Concetti Chiave
- I musei si sono trasformati in aziende focalizzate sulla gestione, ponendo i visitatori al centro della loro economia e attirando un pubblico sempre maggiore.
- L'arte si intreccia con l'economia, dove l'immagine artistica diventa strumento per attrarre visitatori e consumi, rendendo il riconoscimento artistico indipendente dai musei.
- L'estetica non si occupa più del bello assoluto, ma dello studio del bello sociale, educando le persone a riconoscere e integrare nuovi valori nella società.
- Il bello artistico e quello sociale si fondono in un circuito continuo, dove l'educazione estetica diventa strumento di espressione e integrazione sociale.
- La filosofia del bello si trasforma in una filosofia dell'utile, con la società che diventa un'unica grande operazione artistica, riflettendo la vita quotidiana come opera d'arte.
Evoluzione dei musei
Anche i musei, a partire dalla loro conformazione architettonica fino alle modalità di gestione, hanno abbandonato il ruolo tradizionale di luogo per la conservazione del bello, diventando sempre più simili ad aziende attente agli aspetti gestionali e finanziari. Così il visitatore non è più solo uno spettatore, ma diventa l’elemento centrale dell’intera macchina economica alla base del funzionamento del museo. L’obiettivo infatti è attirare quanti più spettatori possibile e la collezione di opere e l’architettura che le contiene sono diventate solo un mezzo per raggiungere questo fine.
Arte ed economia
Arte ed economia
In tale situazione calcolo economico e immagine divengono la stessa cosa, in quanto la seconda serve al primo, per attirare pubblico e favorire i consumi. La produzione artistica può essere dappertutto poiché il suo riconoscimento non dipende più dallo spazio sacro del museo o dalla critica, ma dalla sua capacità di funzionare socialmente ed economicamente. Così il bello non è più un qualcosa di stabilito nei ristretti circoli d’arte (ormai tramontanti) ma si trasforma nel gusto contemporaneo (coincidendo con il gusto comune).
Estetica e società
A questo punto l’estetica non si occupa più del bello assoluto, ma studia il bello dell’ambito sociale ed educa anche a inserirsi nella società, avvicinando le persone ai nuovi valori da essa proposta.
Il bello artistico e il bello sociale si fondono in un circuito che va dall’uno all’altro in modo continuo: far parte della società sensibilizza alle nuove forme del bello (legate alla quotidianità) e l’educazione estetica aiuta a integrarsi nella società e ad esprimersi in modo efficace in essa. L’educazione all’estetica (al senso del bello) è diventata strumento di produzione nella vita reale, ovvero la filosofia del bello diviene filosofia dell’utile: il bello è ciò che serve nella vita di tutti i giorni. La società stessa (sostenitrice del bello) diventa un’unica grande operazione artistica, l’intero mondo si fa spettacolo e opera d’arte.
Domande da interrogazione
- Come è cambiato il ruolo dei musei nella società contemporanea?
- In che modo l'arte è influenzata dall'economia nella società attuale?
- Qual è il nuovo approccio dell'estetica rispetto al bello nella società?
I musei hanno abbandonato il loro tradizionale ruolo di conservazione del bello, diventando simili a aziende focalizzate sulla gestione e sull'attrazione di visitatori, che ora sono al centro del loro funzionamento economico.
L'arte e l'economia si intrecciano, poiché l'immagine artistica serve a favorire il calcolo economico, attirando pubblico e consumi, rendendo il riconoscimento artistico indipendente dai tradizionali spazi museali.
L'estetica si concentra sul bello sociale, educando le persone a integrarsi nella società e a riconoscere il bello legato alla quotidianità, trasformando il concetto di bello in una filosofia dell'utile.