Concetti Chiave
- L'iper-riduzionismo, originato da Cartesio, considera gli esseri viventi come macchine, con la possibilità di sostituire parti danneggiate per ripristinare la salute.
- Gli anziani fragili presentano frequentemente multimorbidità, rendendoli pazienti complessi che necessitano di un approccio sanitario integrato.
- L'internista gioca un ruolo cruciale nella gestione dei pazienti complessi, considerando ogni paziente come un unicum e coordinando la cura su più patologie.
- La multimorbidità è considerata una priorità di ricerca, richiedendo un approccio che vada oltre la semplice somma delle malattie per migliorare la qualità della vita.
- Le malattie rare, sebbene singolarmente poco comuni, rappresentano un numero significativo di casi in Italia, con circa 1 milione di pazienti affetti e trattamenti disponibili per alcune di esse.
Indice
Origini dell'iper-riduzionismo
L'iper-riduzionismo nasce storicamente con Cartesio, padre della scienza moderna, che pensava gli esseri viventi come delle macchine con dei pezzi dentro (gli organi) che, in caso di “guasto”, potevano essere cambiati facendo riacquistare un buon stato di salute alla persona.
Non precedenti anamnestici di rilievo (non ha una storia familiare di rilievo, i genitori che non sono consanguinei stanno bene), nessuna terapia farmacologica abitualmente.
Caratteristiche degli anziani fragili
L'anziano dal punto di vista medico è un paziente "fragile", complesso, con frequenti riacutizzazioni di pluripatologie croniche (multimorbidità -> un singolo soggetto presenta molte patologie d'organo). Nella nostra popolazione sono presenti anche degli anziani "wellderly", cioè anziani che "invecchiano bene" (ad esempio svolgono buona attività fisica...), ma ci sono anche tanti anziani che sono fragili.
Ruolo dell'internista
Gli anziani sono destinati ad aumentare sempre di più negli anni e i medici devono imparare a curare questo tipo di pazienti, che devono essere guardati nella loro unitarietà. I malati complessi sono quelli con diagnosi indefinita e quelli cronici, fragili e affetti da più patologie tra loro interagenti e sinergizzanti. Sono quelli che oggi impegnano maggiormente il Ssn e sono spesso destinati a lunghe peregrinazioni tra visite specialistiche, ripetuti ricoveri e alla continua frequentazione di affollati. L'internista è una specie di "prestigiatore" che sa un po' di tutto (cioè conosce un po’ di tutte le patologie) e spesso di trova ad avere a che fare con pazienti con multimorbità.
Multimorbidità e ricerca
La multimorbidità è una priorità di ricerca, non è solamente la somma di diverse malattie ma è l’insieme delle stesse.
Ad esempio nei pazienti con malattia coronarica:
• il 52% ha ipertensione
• il 14% ha scompenso cardiaco
• il 13% ha stroke
• l'11% ha fibrillazione atriale
• il 22% ha diabete
Quindi un paziente con una malattia presenta di solito molte altre malattie, tra cui spesso la depressione. L'internista è quindi colui che si occupa del background del paziente, si occupa di un po' di tutto ed è colui in grado di pensare in maniera diversa.
Ci vuole tuttavia qualcuno che riunisca tutte queste figure e questa persona è l'internista.
L'internista ha la capacità di vedere il malato "complesso" non come un insieme di singole patologie d'organo, ma come un unicum, e di curarlo occupandosi di tutti i suoi bisogni di salute, accompagnandolo nel suo intero percorso di cura, in fase acuta, nelle sue riacutizzazioni e nelle fasi avanzate della malattia.
Importanza delle malattie rare
Le malattie rare in realtà sono rare singolarmente, ma se sommate rappresentano un numero cospicuo (circa 6.200 malattie in Italia a inizio 2020). In Italia sono circa 1 milione i pazienti affetti da patologie rare. Per una certa quota di questa patologie oggigiorno c'è un trattamento efficace che non permette di guarire il paziente ma di migliorare le sue condizioni di vita.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine storica dell'iper-riduzionismo nella medicina?
- Come si caratterizzano gli anziani fragili nel contesto medico?
- Qual è il ruolo dell'internista nella cura degli anziani?
- Qual è l'importanza delle malattie rare nel contesto sanitario?
L'iper-riduzionismo ha origine con Cartesio, che concepiva gli esseri viventi come macchine, dove gli organi potevano essere sostituiti in caso di malfunzionamento, per ripristinare la salute (testo).
Gli anziani fragili sono pazienti complessi, spesso affetti da multimorbidità, con frequenti riacutizzazioni di patologie croniche. Esistono anche anziani "wellderly" che invecchiano bene, ma la fragilità è prevalente (testo).
L'internista è fondamentale per gestire pazienti complessi e multimorbidi, poiché ha una visione olistica della salute, affrontando le interazioni tra diverse patologie e accompagnando il paziente nel suo percorso di cura (testo).
Sebbene le malattie rare siano singolarmente poco comuni, complessivamente rappresentano un numero significativo di pazienti in Italia, con circa 1 milione di affetti. Alcune di queste patologie hanno trattamenti efficaci che migliorano la qualità della vita (testo).