenta un santuario dell'arte nel cuore di Berlino, con un'architettura che richiama i templi greci e romani, evidenziando l'intenzione di creare un'area sacra dedicata al culto dell'arte.
La forma-museo funge da "sacrario" per la vita quotidiana, offrendo uno spazio sacro per la tutela e la conservazione della varietà, mentre al di fuori del museo si manifesta un clima culturale che riflette la convivenza di stili e forme, simile a un grande supermarket ottocentesco.
Jünger critica la conservazione del patrimonio culturale, sostenendo che esporre oggetti sradicati dal loro contesto porta a una forma di ammirazione necrofila, poiché questi oggetti risultano privi della loro linfa vitale e possono essere conservati solo se imbalsamati.